Vuelta 2017, Fabio Aru si racconta alla vigilia della partenza. E sul suo futuro….

Pubblicato il autore: Annamaria Sabiu Segui

Fabio AruOrmai è solo questione di ore all’inizio della Vuelta di Spagna 2017. La Grande corsa a tappe partirà oggi, sabato 19 agosto con la prima tappa, una cronometro a squadre. I corridori sono pronti ad affrontare questa nuova sfida a due ruote e i tifosi a sostenere i propri capitani.
Sarà la Vuelta di Froome che va a caccia della doppietta Tour-Vuelta, ma anche quella della prima sfida in assoluto tra Vincenzo Nibali e Fabio Aru. I due amici si ritroveranno in corsa uno contro l’altro. Chi riuscirà ad avere la meglio? Troppo presto per dirlo, non resta dunque che gustarsi lo spettacolo di queste 21 tappe che si preannunciano entusiasmanti. Ricordiamo che la tappa finale della manifestazione è prevista per il 10 settembre con la classica passerella a Madrid.

Vuelta 2017, Fabio Aru si racconta

Fabio Aru è pronto per intraprendere questa nuova avventura in terra spagnola. Vincitore dell’edizione 2015, l’obiettivo per il corridore sardo resta quello di bissare il successo e conquistare la maglia rossa. Aru arriva alla Vuelta dopo l’esperienza molto positiva del Tour de France. In una stagione tribolata tra infortuni e problemi di salute, la Vuelta potrebbe essere l’occasione  per dare la giusta consacrazione a questa stagione ciclistica che volge al termine.
Alla vigilia della partenza, Fabio Aru ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport dove ha espresso le sue sensazioni sulla corsa in terra spagnola.
Non ho dubbi sulla mia condizione. Ma non so come sto. Ho preparato il Giro poi ho corso il Tour, ora sono qui alla Vuelta. Ed è la prima volta che affronto due grandi giri di seguito. Di certo dopo il Tour ho recuperato bene, mi sono allenato senza grossi carichi e sono motivato al massimo. Però non ho test che mi possano dare un valore esatto. Anche Froome ha corso il Tour, ma lui già lo scorso anno ha dimostrato che la doppietta con la Vuelta è nelle sue corde: ha vinto in Francia e qui è arrivato secondo”, ha affermato il corridore.
Per quel che riguarda invece l’avversario da battere, Aru non ha dubbi: Froome sarà l’uomo da battere. Poi gli altri sono più o meno sullo stesso piano: Nibali, Majka, Chaves, i fratelli Yates…Bardet e Barguil hanno fatto il Tour de France, in pratica si trovano nella mia stessa situazione. Sono forti, bisogna vedere la condizione”.

Aru nella Vuelta 2017 guiderà l’Astana da capitano ed è consapevole che in questa prima tappa, la cronometro a squadre, dovrà cercare di limitare i danni per affrontare poi con serenità tappe in salita più adatte alle sue caratteristiche. Non manca anche un accenno al suo futuro, dove il corridore sardo si destreggia così affermando: “Mi aspettavo la domanda. E se restassi all’Astana”?
Per stabilire il futuro di Fabio Aru è ancora troppo presto, ma al termine della Vuelta e dei mondiali il corridore sarà chiamato ad una scelta importante per la sua carriera. Al momento il team maggiormente interessato al corridore è la UAE Emirates, che presenterà un’offerta al corridore proprio al termine della Vuelta di Spagna.

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