Nel nome di Michele Scarponi: al via il Giro d’Italia 2017, edizione del centenario

Pubblicato il autore: Jacopo Zagari


“… E se la bici avesse il motore?”
, “Magari!” Così Michele Scarponi rispondeva ad un cronista con il suo spirito indimenticabile.

CAMPIONE SENZA ETA’: Si stava allenando per quella che doveva essere una delle ultime grandi soddisfazioni della sua meravigliosa carriera da ciclista: correre il Giro d’Italia del centenario da capitano della sua squadra, l’Astana, a 37 anni. Un vero onore a quell’età, cui solo i fuoriclasse possono ambire. Michele questo giro lo avrebbe corso da protagonista, con la grinta e la spensieratezza che lo hanno sempre contraddistinto. Purtroppo, come è noto, il 22 Aprile è morto per un tragico incidente, investito da un furgone in sella alla sua bicicletta.

L’AQUILA DI FILOTTRANO
 A otto anni la prima “Bianchi” come regalo per la comunione, a 17 la vittoria nel campionato nazionale juniores, a 23 l’esordio tra i professionisti: queste le tre tappe chiave che hanno lanciato Scarponi nel ciclismo dei grandi. Grazie alle sue doti di scalatore fuori dal comune da quel momento di corse Michele ne ha vinte tante: tra le più importanti la Tirreno-Adriatico del 2009 tra le sue strade nelle Marche e il Giro d’Italia del 2011, il trofeo più prestigioso da vincere per un italiano ma che non ha mai sentito propriamente suo, arrivato dopo la squalifica per doping di Contador. Determinazione, acume tattico e capacità di cogliere l’attimo: queste le sue caratteristiche che gli sono valse il soprannome di “Aquila di Filottrano”, in onore delle sue imprese in salita e del suo paese di origine.

CUORE DA CICLISTA Se nella sua carriera Scarponi è stato un capitano fenomenale, da gregario lo è stato forse ancor di più: nel 2014 passa all’Astana e diventa il principale aiutante per Vincenzo Nibali, rivale di mille battaglie negli anni precedenti. In uno sport fatto di enorme fatica e sacrificio il cambio di ruolo da protagonista a comprimario può essere difficile, quasi inaccettabile: Michele, invece, si mette a completa disposizione del messinese con infinita dedizione e sarà il suo meraviglioso alfiere nella gloriosa conquista del Tour De France 2014 e del Giro d’Italia 2016, quest’ultimo vinto grazie ad un magistrale gioco di squadra e ad un’incredibile rimonta.

SIMPATIA E SORRISO CONTAGIOSI Michele Scarponi è stato e sarà sempre uno dei personaggi più amati del mondo del ciclismo non solo per le sue gesta da atleta, ma soprattutto per il suo lato umano: sorridente e disponibile con tifosi e giornalisti in ogni occasione, anche in momenti di grande importanza e concentrazione, sempre con la battuta pronta e senza mai prendersi troppo sul serio, capace di trasmettere gioia e passione per lo sport con incredibile naturalezza. Per questo era un amico ed un compagno, prima che un rivale, per tutti i suoi colleghi in gruppo.

MORTIROLO “SALITA SCARPONI” Oggi il Giro d’Italia partirà da Alghero, in Sardegna: i corridori si daranno battaglia per conquistare la maglia rosa nelle consuete tre settimane fino alla tappa finale del 28 Maggio, con arrivo a Milano. Ma tra le 21 tappe e i 3.572 km complessivi che i ciclisti dovranno percorrere in questa edizione della corsa ci sarà un momento particolare: il passaggio sul Mortirolo (il 23 Maggio), una delle montagne simbolo della manifestazione rosa, sarà la “salita Scarponi” in segno di omaggio e ricordo. Nel 2010 Michele vinse ad Aprica la sua ultima tappa al Giro d’Italia davanti ad Ivan Basso e Vincenzo Nibali, costruendo il suo successo proprio sulla salita e la discesa del Mortirolo.

“Michele Scarponi, le tre soddisfazioni maggiori di partecipare al Giro?”, gli chiedevano. “… L’affetto delle persone, che è tantissimo; la gioia di partecipare al Giro d’Italia e riuscire ad alzare le mani”.

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