Freccia Vallone 2017: Valverde cala il pokerissimo

Pubblicato il autore: Marco Perrone Segui

In Spagna si dice “manita”, in Italia lo chiamiamo “pokerissimo”. In Belgio, in Vallonia per la precisione, da oggi lo stesso concetto è personificato da Alejandro Valverde. Il murciano del team Movistar entra ufficialmente nella storia della Freccia Vallone conquistando la quinta vittoria in carriera nella seconda corsa del “Trittico delle Ardenne”, la quarta consecutiva.

L’anello della Freccia Vallone entra dunque per la quinta volta in casa Valverde con il murciano che, come sempre, ha gestito la corsa uscendo solo per la sparata finale nei metri finali del muro di Huy. La gara è stata animata fino alla penultima “cote” da diverse fughe da lontano sempre gestite con grande controllo dal gruppo dei migliori che non ha mai offerto l’occasione ai fuggitivi di turno di guadagnare minuti importanti da gestire nel finale. Anche in questa edizione della Freccia Vallone è stato l’ultimo passaggio del muro di Huy a decidere il finale di gara. Gli ultimi km prima del muro finale sono stati animati da Alessandro De Marchi e soprattutto dal lussemburghese Bob Jungels che aveva accumulato un vantaggio di quasi 50 secondi fino ai 7 km dall’arrivo. In un’altra corsa un vantaggio simile sarebbe potuto bastare al lussemburghese per vincere la corsa ma non per aggiudicarsi la Freccia Vallone. Jungels ha iniziato la salita finale (lunga poco più di un km con pendenza media che sfiora il 10%) con circa 20 secondi di vantaggio ma è stato inevitabilmente risucchiato dal gruppo dei migliori a circa 600 metri dal traguardo con il forcing degli uomini del Team Sky. Il finale vede protagonisti Diego Rosa e Kwiatkowski prima, il giovane Gaudu poi, infine l’acuto di Valverde che, con una rasoiata a 150 metri dal traguardo lascia il resto della truppa alle sue spalle. Al secondo posto, primo dei terrestri c’è l’irlandese Daniel Martin, poi la sorpresa Teuns. Il giovane Gaudu, che aveva tentato di sorprendere tutti ai 300 metri dal traguardo raccoglie il nono posto. Diego Ulissi decimo e primo degli italiani.

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