Ciclismo, Nibali scrive ad Aru: “Fabio non perdere ancora la speranza”

Pubblicato il autore: Annamaria Sabiu Segui

Nibali
Sono giorni difficili per Fabio Aru, costretto a causa di un infortunio, a rinunciare al Giro d’Italia. La centesima edizione della corsa a tappe rosa, era l’obiettivo principale a cui il ciclista sardo stava da tempo lavorando. Purtroppo, in seguito ad una caduta durante una sessione di allenamento, Aru ha riportato un trauma al ginocchio sinistro. La visita specialistica di questi giorni ha obbligato il villacidrese a 10 giorni di riposo assoluto per poi iniziare la terapia di recupero. Delusione non solo per il ciclista che ci teneva tanto a partire per il Giro dalla sua Sardegna, ma anche per i suoi tifosi che comunque tramite social gli hanno manifestato tutta la loro vicinanza.
Vicinanza e solidarietà sono arrivate anche da Vincenzo Nibali, l’azzurro con cui si sarebbe dovuto confrontare Aru proprio nel Giro. La sfida Aru-Nibali al Giro era tanto attesa, ma purtroppo dovrà essere rimandata a data da destinarsi.

Nibali scrive ad Aru

Non è mancata la solidarietà nei confronti di Fabio Aru, lo stesso Vincenzo Nibali, all’attuale capitano del team Bahrain Merida, si è detto dispiaciuto per l’accaduto. Nibali ha dichiarato all’Ansa: “Sono molto dispiaciuto. Gli ho anche inviato un messaggio di incoraggiamento, spero riesca a superare questo momento. Al di là di ogni cosa, per me Fabio resta un amico, qualche volta ci incontriamo a Lugano, dove abitiamo. Con il suo forfait, il Giro perde uno dei suoi possibili protagonisti, ma gli auguro di tornare il prima possibile”.
Nibali ha scritto anche una lettera aperta alla Gazzetta dello Sport per convincere Aru a partecipare comunque al Giro. Riportiamo uno stralcio significativo: Fabio, non perdere ancora la speranza. Anche se è molto difficile, forse impossibile, io penso ancora alla possibilità di vederti al Giro, venerdì 5 maggio ad Alghero. Io e te siamo i due corridori italiani di riferimento per i grandi giri e dalla tua assenza in Sardegna ci perdono tutti”.

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