Tour De France 2016: prima maglia gialla per Mark Cavendish

Pubblicato il autore: Andrea Chiavacci Segui

78th Tour de Suisse
Vittoria numero 27 al Tour De France per Mark Cavendish che per la prima volta si veste di giallo.
Il velocista dell’isola di Mann sfrutta il lavoro del compagno di squadra alla Dimension Data Mark Renshaw e brucia in volata gente del calibro di Kittel, Sagan e Greipel. Quando conta la scaltrezza il britannico dimostra di essere sempre un drago delle volate e aggiunge il giallo alla sua lunga collezione di maglie su cui spicca quella iridata. Da segnalare una brutta caduta che precede lo sprint. A terra in precedenza era finito anche Contador. Gli altri big tra cui Froome, Quintana, Aru e Nibali hanno passato una giornata tranquilla.
Si parte dalla Normandia con 188 chilometri da Moint Saint Michel a Utah Beach. Si arriva in uno dei luoghi simbolo dello sbarco in Normandia delle truppe alleate nel giugno del 1944. Sbarco immortalato dagli scatti del grande fotografo ungherese Robert Capa. La cartina odierna ci dice che sulla carta questa tappa d’esordio è dedicata alle ruote veloci. La prima fuga del Tour 2016 scatta subito dopo il via grazie al tedesco Voss della Bora, vince i due Gpm di giornata e indosserà la maglia a pois, poi arriveranno il compagno di squadra Barta e Howard della Iam. Il francese Delaplace della Fortuneo e lo statunitense Howess della Cannondale partono anche loro all’inseguimento e si forma un quintetto al comando.  Il vantaggio supera a mala pena i due minuti e mezzo perché le squadre dei big e dei velocisti vogliono scongiurare ogni sorpresa. Colpo di scena quando mancano ancora 78 km dal traguardo. Il gruppo guidato da Matteo Tosatto alza ulteriormente il ritmo e ad una rotonda finiscono a terra alcuni corridori tra cui il tedesco della Bmc Burghardt e uno dei favoriti: Alberto Contador della Tinkoff. I compagni di squadra, tra i quali lo stesso Tosatto, lo aspettano dopo il cambio di bicicletta e fanno rientrare il re del giro 2015 dopo circa 10 km con l’aiuto un po’ tardivo del medico di corsa. Per lui qualche escoriazione e il fastidio di non stare tranquillo fin dalle prime pedalate. Contador era già caduto nella prima tappa del tour 2011, quello vinto dal australiano Cadel Evans. Il primo traguardo volante, ai meno 70,  lo vince Howard della Iam su Barta mentre Voss ha perso terreno e al comando restano in quattro. Dopo 19”  Greipel anticipa Kittel vincendo la volata del  gruppo guadagnando punti preziosi per la classifica della maglia verde. Al comando restano soltanto Delaplace e l’americano Howess che a un certo punto  tornano a guadagnare fino a oltre un minuto. I due inizialmente collaborano poi si scattano in faccia e infine tornano a darsi il cambio. A 10 km dalla conclusione conservano ancora 25″ sul gruppo ma ai meno 5 finisce la loro bella avventura. Doveva essere volata e volata sia. Greipel ha ben tre compagni della sua Lotto ma una caduta a 500 metri dal traguardo frantuma il gruppo anche perché una leggera discesa porta la velocità sui 100 all’ora. Tra i seicorridori coinvolti c’è anche Boasson Hagen. Scatta forse troppo presto Sagan, come al solito generoso, poi Renshaw trascina Cavendish che rispolvera lo scatto dei giorni migliori e anticipa nettamente il favorito Marcel Kittel e taglia il traguarda a braccia levate. Terzo Sagan, solo quarto Greipel.
Giornata tranquilla per i big e per la piccola ma ambiziosa pattuglia azzurra. Sono infatti appena 13 gli italiani presenti tra i 198 corridori al via della grand boucle. I più attesi sono ovviamente Fabio Aru e Vincenzo Nibali dell’Astana. Il sardo è al primo tour, mente il siciliano dopo la vittoria nel 2014 e il recente exploit al giro sembra esser qui nelle vesti di gregario di lusso per l’astro nascente del nostro ciclismo che nel 2015 ha trionfato alla Vuelta. In molti però stentano a crederci. Oltre a Nibali e Aru anche Domenico Pozzovivo della Ag2r  può essere uomo di classifica se ritrova la forma migliore. Gli altri azzurri in gara sono: Tosatto, Rosa, Tiralongo, Gatto, Tosatto, Caruso, Benedetti, Guarnieri, Bono, Sabatini e il velocista CimolaiDomani appuntamento con la seconda tappa da Saint Lò a Cherbourg di 183 chilometri. L’arrivo è il primo dei nove in salita ed è posto su una rampa di circa due chilometri con pendenze al 14% a metà salita. Ben 5 i Gpm ma sono cotés di quarta e prima categoria. L’arrivo potrebbe favorire corridori da classiche ma buoni anche per la classifica generale come Valverde e purito Rodriguez. Il nostro Oscar Gatto potrebbe ben figurare.

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