Tour 2016: tanta Italia nel trionfo di Froome

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui

Chris Froome trionfa nella tappa a cronometro anche grazie alla tecnologia italiana.

Froome crono tour

Froome crono tour

Chris Froome colleziona la seconda vittoria al Tour 2016 nella tappa a cronometro di ieri (18sima tappa – Sallanches / Megève) e allunga in classifica, con Mollema a 3’52” e Yates a 4’16”Aru, terzo in classifica di tappa, punta ora al podio nella generale.

I segreti del successo

C’è tanta Italia nel successo di Froome e non solo da oggi. Soprattutto c’è tanta tecnologia italiana al servizio del Team Sky e del metodico campione.
Non parliamo di dieta “draconiana” ma dei marchi simbolo del ciclismo italico, Pinarello e Sidi.
La Pinarello ha sviluppato infatti un modello di telaio all’avanguardia, il dogma f8, che ha suscitato fin dalle prime uscite l’attenzione degli addetti ai lavori.
La scritta Sidi, dal cui profilo twitter abbiamo estratto una foto per l’articolo, campeggia in nero su sfondo giallo in bella mostra sulle scarpe del vincitore.
Prodotti di eccellenza, orgoglio d’Italia. Manifestazioni vincenti della passione e della competenza italiana nel ciclismo.

Froome come Eddy Merckx

Froome cannibale anche a questo Tour de France 2016 nel quale sta sfidando più che altro se stesso in tutti i terreni possibili.
Ha sbalordito la concorrenza e il pubblico per la sua condotta di gara da vero dominatore. E’ scattato vincendo in discesa in solitaria per indossare la maglia gialla (Bagnères-de-Luchon – 8° tappa), si è accordato con il folletto del ciclismo Peter Sagan per un contrattacco a 4 (Montpellier – 11° tappa), è stato pimpante e attivo in salita, ha vinto a cronometro.
Sempre nel vivo dell’azione, sempre attivo sui pedali, sempre lucido.
Ha superato anche l’incredibile vicenda del Mont Ventoux con tanto di bici spezzata da una moto della tv francese.
Non è ancora il tempo di festeggiare, nel ciclismo non si sa mai, ma l’impressione è che sia cosa fatta per il corridore Keniano/britannico.

Italia vince ma non gli italiani

l’edizione 2016 del Tour de France sta passando agli annali non solo per i record di Chris Froome ma anche per le mancate vittorie degli italiani.
ultimamente ce l’eravamo cavata piazzando qualche piazzamento di rilievo ma quest’anno purtroppo il tricolore è rimasto ancora ammainato.
é vero che siamo in buona compagnia. tutto il mondo latino esce con le ossa rotte: non era mai successo nella storia del Tour che non ci fosse alla 19° tappa almeno un vincitore della Francia, della Spagna e del Portogallo.
segno dei tempi, si dirà, del cambio generazionale ma forse anche di mentalità, programmazione, strutture soprattutto al coperto per la velocità che si è dimostrata ultimamente fucina di campioni.
Froome e Cavendish ne sono la prova.

Speranze azzurre

Speriamo che i grandi risultati delle gare giovanili su pista, europei under 23 e mondiali juniores, portino in futuro dei risultati anche su strada.
Inoltre c’è una Olimpiade alle porte, a Rio, e l’uomo delle volate del Team Sky, Elia Viviani, è iscritto nell’omnium con speranze concrete di medaglia. Per la soddisfazione nell’immediato e per il rilancio, o meglio dell’ulteriore rilancio, del movimento ciclistico italiano.
Su pista, su strada e in chiave promozionale per Roma 2024.

pista.federciclismo.it

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