Tour de France, due modi per combattere il caldo di luglio: discese e Froome

Pubblicato il autore: Andrea Danzi Segui

caldo torrido

In questi giorni in cui l’anticiclone “Flegetonte” (“fiume di fuoco” che scorre nell’Ade, l’oltretomba nella mitologia greca) sta arrostendo l’Europa, il ciclista sta cercando qualche soluzione o stratagemma per prendere un po’ di aria fresca lungo il suo percorso. Guardando il Tour de France ha capito che sono solamente due modi per combattere questo caldo torrido: scalare il Torumalet stando a ruota di Froome e beneficiare del roteare vorticoso delle sue gambe che rinfresca l’aria afosa, oppure, scalare sempre il Torumalet e gettarsi in picchiata in discesa come Mark Renshaw godendo del vento in faccia.

Per la prima, forse, bisogna essere un professionista oppure trovare un amico che si sia messo in testa di provare le turbinose frequenze del keniano bianco: 130 pedalate al minuto, oltre 600 watt, con una V.A.M. (Velocità Ascensionale Media – misura del tempo impiegato a compiere una salita di cui si conosce il dislivello) di 1722 m/h… non male il venticello sviluppato alle sue spalle.
Per la seconda, invece, bisogna recarsi sui Pirenei e godersi i 30 km di discesa come meritato premio per la dura scalata. Cavendish ha mostrato in un tweet di aver toccato un picco di velocità di 101.91 km/h, poco dopo, Kwiatkowski ha replicato indicando la sua velocità massima di 102.20 km/h, infine Renshaw ha chiuso il discorso con i suoi 107 km/h, provando a tutti di essere stato lui a rinfrescarsi di più.

VIDEO Tour de France Tappa 11 – discesa Tourmalet on bike

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