Vuelta 2017 oggi Tappa 20: l’ultima parola all’Angliru. Percorso, favoriti, dove vederla

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui
Vuelta 2017 oggi Tappa 20

Corvera de Asturias – Alto de l’Angliru, 117,5 km

Breve ed implacabile come una sentenza: questa sarà la tappa 20 della Vuelta 2017, che oggi contribuirà a proclamare la maglia rossa ufficiale dell’edizione corrente della corsa in terra spagnola. Non prima però del verdetto emanato dall’Angliru, la terribile cima introdotta in prossimità dell’inizio di questo secolo e alla sua settima apparizione nel programma della Vuelta: se alla vigilia dell’ultima settimana sembrava una formalità il successo finale di Chris Froome, attuale leader della generale da ben 17 tappe, i muri de Los Machucos hanno messo in luce qualche segnale di leggero cedimento da parte del capitano del Team Sky.
Pur dotato di uno stato di forma eccezionale e animato dalla volontà di centrare la doppietta stagionale Tour-Vuelta come a sua volta riuscirono solo Jacques Anquetil e Bernard Hinault, Froome non è (ancora?) colui che entrerà domani a Madrid da trionfatore. Oggi si decide la Vuelta 2017, e l’Angliru stabilirà, ancora una volta, le gerarchie definitive nella classifica generale.
E come di consueto, ecco la guida completa alla giornata che affronteranno oggi i corridori, con tutti i dettagli del percorso e i cenni storici, la panoramica dei favoriti e la programmazione televisiva.

Vuelta 2017 oggi Tappa 20: il percorso della Corvera de Asturias – Alto de l’Angliru

Tre vette senza soluzione di continuità in un breve percorso complessivo di 117,5 km, dislivello massimo che tocca più di 1.500 metri nel finale di tappa 20: il finale ufficioso della Vuelta 2017 rinnova una tradizione nata nel 1999, quando comparve per la prima volta l’Alto de l’Angliru, introdotto dagli organizzatori per conferire alla gara a tappe spagnola una cima che potesse competere con Zoncolan o Mortirolo in quanto a durezza.
Inizialmente noto con l’altro nome utilizzato per indicarlo, ovvero La Gamonal, l’Angliru fu conquistato per la prima volta da José Marìa El Chava Jiménez, indimenticato fortissimo scalatore spagnolo, davanti a Pavel Tonkov e al connazionale Roberto Heras. Da quel momento questa vetta è comparsa in altre sei edizioni, compresa l’attuale, con la seguente successione di corridori primi in cima: Gilberto Simoni nel 2000, Roberto Heras nel 2002, Alberto Contador nel 2008, Juan José Cobo nel 2011 e Kenny Elissonde nel 2013.
L’ultima vera prova della Vuelta 2017 partirà da Corvera, nelle Asturie, cara agli amanti del canottaggio e degli sport acquatici grazie alla presenza del bacino artificiale di Trasona, teatro di campionati nazionali ed internazionali. Pronti via e si comincia subito a salire, giusto per capire l’antifona della odierna tappa 20: i primi 12,7 km infatti sono in ascesa verso l’Alto La Reigada, un colle la cui altitudine tocca i 450 metri. Si tratta di una asperità non indicata come GPM, utile a per far abituare la gamba in vista delle fatiche che seguiranno.
La tappa 20 procede poi lungo un falsopiano che intorno al chilometro 70 introduce al primo Gran Premio della Montagna ufficiale di giornata, l’Alto de la Cobertoria di prima categoria da scalare per 8,1 km con pendenza media del 8,6%. Raggiunta la ragguardevole quota di 1.195 metri di dislivello si scende in picchiata lungo un pendio ripido e si risale per un versante più corto (5,7 km) ma altrettanto erto: l’Alto del Cordal è anch’essa una cima di prima categoria con medie del 8,6% che non darà pace sino allo scollinamento, se pensiamo che la massima tocca il 12% ad un chilometro dalla vetta.
Ed eccoci così, senza un tratto in piano a far riposare le gambe da una cima all’altra, alla montagna gran finale della Vuelta 2017, ovvero l’Alto de L’Angliru, la cui durissima ascesa parte dal chilometro 105.
Prima di raggiungere la sommità traguardo di tappa i corridori dovranno inerpicarsi per 12,5 km che presentano una pendenza media del 9,8%: questo GPM di categoria especial (o hors catégorie) mostrerà ai duellanti per la vittoria di tappa e finale diversi volti, dal meno arduo al più terribile.
I primi cinque chilometri di salita infatti sono caratterizzati da una pendenza del 8%, quindi abbastanza fattibile, ma dopo un brevissimo tratto piatto che funge da raccordo la situazione diventa incandescente, con un settore dalla pendenza a doppia cifra (medie del 15%). Ed infine, i restanti tre chilometri dei 12,5 dell’Angliru riserveranno la batosta finale, con punte del 23,5% nella zona della Cueña les Cabres.

Vuelta 2017 oggi tappa 20

Dettaglio altimetrico della salita finale dell’Angliru

Superato questa ultima difficoltà della Vuelta 2017 le pendenze calano fino al 10% per arrivare così allo scollinamento a quota 1.560 metri e ad una piccola discesa che conduce al traguardo di tappa.

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https://www.youtube.com/watch?v=osBB1jlHAOw

Video courtesy: canale Sport & Simulation

Vuelta 2017 oggi Tappa 20: i favoriti della Corvera de Asturias – Alto de l’Angliru

E così, ancora una volta l’Angliru deciderà le sorti della corsa, ed è naturale quindi concentrarci anzitutto sui due principali contendenti alla vittoria finale della Vuelta, prima di snocciolare gli altri favoriti.
Chris Froome si avvantaggia di una squadrone che sa come gestire le tappe, alla pari dell’intelligenza tattica del suo capitano. Il Team Sky è una seriosa macchina da guerra che dovrebbe diventare caso di studio per qualsiasi formazione: essere zelanti e precisi non è mai abbastanza né troppo se l’obiettivo è quello di non toppare le occasioni che contano. Giù il cappello, insomma.
Inoltre, il kenyano bianco ha un conto in sospeso con l’Angliru, dopo la bruciante beffa patita nel 2011 con Juan José Cobo che recitò la parte del terzo incomodo tra Froome e Bradley Wiggins, allora entrambi al Team Sky, conquistando così la vetta e la vittoria di tappa. Fatto che mise in luce le difficoltà gestionali all’interno della Sky, con due galli da combattimento che andavano disciplinati in modo da evitare che si pestassero le ruote a vicenda.
Se oggi lo squadrone britannico è il perfetto meccanismo che tutti conosciamo e che si inceppa sempre più raramente è grazie anche a quella Vuelta 2011, che servì anche alla crescita di Chris Froome come corridore implacabile e sempre più preciso, soprattutto nei grandi giri che pone nel suo mirino. Tuttavia in questa settimana il suo impero su cui pareva non tramontasse il sole ha subito qualche piccola crepa, con quei 42 secondi di vantaggio persi sulle terribili rampe de Los Machucos a favore del suo diretto inseguitore, Vincenzo Nibali.
Non dite a Froome perciò che in queste decennio il leader della generale è cambiato proprio nell’ultima settimana (è successo 2010, 2012, 2013 e nel 2015, quando Fabio Aru strappò la maglia rossa a Tom Dumoulin proprio nella penultima frazione). Sarebbe una beffa atroce se consideriamo il fatto che già a partire dalla terza tappa, quando la corsa è entrata ufficialmente in Spagna, il capitano del Team Sky ha messo piede in terra iberica con il primato della generale che ha conservato per ben 17 tappe, 19 se consideriamo la formale conclusione di domani e se Froome manterrà il suo distacco nella frazione di oggi.
Il quattro volte vincitore del Tour non ha comunque mai nascosto la volontà di conquistare quella Vuelta che manca ancora al suo palmarès, e l’unico che potrebbe frapporsi tra lui e la maglia rossa a Madrid è un corridore che la corsa spagnola l’ha già vinta e che in tappe come queste offre il meglio di sé: Vincenzo Nibali è uno adatto infatti alle salite lunghe più che agli strappi brevi, e stiamo certi che oggi giocherà le sue carte migliori per tentare l’impresa, considerato il percorso tagliato sulle sue doti a partire dalle discese ripide in cui potrebbe provare ad accorciare le distanze con Froome prima dell’Angliru.
Non sarà facile, non lo sarà per niente, perché se il leader della generale, che ha già una manica nella maglia rossa dell’edizione in corso, dimostrerà lo stato di forma visto in questa Vuelta 2017 non dovrà temere le imboscate del suo avversario. Ma bisogna guardarsi le spalle anche dagli altri contrattaccanti in chiave podio, ovvero Ilnur Zakarin (Katusha Alpecin), attuale dignitoso quarto posto nella generale in una Vuelta per lui non esaltante e che potrebbe tentare l’assalto alle posizioni di pregio e Wilco Kelderman, capitano di una Sunweb decimata ma nonostante ciò in strenua difesa del terzo posto in generale e anch’esso alla ricerca di un vantaggio ulteriore nella generale.
E poi c’è lui, la mina vagante, il miglior attore non protagonista della Vuelta 2017 o, per continuare la metafora cinematografica, il Gran Premio della Giuria se fossimo ad un Festival: Alberto Contador ci ha regalato, nella sua ultima prova da corridore prima del ritiro, lo spettacolo degno di questo nome sulle strade della Spagna. Dove c’era lo spazio per sferrare un attacco lui non si è mai tirato indietro, arrivando persino ad avere un vantaggio superiore al minuto rispetto a Froome nel corso della tappa di ieri. Merita almeno un podio finale, obiettivo a cui punta, ma soprattutto la possibilità di chiudere la carriera concedendo il bis sull’Angliru: nel 2008 infatti conquistò la cima asturiana e quindi la tappa, la tredicesima per la precisione, lanciando un attacco quando mancavano solo cinque chilometri al traguardo.
E’ altamente probabile quindi che oggi il pistolero (che come abbiamo già detto ha il colpo sempre in canna) lancerà un attacco dei suoi: riuscirà ad ottenere la sua prima vittoria di tappa nella Vuelta 2017, in una cornice così prestigiosa come è quella odierna? E ancora: unirà le sue forze con quelle di Vincenzo Nibali per cercare di arginare lo strapotere di Froome?
Ma ci sono altri favoriti per la conquista di questa difficilissima tappa, alcuni di essi distintisi nell’edizione 2017 della Vuelta: Miguel Ángel López (Astana), già vincitore di due tappe quest’anno sebbene non abbia nascosto le sue preoccupazioni riguardo a  quanto possano reggergli le gambe sull’Angliru; Rafal Majka (Bora Hansgrohe); Romain Bardet (AG2R) nella disperata ricerca di un acuto che possa riscattare la sua deludente partecipazione alla corsa spagnola dopo aver azzeccato la fuga nella giornata di ieri; e ancora, sebbene più defilati nei pronostici, Jan Polanc (UAE Emirates), Steven Kruijswijk (Lotto NL Jumbo), Michael Woods (Cannondale Drapac) e Wout Poels (Team Sky).
Sulla carta anche Esteban Chaves (Orica Scott) poteva essere un favorito, ma dopo aver perso 4 minuti tra la cronometro di questa settimana e le rampe di Los Machucos solo un miracolo di tempra e condizione potrebbe dargli la possibilità di essere decisivo nella tappa 20.

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Vuelta 2017 oggi Tappa 20: dove vederla e orari

La diretta su Eurosport (visibile su Sky e Mediaset Premium o acquistando l’abbonamento ad Eurosport Player) della tappa 20 della Vuelta 2017 partirà dalle 13.45.

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