I miei Giri d’Italia

Pubblicato il autore: Ugo Russo


Ho seguito, da inviato speciale della Rai, solo 3 “corse rosa” ma sono state, chi per un verso, chi per l’altro, di grande importanza e sono rimaste più di altre nella memoria.
Nel 2001, vinto da Gilberto Simoni davanti al duo spagnolo Olano e Osa, ricordo a metà Giro la tappa partita dall’incantevole Bled, sull’omonimo lago, in Slovenia, dove il Giro d’Italia emigrò arrivando il giorno prima nella capitale Lubiana. Due posti che mi sono piaciuti talmente tanto che anni dopo ci ho portato la famiglia in vacanza.
Tante belle località, quindi, molta combattività da parte dei corridori e tappe spettacolari. Ricordo anche la partecipazione di Marco Pantani che attraversava un difficile momento e non terminò la corsa, ritirandosi nella diciannovesima frazione. Quattro le vittorie di tappa di Mario Cipollini ma nel finale il Giro d’Italia visse uno dei momenti più brutti e tristi della sua storia centenaria (toccherà proprio quest’anno questo splendido traguardo): arrivati a Sanremo, con successo di Caucchioli, le squadre subirono fino a notte fonda la perquisizione dei Nas nelle stanze degli alberghi dove alloggiavano i ciclisti. Fu trovato di tutto: siringhe, lacci emostatici, farmaci, un corridore, per non farsi trovare in camera, si tuffò su un’alta palma che arrivava quasi sul balcone ma fu, miseramente, scovato. Insomma, la tappa successiva che doveva partire da Imperia, fu annullata e rimase tanta mestizia nell’ambiente e drappelli di tifosi si radunarono nella città dei fiori per interrogarsi sulla credibilità che ancora bisognava dare all’intero movimento.

Quell’anno fu istituito, in modo del tutto particolare, un concorso per i giornalisti al seguito del Giro che dovevano indovinare i cinque corridori che si sarebbero piazzati meglio in ogni tappa, possibilmente nell’ordine di arrivo. E veniva stilata una classifica dopo ogni frazione. Alla fine mi piazzai secondo precedendo gli altri tre di Radio Rai, Orlando, Scaramuzzino e Dotto. In particolare, nella tappa con arrivo ad Arona, vinta proprio da Simoni, negli ultimi chilometri c’era in programma la scalata del Mottarone e gli sponsor misero in palio “Il Mottarone d’oro”, un pin bellissimo, ambìto da tutti noi giornalisti. Io ne indovinai quattro su cinque, ma azzeccai, nell’ordine di arrivo primo, secondo, terzo e quinto. Mottarone sulla mia giacca e colleghi ad imprecare di invidia!
Un altro Giro é stato quello partito da Reggio Calabria nel 2005 e vinto da Savoldelli. La prima tappa fu quella a cronometro individuale sul magnifico lungomare reggino. Dopo un avvio di Giro favorevole a Di Luca, si diedero battaglia Basso, per qualche giorno in rosa, e Savoldelli e a nulla valsero le vittorie di Basso a Limone Piemonte e a Torino per farlo entrare addirittura tra i primi dieci in classifica, dopo la grave crisi che lo colse sullo Stelvio nella tappa che si concluse a Livigno.
Infine l’altra edizione molto suggestiva, quella del 2006. Giro partito dal Belgio, esattamente da Seraing, per rendere omaggio e ricordare i minatori italiani morti 50 anni prima a Marcinelle. Presentazione nelle magnifiche sale del palazzo reale di Liegi, dove, tra gli altri, ho rivisto gli amici Merckx e Gimondi. Basso indossò la maglia rosa alla fine dell’ottava tappa e non la mollò più fino alla fine. Ancora piazzato, stavolta terzo, Gibo Simoni che con me impegnato al Giro é sempre arrivato sul podio.
In queste tre edizioni ero chiamato a realizzare interviste prima e alla fine di ogni tappa, interviste a personaggi più o meno conosciuti durante il percorso (ricordo ancora con piacere quella al “diavolo” Didi, soggetto molto caratteristico che correva dietro ai corridori per spronarli), servizi nei Giornali radio delle tre frequenze e altri servizi per altre trasmissioni o per gli speciali che andavano in onda alla fine di ogni tappa e la sera. Esperienze bellissime che ricordo molto volentieri; pur avendo seguito praticamente tutti gli sport, quei momenti nei vari Giri restano per me indimenticabili. Negli anni ho ancora seguito altre corse, tra cui la Milano-Sanremo.

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