Ciclismo, Omloop Het Niewsblad 2017: primi tre classificati a rischio squalifica?

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui
Omloop Het Niewsblad

Il podio della Omloop Het Niewsblad 2017.

Infuria la polemica alla Omloop Het Niewsblad, la corsa belga che di fatto apre ufficialmente la stagione delle classiche. Al termine della gara vinta da Greg Van Avermaet (BMC) davanti al campione del mondo Peter Sagan (Bora-Hansgrohe) e all’altro idolo di casa Sep Vanmarcke (Cannondale-Drapac), molti corridori e direttori sportivi si sono rivolti ai commissari di gara con toni accessi, che hanno poi trovato prosecuzione sui vari social network.

Come si legge nel tweet di Edward Theuns, corridore in forza al team Trek-Segafredo, la causa della polemica sarebbe da imputare al fatto che i tre di testa, che alla fine sono andati a giocarsi la vittoria finale, avrebbero disubbidito alle direttive dettate nei giorni precedenti dai commissari dell’UCI, sfruttando il marciapiede presente lungo un settore in pavè di 2 km, posizionato dagli organizzatori in un momento delle corsa che sarebbe dovuto essere decisivo, dopo aver affrontato tre cote in rapida successione, vale a dire Taaienberg, Eikenberg e Wolvenberg, e con 148 km già sulle gambe.

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Ciclismo, Omloop Het Niewsblad 2017: in caso di squalifica, Felline vincitore?

Il motivo che ha fatto maggiormente infuriare i corridori impegnati nell’inseguimento è stato che, dopo il passaggio del gruppo di testa, i commissari dell’UCI abbiano ordinato ad una moto di bloccare letteralmente il passaggio al di sopra del marciapiede, come confermato da Tim de Waele, uno dei fotografi al seguito della corsa che si trovava lì in quel momento, obbligando così i corridori a passare sulla strada lastricata ed utilizzando quindi energie che i fuggitivi avevano invece potuto risparmiare.
La domanda che è sorta spontanea nella testa degli inseguitori è stata quindi se i tre davanti potessero essere squalificati al termine della gara, come ha ammesso sinceramente il quarto arrivato al traguardo, Fabio Felline (Trek-Segafredo):“Non sapevamo se i corridori davanti sarebbero stati squalificati. Posso solo dire che tutti sapevamo che non si poteva salire sopra i marciapiedi. Non spetta a me decidere, per quello c’è un giudice, ma le regole dovrebbero essere le stesse per tutti”.
Il compagno di squadra dell’italiano, Jasper Stuyven, apparso furibondo dopo aver tagliato la linea del traguardo, si è poi rivolto così ai giornalisti:“Per me il vincitore è Felline, considerando che gli altri (Van Avermaet, Sagan e Vanmarcke, ndr) hanno sfruttato il marciapiede quando questo non era consentito”.
Dopo i corridori, è stata quindi la volta dei direttori sportivi, con Dirk Demol (DS della della Trek-Segafredo) e Marc Sergeant (DS della Lotto-Soudal)  che hanno gridato in coro:“Due giorni fa abbiamo avuto un incontro con l’UCI in cui è stato esplicitamente detto che le regole d’ora in poi sarebbero diventate più rigide. Ieri (venerdì, ndr) ci è stato ripetuto il messaggio, aggiungendo che i commissari avrebbero potuto agire anche al termine della gara, dopo aver visionato le immagini in televisione. Anche in corsa Philippe Marien (uno dei commissari UCI, ndr) ha ribadito via radio che al chilometro 148 era obbligatorio passare sul tratto in pavè, senza salire sul marciapiede. Tuttavia, i primi corridori ci sono passati sopra, mentre i nostri hanno dovuto pedalare sulle pietre”.
A smorzare le polemiche è stato infine il vincitore Greg Van Avermaet, nel corso della conferenza stampa di rito post gara. Il campione olimpico in carica infatti non ha negato che “qualcosa del genere era stato detto”, ma anche aggiunto che “nelle Fiandre è impossibile applicare le regole al lettera, poiché altrimenti nessuno dei corridori riuscirebbe ad arrivare al traguardo senza dover essere squalificato. Basti pensare che in caso di caduta i corridori che arrivano da dietro sono costretti a passare ai lati della strada. E’ una situazione che non si può tenere sotto controllo”.

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