Doping, caso Wiggins: “C’è molto da dire, potrei scioccare parecchie persone”

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui

wiggins

Dopo un periodo vissuto ad alta tensione Bradley Wiggins ha deciso di rompere il ghiaccio, tornando a parlare del caso doping messo da tempo sotto indagine dalla UKAD, l’agenzia britannica antidoping, e che lo vede protagonista.

Caso Wiggins Delfinato, la vicenda

L’accusa lanciata a Wiggins si riferisce ad un possibile caso di doping dell’ex corridore del Team Sky, che nel corso del Giro del Delfinato 2011 ricevette un pacco misterioso che, come sostengono i diretti interessati tra cui il team manager del team Sir David Brailsford e il Dr. Richard Freeman, conteneva Fluimucil, un farmaco legale ad azione decongestionante e mucolitica utilizzato dal Baronetto per curare i problemi respiratori che lo affliggevano. Tuttavia, in seguito all’attacco hacker ad opera dei Fancy Bears, sono venuti alla luce documenti relativi alle esenzioni per l’utilizzo di farmaci proibiti a fini terapeutici (le cosiddette TUE) concesse a Wiggins proprio nel corso di quegli anni, con l’UKAD che, affiancata dalla Corte del Ministero della Cultura, Media e Sport, ha quindi aperto un’inchiesta ottenendo delle carte che attestano come in realtà il pacco sospetto contenesse Triamcinolone, un corticosteroide ad azione antinfiammatoria considerato doping dalla WADA, in quanto presente nella lista delle sostenze proibite (è classificato come un S9 glucorticoide) ed utilizzato dal britannico in tre occasioni dal 2011 al 2013, proprio grazie alle TUE “per permettergli di competere alla pari ad alti livelli”.
Per il momento, il dottor Freeman si è difeso sostenendo che tutta la documentazione medica di Wiggins si trovava in un computer che però è stato rubato nel 2014, aumentando così le domande su una vicenda di per sé ricca di controversie.

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Caso Wiggins, il britannico rompe il silenzio

Ospite del programma televisivo di Sky Sports ‘Soccer AM’, condotto da Andrew Marr, il britannico vincitore del Tour de France 2012 si è finalmente espresso in merito alla vicenda dopo mesi di silenzio, dicendo:“E’ la cosa peggiore che possa capitare ad un uomo della mia integrità, considerato ciò in cui ho sempre creduto e che mi ha portato dove sono adesso. È orribile, ma fortunatamente c’è un’indagine in corso, per questo non posso aggiungere altro fin quando tutto non si sarà concluso. Ci sarebbe molto da dire, potrei scioccare parecchie persone” – ha concluso Sir Bradley.

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