Ciclismo, Jan Bakelants: “I medici sono fiduciosi, ma non è ancora sicuro che possa tornare a correre”

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui

bakelants
E’ tornato finalmente a casa il belga della AG2R La Mondiale Jan Bakelants, dopo essere stato operato presso l’Ospedale di Leuven per stabilizzare la frattura della vertebra L3, causata dalla bruttissima caduta che lo ha visto protagonista lungo la discesa del Muro di Sormano, al recente Giro di Lombardia, e che ha provocato, oltre a quella già citata, anche la frattura delle vertebre D8, D10 e L1, nonché di sette coste.
Il belga, intervistato da Sporza, ha così ripercorso i momenti vissuti quel giorno dalla caduta al trasporto in ospedale, parlando anche di quelle che sono le previsioni riguardanti il suo futuro in sella ad una bici.

Bakelants, il racconto della caduta e l’arrivo dei soccorsi

Quel giorno le immagini televisive ripresero solamente lo spettacolare quanto pericoloso volo di Laurens De Plus, finito in un burrone dopo aver sbagliato ad impostare una curva mal segnalata, ma a cadere nelle stesso punto furono anche Simone Petilli, Daniel Martinez e Jan Bakelants, con quest’ultimo appunto costretto a pagarne le peggiori conseguenze.
“Non ricordo esattamente cosa sia successo, ero appena dietro al gruppo dei migliori e stavamo per affrontare la curva nella quale era caduto De Plus. Tutto quello che ora ricordo è che sono volato al di là delle barriere e sono finito di sotto per almeno sei o sette metri, atterrando con la schiena sopra una roccia. Ho capito subito che si trattava di qualcosa di grave, non riuscivo ad alzarmi. Mi sono tranquillizzato quando ho sentito che potevo ancora muovere le gambe”.
Bakelants ha poi continuato ricordando il momento in cui è stato raggiunto e soccorso dai medici, seppur non neghi qualche perplessità causata dall’assenza dell’eliambulanza che avrebbe di certo velocizzato i tempi di trasporto all’Ospedale Sant’Anna di Como:“E’ stata una fortuna che dopo la mia caduta non sia successo niente di serio, visto che c’erano tutte le condizione affinché le cose andassero peggio. Infatti, quando mi hanno riportato in strada qualcuno mi è passato sopra ad una gamba con la moto, credendo di averla messo in folle. E’ incredibile come queste cose possano succedere in una corsa World Tour”, ha ammesso il belga che ha poi continuato il suo racconto. “Sono rimasto anche sorpreso dall’assenza degli elicotteri, con il trasporto che ha richiesto più tempo del previsto dovendo essere necessariamente essere fatto a bordo dell’ambulanza”.

Bakelants: “Ho evitato il peggio per una questione di millimetri”

Infine, Bakelants ha parlato della sua condizione fisica attuale senza sbilanciarsi troppo su quello che sarà il suo futuro in bici, aspettando quindi di recuperare al meglio dopo l’incidente e dedicandosi nel frattempo alla cosa più importante che ha, la famiglia.
“Ho iniziato a fare qualche seduta di fisioterapia già all’ospedale, tornando anche a pedalare sulla cyclette. Tuttavia non ho intenzione di accelerare i tempi, visto che si tratta di un infortunio delicato. I dottori sono fiduciosi, però al momento non possono garantirmi al 100% che potrò tornare a correre. La mia speranza attuale è che il corpo recuperi bene, solo allora potrò iniziare a pensare alla nuova stagione. 
Sono stato fortunato ad avere una seconda chance, per una questione di millimetri sarebbe potuta finire diversamente. Con questo infortunio ho capito che il ciclismo non è tutto nella vita: sarebbe un peccato non poter più pedalare, però la mia ragazza, mia figlia e la mia famiglia sono molto più importanti”, ha quindi concluso Bakelants.

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