Ciclismo, Sacha Modolo urtato da un’auto in allenamento

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui

sacha modolo
E’ successo ancora, ma fortunatamente non ha avuto conseguenze gravi. E’ di poche ore fa infatti l’ultima denuncia fatta da Sacha Modolo, velocista in forza alla UAE Team Emirates, che tramite il proprio profilo Facebook ha raccontato di essere stato urtato da un’automobile mentre era fermo al semaforo, aspettando di ripartire. Come se non bastasse, a rendere ancor più amara la giornata del veneto ci hanno pensato le forze dell’ordine, che reputando la situazione meno grave del previsto hanno prolungato i tempi di intervento, salvo poi presentarsi dopo reiterate chiamate.
Purtroppo quello che oggi ha visto protagonista Modolo, suo malgrado, è solamente l’ultimo dei tanti incidenti sulle strade che ogni giorno coinvolgono i ciclisti, considerati dal codice civile gli utenti deboli e che dunque andrebbero trattati con un occhio di riguardo, quando invece nella realtà dei fatti sono visti da molti automobilisti come veri e propri birilli che intralciano la carreggiata. E’ quindi in questi casi che si fa sempre più forte ed urgente l’appello, portato avanti dall’Assocorridori, di approvare una legge che tuteli la loro condizione in strada, per garantire una sicurezza che al momento pare essere minima. Anche se, ad essere sinceri, per poter risolvere il caso tutto dovrebbe partire in primis dalla cultura del guidatore, che molto spesso pur di guadagnare qualche secondo si dimentica che in ballo c’è la vita di un uomo, prima ancora che di uno sportivo.

Sacha Modolo, il racconto del velocista su Facebook

Partito in bici alle 10:15 arrivato a casa alle 17:30. Peccato che la metà delle ore le abbia passate con i vigili prima e al pronto soccorso poi. FERMO a un semaforo lungo la MIA carreggiata vengo investito da dietro da un auto che, o non mi ha visto o pensava di passare con il rosso (non ho ben capito cosa volesse fare). Si ferma abbassa il finestrino mi guarda, NON DICE UNA PAROLA E RIDE. Scende il passeggero (visibilmente una escort) e con sarcasmo minimizza l’accaduto dicendo “tanto è solo una bici e te non hai niente, cosa vuoi che sia”. Capendo che non avrei concluso nulla ho fatto le foto al mezzo, dicendo che chiamavo i carabinieri. Il conducente è SCAPPATO lasciando a piedi la compagna/escort che, incamminandosi in pasticceria, con disinvoltura risponde “fate quello che volete tanto io non lo conosco e non so chi sia”.
Allibito chiamo i carabinieri che mi dicono di chiamare il 118, che mi dice che non sono grave e non uscivano e di chiamare i carabinieri che, a loro volta, dopo averli richiamati mi dicono che escono solo il pomeriggio e di chiamare il 118 (peggio della canzone Alla fiera dell’est!!). Chiamo i carabinieri di Conegliano i quali avvisano a Castelfranco di mandarmi qualcuno. Chiamo la polizia locale di Asolo, che comunque era stata avvisata da Conegliano, ed è stata l’unica a mandarmi una pattuglia, anche se inizialmente erano impegnati. Tramite il numero di targa riusciamo ad avere le generalità dell’uomo. A suo carico verranno sporte le dovute denunce! Fortunatamente io me la cavo “solo” con una forte botta alla schiena! Ringrazio la famiglia che si è fermata di sua spontanea volontà per testimoniare l’accaduto. Dispiace dire che siamo sempre in pericolo e costretti a condividere la strada con gente come quest’uomo!

  •   
  •  
  •  
  •