Ciclisti imprenditori: quattro curiosi casi di corridori che cedono il proprio nome per il marketing

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui

 

Ciclisti Imprenditori

Mark Cavendish alla presentazione della linea di prodotti per il ciclismo con il suo nome

Che il ciclismo stia entrando in una dimensione sempre più commerciale, aprendosi alle nuove frontiere del marketing, è un dato di fatto: i calendari delle prove (specialmente WorldTour) da alcuni anni presentano corse in Paesi non certo dalla solida tradizione ciclistica ma con risorse imparagonabili alla vecchia Europa (legasi: camionate di soldi in più da offrire), mentre le varie competizioni stanno cercando di stare al passo aumentando il loro valore mediatico e commerciale. Per non parlare dei team, con l’allargamento del divario economico tra chi può permettersi ingenti investimenti e chi resta invece al palo.
Anche gli stessi corridori corrono ai ripari cercando di rendere se stessi un brand (lo Squalo dello Stretto, il Cavaliere dei Quattro Mori, giusto per citare due casi più vicini a noi e capaci di trasferire i propri appellativi in prodotti di marketing) a volte provando la strada della diversificazione, ovvero avventurandosi in attività imprenditoriali parallele alla carriere di ciclista professionista: attività che però sono connesse più o meno implicitamente al loro mestieri di atleti. Vediamo in particolare quattro casi di ciclisti che giocano la carta della brandizzazione (scusate la parolaccia) di sé stessi, o che cercano di muovere un business per i più disparati motivi e che vada al di là delle corse.

Ciclisti imprenditori: il brand di Mark Cavendish

Mark Cavendish non ha bisogno di presentazioni: vittorioso sia su pista che su strada dall’alto dei suoi titoli mondiali (in particolare ricordiamo la maglia iridata del 2011), detentore del record di 30 vittorie di tappa al Tour (secondo nella classifica all time dietro Merckx), la fama di un carattere non semplicissimo che lo precede ma un carisma che lo rende uno delle colonne del ciclismo contemporaneo.
Ebbene, il velocista tutt’ora in forza alla Dimension Data nel 2013 ha dato alla luce un marchio di sé stesso (CVNDSH) legato ad una linea di prodotti pensati per i ciclisti, in collaborazione con la Specialized. La gamma presenta(va) abbigliamento tecnico (dal caschetto allo scarpino) sino ad una bici da corsa pensata ad hoc, la Specialized Venge S-Works prodotta in serie limitata.
Al tempo della presentazione di questa avventura commerciale Mark ci teneva a far sapere che non aveva semplicemente ceduto il proprio nome alla linea sottoposta alla sua attenzione ma di aver collaborato attivamente al design degli stessi prodotti.
Nel frattempo però il corridore dell’Isola di Man è passato nel 2016 dalla Quick Step alla Dimension Data, il cui fornitore di bici è la Cervelo: di conseguenza della linea si sono perse le tracce. Tuttavia, Cavendish non perde la propria intraprendenza firmando nel 2015 la Rise Above Sportive, una corsa amatoriale che si tiene nel nord est del Galles con tre diversi percorsi disegnati dallo stesso campione del mondo: dopo due prime edizioni di successo sia dal punto di vista organizzativo che per quanto riguarda l’entusiasmo del pubblico (il sold out del 2015 ha spinto ad aumentare il numero di iscrizioni possibili), la Rise Above ha fatto perdere le proprie tracce nel 2017, per motivi oscuri. La stesse pagine social dell’evento non vengono aggiornate dall’anno scorso.

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Ciclisti imprenditori: la filantropia di John Degenkolb

Altro corridore che ha reso sé stesso un marchio e ha prestato la propria immagine ad una serie di iniziative è John Degenkolb, vincitore tra le altre cose della Milano Sanremo e della Parigi Roubaix nel 2015 ed attualmente in forza alla Trek Segafredo. Lo specialista delle classiche di origine tedesca è molto attivo nella promozione del ciclismo nelle nuove generazioni: ha creato infatti il programma #DegeJuniors, supportando anzitutto le categorie più giovani che hanno partecipato quest’anno alla classica della Rund um den Finanzplatz che si corre tra Eschborn e Francoforte.

Non solo: per favorire il più possibile la partecipazione delle nuove generazioni alle competizioni ciclistiche a margine della classica di Francoforte Degenkolb ha creato un evento ad hoc, la #DegeBambini Bogie-Wheel-Race, una gara non competitiva (ci mancherebbe) tra piccolissimi dai 2 ai 5 anni sulle stesse strade dei professionisti, ma con chilometraggio molto ridotto ovviamente. L’obiettivo non è tanto cercare il talento del futuro ma sensibilizzare i giovanissimi al mondo del ciclismo, a cui si debbono approcciare divertendosi: sembra qualcosa di scontato ma non è proprio così. I risultati sono stati teneri ed esilaranti al tempo stesso, come si può vedere dal video twittato da Pippo Pozzato:

Ciclisti imprenditori: la linea di abbigliamento di Loic Chetout

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Loic Chetout della Cofidis con indosso una t shirt con il proprio marchio

Loic Chetout non è forse un nome noto al grande pubblico: in forza alla Cofidis, potremmo definirlo un gregario che fa onestamente il proprio lavoro senza infamia e senza lode (massimo risultato in carriera sino ad ora è stato il secondo posto alla Classic Loire-Atlantique).
Ma parliamo comunque di un corridore brillante ed intraprendente che ha valorizzato sé stesso dando la propria immagine ad una linea di abbigliamento casual, composta per ora da t shirt e capellini: praticamente una capsule collection, come direbbero oggi i trendsetter. In collaborazione con la designer francese Paon Paon, Loic ha ceduto il proprio volto a mo’ di logo con lo slogan “sometimes defeated, never felled” da far campeggiare sulle magliette in edizione limitata e con vendita diretta, tramite i canali social del corridore della Cofidis. Il tutto per una buona causa: aiutare la sezione ciclismo della polisportiva Aviron Bayonnais di Bayonne per avvicinare i giovani al mondo delle due ruote.

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Ciclisti imprenditori: il balsamo da barba di Simon Geschke (nato quasi per caso)

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Simon Geschke vince la 17esima tappa del Tour de France 2015. Questo trionfo sarà poi alla base della sua avventura imprenditoriale

Chiudiamo la nostra breve e non esaustiva rassegna dei ciclisti che si dedicano ai progetti paralleli con Simon Geschke, che ricordiamo per la vittoria di tappa sulle Alpi nel Tour 2015 e per essere stato una pedina importante per il compagno di squadra Tom Dumoulin per il trionfo dell’olandese al Giro di quest’anno.
Il tedesco della Sunweb offre forse la storia più interessante dietro alla sua piccola avventura imprenditoriale: quest’anno ha lanciato la propria linea di creme per la barba in collaborazione con Charlotte Meersshaut, una grande appassionata di ciclismo che ha creato da sola un balsamo per la barba del proprio marito. I due coniugi, dopo aver visto in tv Simon vincere la tappa del Tour, decisero di proporre al ciclista il loro prodotto fatto in casa: specifichiamo che Geschke è uno dei rari casi, assieme a Loic Chetout, Dan Craven e pochi altri, a sfoggiare con orgoglio una poco aerodinamica lanugine sul proprio viso.
Da questo incontro nacque la linea apposita per la cura della barba con impresso il cognome del corridore della Sunweb, con tanto di sito ufficiale, inevitabile campagna social e prodotti in vendita attraverso dei canali selezionati (volendo, si possono richiedere i balsami nel proprio punto vendita). Una avventura imprenditoriale, insomma, nata per caso e che rende un segno particolare il punto di forza del proprio business: anche nel ciclismo è possibile.

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