Giro d’Italia, controllate 5 bici al termine della Tappa 18

Pubblicato il autore: Andrea Danzi Segui

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Un rappresentante UCI ha controllato 5 bici al termine della Tappa 18: quella del vincitore di tappa Philippe Gilbert (BMC), di Ryder Hesjedal (Garmin-Cannondale), del leader della corsa Alberto Contador (Saxo-Tinkoff), di Kenny Elissonde (FDJ) e di Rinaldo Nocentini (AG2R-La Mondiale). Si tratta della terza ispezione di biciclette durante questo Giro d’Italia. Tutte le bici sono state controllate subito dopo il traguardo di Verbania in una tenda vicino alla zona podio. Il rappresentante UCI, che non ha voluto essere identificato, ha detto di aver controllato il movimento centrale delle bici in seguito a voci circolate al Giro d’Italia che possono esistere piccoli motori nascosti ed essere usati.

giro d'italiaI test sono stati fatti in seguito a un dossier presentato dal giornale francese L’Equipe in merito al cambio della ruota di Alberto Contador prima della salita del Mortirolo dell’importante tappa di montagna di martedì ad Aprica. Stranamente non ci sono immagini televisive dell’accaduto. Il proprietario del team Tinkoff-Saxo, Oleg Tinkov, ha twittato una foto del presunto chiodo che ha causato la foratura di Contador, ma L’Equipe ha descritto tutto come un “mistero” e ha messo in discussione l’accaduto perché non comunicato da Radio Corsa.

Dopo la polemica suscitata dalle esternazioni di Mario Cipollini in merito al cambio bici di Contador, il campione spagnolo rispose: “La mia bici non ha tre motori, ne ha cinque! La faccenda dei motori è uno scherzo, viene dal mondo della fantascienza. I cambi dipendono dal momento. Possiamo usare diversi tipi di tubolari, cuscinetti o ruote anche più rigide. Si tratta di soluzioni che in tratti di oltre 30-40 km possono dare un leggero vantaggio. Non ha niente a che fare con i motori.”

In una breve dichiarazione, i giudici UCI al Giro d’Italia hanno confermato che hanno controllato le bici “per chiarire l’assenza di motori nascosti“. “Abbiamo proceduto a verificare la bicicletta rimuovendo la sella o l’asse del pedale per visualizzare all’interno del movimento centrale,” si legge nella dichiarazione.

In passato, l’UCI ha effettuato controlli per il cosiddetto ‘doping meccanico’ utilizzando uno scanner e introdotto norme specifiche che consentono controlli. Il sospetto di piccoli motori nascosti nel telaio delle bici emerse nel 2010, scatenando una serie di polemiche e titoloni sui giornali. Tuttavia, nonostante controlli saltuari nelle gare e accuse basate su prove video, non sono mai stati scoperti i motori.

Le possibili sanzioni
I ciclisti colpevoli di frode tecnologica possono essere squalificati dalla gara in questione, essere sospesi per un minimo di sei mesi e multati da 20.000 a 200.000 franchi svizzeri. Sono previste pesanti sanzioni anche per la squadra del ciclista trovato colpevole, tra cui la sospensione di almeno sei mesi e una multa da 100.000 a 1 milione di franchi svizzeri.

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