“La Camorra fece perdere il Giro d’Italia a Pantani”

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

pantaniIl caso Pantani si arricchisce di un nuovo clamoroso capitolo, è stata resa nota infatti un’intercettazione di un esponente della Camorra, ex detenuto compagno di cella di Renato Vallanzasca, che conferma che Marco Pantani fu vittima di un complotto al Giro d’Italia del 1999. Pantani, com’è noto fu estromesso da quel Giro d’Italia prima della tappa della Madonna di Campiglio per un  tasso di ematocrito oltre il livello consentito. Il terrorista Renato Vallanzasca ha dichiarato tempo fa che, in prigione, un alto esponente della camorra gli aveva confidato che Pantani non avrebbe mai finito quel Giro d’Italia, in quanto la Camorra avrebbe dovuto pagare troppe scommesse che davano vincente il Pirata.LA CAMORRA E IL PIRATA.  Negli ultimi mesi il lavoro incrociato delle procure di Forlì e di quella di Napoli hanno fatto emergere nuovi inquietanti particolari sulla vicenda che ha colpito uno degli sportivi italiani più amati di sempre. Le indagini delle Procure hanno portato a rendere pubblica un’intercettazione telefonica tra un ex detenuto e una familiare. Durante la telefonata l’uomo dice chiaramente che la Camorra a Campiglio sostituì la provetta di Pantani con un altra per impedire al Pirata di vincere quell’edizione del Giro d’Italia.MAMMA TONINA CHIEDE GIUSTIZIA. Tonina Pantani, mamma del Pirata, si è detta soddisfatta del lavoro che stanno svolgendo le procure di Forlì e Napoli.  Questo non gli darà indietro l’amatissimo figlio, ma almeno l’immagine di Pantani viene ripulita definitivamente da queste nuove indagini.PANTANI ERA PULITO NEL ’99. D’altronde i sospetti di doping su Pantani erano già stati fugato all’epoca della morte del Pirata, infatti l’autopsia eseguita aveva escluso uso prolungato di sostanze dopanti. Le analisi furono eseguite sul midollo osseo del campione di Cesenatico e non lasciarono dubbi. Quel 5 giugno 1999 segnò in pratica la fine della carriera sportiva ad altissimo livello di Pantani, che continuò a correre, vincendo anche altre corse, ma il suo sorriso non tornò mai quello dei giorni migliori. Pantani non poteva convivere con l’idea di essere ricordato come un dopato, peggio ancora come uno che aveva tentato di imbrogliare per vincere. Quella fantomatica provetta fu analizzata alla penultima tappa di un Giro che Pantani aveva praticamente già vinto e che gli fu sottratto con manovra oscure su cui solo oggi si sta facendo luce definitivamente. PANTANI, UN CASO ANCORA APERTO. A 12 anni dalla morte il caso Pantani resta aperto più che mai, tra giustizia sportiva e penale, accertato che Pantani fu vittima di un vero e proprio complotto a Campiglio, le procure dovranno continuare a lavorare per arrivare ad una verità assoluta sulla morte del Pirata, su cui ci sono ancora molti enigmi da risolvere. C’è da capire cosa successe davvero prima di quel maledetto 14 febbraio 2004 al residence le Rose. Chi vide Pantani e se veramente decise di togliersi la vita o se, come molti credono, qualcuno volle chiudere la bocca definitivamente ad un uomo che sapeva troppe cose, su doping, droga e scommesse clandestine. Mamma Pantani, tutti i tifosi del Pirata e tutti gli amanti dello sport in generale chiedono giustizia per dare lustro alla memoria di uno dei più grandi campioni della storia dello sport italiano.

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