Froome, una non negatività che sa di doping? Ecco cosa è il salbutamolo e cosa rischia il corridore

Pubblicato il autore: Annamaria Sabiu Segui

FroomeIl ciclismo oggi si risveglia con una notizia alquanto sconvolgente. Chris Froome è stato trovato positivo ad un controllo antidoping svolto nel periodo in cui si correva la Vuelta, ossia lo scorso 7 settembre. Il corridore che aveva già dominato il Tour de France, si era imposto anche nella corsa a tappe spagnola, conquistando così un’accoppiata Tour-Vuelta che ha dell’incredibile. La sostanza incriminata è il Salbutamolo, noto per essere utilizzato per la cura dell’asma, una sostanza a parte nel pianeta del doping, che può essere utilizzato anche senza l’autorizzazione terapeutica a patto che se ne rispettivo i limiti consentiti.
Vediamo nei dettagli di cosa si tratta e quale sanzione rischia il corridore Chris Froome.

Froome, che cos’è il Salbutamolo

Froome è stato trovato positivo al Salbutamolo in un controllo antidoping relativo al periodo in cui correva la Vuelta. Ma che cos’è il Salbutamolo?
Nello specifico il Salbutamolo viene utilizzato nel trattamento del broncospasmo associato all’asma bronchiale e altre patologie che comportano un’occlusione delle vie respiratorie. Agisce, quindi, da bronco dilatatore. L’uso del Salbutamolo è dunque consentito nello sport, soprattutto per coloro che soffrono d’asma, ma solo entro certi limiti. Froome risulta positivo al controllo antidoping, in quanto è stato trovato un valore di 2000 nanogrammi per millimetro, quando il limite consentito nelle urine, non deve superare i 1000 nanogrammi per millimetro.

Cosa rischia Froome?

Froome non ha perso tempo e all’accusa della non negatività ad un controllo antidoping ha voluto subito così replicare riportando sul sito del team Sky: “Tutti sanno che soffro di asma e che uso l’inalatore, ma l’ho sempre usato nel rispetto dei limiti. Durante la Vuelta ho avuto un peggioramento e ho concordato con il medico un aumento della dose solo per un giorno. L’Uci ha ragione a esaminare i dati, io fornirò tutti le informazioni che mi verranno richieste. Prendo molto seriamente il mio ruolo di leader nel ciclismo e ho sempre rispettato le regole e i limiti”. Al momento anche la sua squadra, sostiene il corridore e non vi è alcuna sanzione, come la sospensione, in arrivo. Certo è che i controlli andranno avanti e allora cosa rischia Chris Froome? Se la positività del britannico dovesse essere confermata, il corridore perderà la Vuelta e la partecipazione al Giro d’Italia, al quale aveva dato la sua adesione durante la presentazione della manifestazione lo scorso 29 novembre.
Ricordiamo che quello di Froome non è l’unico caso nella storia del ciclismo. Infatti, guardando ai precedenti, in questo caso in Italia, furono squalificati, per un’alta concentrazione di Salbutamolo Diego Ulissi e Alessandro Petacchi. Ulissi fu squalificato per ben 9 mesi, il minimo in quanto gli era stata riconosciuta la non volontarietà di alterare  le proprie prestazioni. In questa stessa situazione, potrebbe rientrare anche il corridore Chris Froome.  Nel caso di Petacchi invece, venne squalificato dal Tas di Losanna per un anno con l’eliminazione dei risultati ottenuti  nel Giro 2007.
Ricordiamo che in casi come questi, la squalifica va da un minimo di 9 mesi ad un massimo di 12.
Non resta che attendere gli sviluppi sulla vicenda

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