Caos al Tour de France: sul Mont Ventoux, Froome cade ma resta in giallo

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui

Nella tappa di ieri, la 12esima del Tour de France 2016, Monpellier – Mont Ventoux, Froome è protagonista, involontario, di uno degli episodi più clamorosi della storia del ciclismo.

Froome di corsa
E’ sempre brutto descrivere una tappa e in genere un avvenimento partendo dalla fine ma un epilogo così clamoroso ha la precedenza.
Siamo a 800 metri dall’arrivo, spostato in una quota più bassa rispetto a quanto previsto per il forte vento in quota.
Sulla salita del Mont Ventoux, Froome si è avvantaggiato sul gruppo dei migliori, con altri due corridori Porte e Mollema, e per cause ancora da chiarire, sbatte violentemente contro la moto della tv francese, costretta a inchiodare.
Porte e Mollema ripartono mentre Froome ha la bicicletta rotta e, preso dal panico
inizia a correre verso il traguardo.

Successivamente l’organizzazione gli fornirà una bicicletta ma con gli attacchi sbagliati con la quale non riesce quasi a pedalare, in attesa che dalla sua ammiraglia gli venga data la “sua” bici sostitutiva per poter tagliare il traguardo in sella, come da regolamento,  con circa 1 minuto rispetto ai diretti antagonisti alla vittoria finale del Tour.
Questa la fredda cronaca di un finale convulso e inimmaginabile in gare di questo livello.

Ha vinto De gent, nell’indifferenza generale

De Gent vince sul Mont Ventoux

De Gent vince sul Mont Ventoux

Chi incolpevole paga più di tutti questa situazione è il vincitore di tappa, l’incolpevole De Gent, protagonista di giornata con una fuga di lunga gittata e che permette ai tre corridori rimasti di giocarsi la gara con uno sprint intenso dopo una emozionante  ascesa in salita.

Un trionfo in una classica di montagna che spesso ha dato un senso a una carriera di un corridore con tanto di conquista della maglia a pois di miglior scalatore ma che stavolta ha quasi il sapore della beffa.
Perchè l’attenzione è altrove, la classifica di tappa va rivista ed è oggetto di analisi da parte di giuria internazionale e organizzazione.

Yates maglia gialla per pochi minuti

Adam Yates si ritrova maglia gialla perché nel caos generato dalla caduta citata passa di fianco ai corridori coinvolti e guadagna rispetto a tutti i coinvolti ad eccezione di Mollema e agli altri uomini di classifica.
5:05 di ritardo al traguardo per l’olandese Mollema, 5:24 per Yates e l’italiano Fabio Aru.
Si vocifera subito che il britannico Yates non accetterebbe la premiazione e quindi si aspetta la decisione della giuria.
Alla fine viene deciso che Froome e Porte debbano essere considerati alla stregua dell’altro compagno coinvolto, l’olandese Mollema, e considerati quindi con lo stesso tempo nella classifica di tappa.
Sul Mont Ventoux, Froome ha quindi di fatto reso spettacolo, con gesta sportive epiche e vicissitudini tragicomiche, e ha di fatto guadagnato qualche secondo sui suoi diretti inseguitori.

La figuraccia del Tour de France

L’organizzazione del Tour de France esce malissimo da quanto accaduto.
Ne esce male a caldo perché, per manifesta incapacità, non in grado di gestire le implicazioni di accorciare e modificare l’arrivo di una tappa.
Ne esce male a freddo con le giustificazioni dilettantistiche in merito al poco tempo a disposizione per posizionare le transenne.
Ne esce male perché, di solito, di fronte alla moto della televisione c’è sempre una moto dell’organizzazione o della gendarmerie e ieri non c’era.
Ne esce male perché nel cambio della bicicletta Froome non viene assistito adeguatamente.
Ne esce male perché, non essendo previsto da regolamento, modula l’arrivo ad personam, tutelando di fatto la sola maglia gialla.

Un finale già scritto

Il problema più grande in merito alla vicenda è che non si è voluto vedere quello che palesemente era evidente agli spettatori e segnalato più volte dai corridori.
Troppe moto al seguito, tifosi indisciplinati e non indirizzati, incidenti e cadute a ripetizione.
La scelta del “volemose bene” non ha pagato. Lo stesso Froome, pochi giorni fa, ha dato una gomitata ad un tifoso colombiano ed è stato sanzionato con una ammenda di 200 franchi.
Ieri altro episodio prima del “Clamoroso”: Pauwels, che sarà poi secondo al traguardo, scaccia in malo modo un tifoso, in effetti troppo vicino, durante l’ascesa.
Anche in questo caso nessuna tutela da parte delle moto dell’organizzazione e saluti alla scusa del non possiamo seguire tutti i concorrenti.

Il tweet di Cancellara

Uno di quelli maggiormente impegnati sul tema della sicurezza e all’ultima stagione di carriera, Fabian Cancellara, si sente in dovere di scrivere in merito alla mancata tutela dei corridori.

A giudicare dalla foto rimane da dire che per fortuna non si sono fatti male.

La tappa di oggi

Oggi la prima cronometro dove potrebbero succedere cose importanti.
I chilometri da percorrere saranno 36,9 da Bourg Saint Andeol a la Cverne du Port d’Arc.
Un tragitto che sarà costellato di tante bandiere francesi per ricordare le vittime di Nizza di questa notte.
La corsa così come la vita, purtroppo o per fortuna, va avanti.

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