Ciclismo, Fabio Aru: “Sarebbe giusto permetterci di fare il nostro lavoro all’esterno”

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

Il ciclista azzurro Fabio Aru che corre per il team UAE Team Emirates è costretto come tutti i suoi colleghi allo stop forzato per l’emergenza Coronavirus che sta flagellando l’inter mondo; il classe ’90 aveva tutte le intenzioni in questo 2020 di riscattarsi dopo le ultime due stagioni non molto esaltanti, soprattutto l’ultima dove ha dovuto saltare la prima parte per un infortunio all’arteria iliaca che l’ha costretto ad un’operazione. A febbraio (11-16) Aru aveva debuttato nel Tour di Colombia arrivando dodicesimo nella classifica generale a  3’29” dal colombiano Sergio Higuita vincitore della corsa, ma con una condizione fisica ancora da migliorare. Ovviamente la sospensione dell’attività non ha aiutato il corridore sardo che ha spiegato giustamente nell’intervista rilasciata all quotidiano “Unione Sarda” che questo Covid-19 è un problema mondiale e non è il caso di lamentarsi. Di seguito le sue parole che hanno toccato vari punti.

Fabio Aru, sul momento attuale

Da sportivo non mi sto lamentando, credo che davvero ci sia chi sta peggio. La cosa che dispiace è che mesi e mesi di preparazione non li abbia potuti finalizzare, ma adesso c’è un problema mondiale. Faccio ginnastica la mattina, pranzo leggero, rulli. Faccio uno spuntino alle 16 e poi tiro per cena. Me la prendo comoda, sennò il tempo non passa. Stare in casa è difficile, lo dico anche per gli amatori: se ti crei una routine, ti metti degli obiettivi giornalieri, non è un dramma come quello di chi ha un’azienda. Non è il caso di lamentarsi solo perché non si può uscire di casa”.

Fabio Aru, sullo sport all’aperto

È un argomento difficile. Un lavoratore è giusto che stia qualche settimana chiuso a casa, ma sarebbe anche giusto permetterci di fare il nostro lavoro all’esterno, con tutte le dovute precauzioni. Ma mi attengo alle disposizioni. Certo che essere tutti sullo stesso piano sarebbe importante, soprattutto se questo periodo durerà più a lungo”.

Fabio Aru, sulla stagione posticipata

“Magari fino ai primi di novembre, oltre lo vedo troppo lungo. Il 2021 inizierà a gennaio, il calendario non si sposta e dobbiamo comunque staccare. Sarà un anno strano, spero che venga data la possibilità a tutti di mostrare ciò che si vale. Anche per i rinnovi contrattuali. Io mi alleno per andare forte e dimostrare cosa valgo. Certo, se l’anno dopo sei senza squadra… Dopo i due anni che ho avuto anche io sono atteso a una rinascita, trovarmi in questa situazione non è la cosa migliore che potesse capitare ma cerco di viverla serenamente. Forse l’età e l’esperienza mi aiutano, in altri anni sarei stato peggio a livello mentale”.

Fabio Aru, sul possibile Tour De France senza pubblico

Non è la stessa cosa, per nessuno, ma è fattibile. I grandi giri hanno un seguito molto importante di gente e senza non sarebbe lo stesso, ma è sempre un modo per ripartire. Se saltasse sarebbe un danno enorme per tutti. Siamo in una situazione che nessuno poteva immaginare“.

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