Mario Cipollini: “Il ciclismo italiano è finito, c’è solo Nibali”

Pubblicato il autore: Annamaria Sabiu Segui

Cipollini
Mario Cipollini
ha compiuto 50 anni e in un’intervista al Giornale, non ha perso l’occasione per lanciare qualche frecciatina nei confronti del ciclismo italiano: “Il nostro ciclismo è morto. Ci resta soltanto Vincenzo Nibali, l’unico vero campione, il più sottovalutato dell’intero movimento. Per il resto sono solo comparse.” Questo il pensiero del Re Leone che ne ha un po’ per tutti e non risparmia nemmeno Fabio Aru: “Deve dimostrare di esserci. Se c’è deve battere un colpo. Noi siamo qui e lo aspettiamo”.
In realtà Fabio Aru ha iniziato a dimostrare che anche lui c’è e può giocarsi qualcosa di importante nel corso della stagione, nonostante alcuni problemi di salute abbiamo ostacolato la sua piena partecipazione alla Tirreno-Adriatico. Ricordiamo infatti, che durante questa breve corsa a tappe, Fabio Aru è stato costretto a ritirarsi per un problema di salute che non gli permetteva più di continuare a correre. Non resta che attendere il Giro d’Italia per vedere se le considerazioni di Cipollini saranno smentite o confermate.

Cipollini, tra rimpianti e futuro

Cipollini ha parlato della sua carriera ciclistica passata e ha voluto confessare alcuni dei suoi rimpianti: “Il mio più grande rimpianto è quello di non aver terminato un Tour de France. Quando ho assistito alla premiazione di Vincenzo Nibali sotto l’arco di trionfo, ho capito la magia di quella passerella finale. E poi, mi manca tanto Marco Pantani: avrei voluto portarlo in squadra con me, ma non è mai stato possibile”. Infine, sul suo futuro ha affermato: Vorrei equipaggiare un Team World Tour con le mie biciclette. Per il resto invece, in ambito privato, non ho più rapporti con la mia ex moglie Sabrina, il mio miglior amico è il mio avvocato e ho due figlie stupende. Il compagno di squadra invece che mi è rimasto fedele è Mario Scirea, direttore sportivo dell’UAE Emirates e non vado d’accordo con nessuno dei miei avversari”.

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