Tour De France 2016, tappa 19: tanto tuonò che alla fine piovve

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui
 Romain Bardet trionfa nella 19° Tappa del Tour © ASO/P.Ballet

Romain Bardet trionfa nella 19° Tappa del Tour © ASO/P.Ballet

La tappa numero 19, da Albertville a Saint-Gervais Mont Blanc, vinta dal francese della AG2R Romain Bardet, ha finalmente regalato qualche piccola ma profonda scossa nella classifica dei corridori che fino ad oggi pareva non sgomitassero troppo dietro al leader Froome. L’unica squadra che fino ad oggi aveva dato l’impressione di credere in un piazzamento d’onore è stata l’Astana di Fabio Aru che nella tappa odierna, pur senza il contributo di Vincenzo Nibali caduto in discesa a ruota di Froome, ha dimostrato una buona tenuta in una tappa insidiosa con il sardo autore di un grintoso attacco a 3 km dal traguardo e che gli ha consentito di scalare di una posizione in classifica. Il Team Sky si rivela ancora una volta una macchina da guerra che riesce a limitare i danni  dalla caduta del suo leader, grazie ad una squadra capace di fare quadrato intorno al keniano bianco e all’occorrenza di sacrificarsi per il suo capitano che seppure stremato e dolorante termina la tappa e mantiene intatta la sua posizione in cima alla classifica generale.

Una tappa la cui selezione è stata fatta dalla pioggia che ha creato non pochi problemi ai corridori in discesa scivolati sull’asfalto (lo sfortunatissimo Pierre Roland, Dani Navarro, lo stesso Froome mentre una caduta ha compromesso il podio di Bauke Mollema)e dalla salita finale di 9,8 km, mentre Romain Bardet regala una gioia alla Francia centrando il successo di tappa (e il secondo posto in classifica generale) con una scalata imperiosa da grand grimpeur a cui un sempre più ritrovato Rui Costa, fino a quel momento in testa rispetto al gruppo dei migliori, non può resistere.

Segni di vita in casa Movistar, perché se da un lato Alejandro Valverde si conferma indispensabile nei momenti più topici come nei muri finali della tappa il suo capitano, Nairo Quintana, salva la faccia issandosi al terzo posto della classifica con una corsa leggermente meno anonima di quanto abbiamo visto fin’ora ma sempre avara di guizzi che potessero impensierire il leader del Tour. Resterà al corridore colombiano, salvo colpi di scena nella tappa di domani, l’amarezza per non aver realizzato il sueño amarillo di consegnare al suo Paese la vittoria del Tour, anche se oggi si è scoperto da fonti Movistar che Quintana ha sofferto in queste settimane di una non meglio precisata allergia, il che spiegherebbe la gestione incolore delle tappe pirenaiche, ma tant’è: anche se il podio rappresenterà una sconfitta, il vincitore del Giro 2014 , visto la giovane età, avrà occasione di rifarsi in futuro (Froome permettendo).

Grande spettacolo invece dagli Astana e da un Fabio Aru in forma e con sufficiente grinta per regalare degli attacchi che fanno ben sperare per l’ultima tappa sulle montagne di domani, ed ottima prova da parte di Damiano Caruso che spinge i motori a tutta forza per aiutare il suo capitano Richie Porte a difendere la sua posizione in classifica e che fa ben sperare in ottica Olimpiadi; gran bella prova anche in casa Lampre Merida con Louis Meintjes e Orica Bike Exchange con Adam Yates: il primo sale di una posizione in classifica generale arrivando quarto al traguardo ed il secondo, seppur dato per spacciato nella salita finale in coda al gruppo dei migliori, riesce comunque a riprenderli e a limitare i danni scendendo di un gradino dalla generale perdendo 19 secondi da Quintana, ma se tiene duro sino a Parigi la maglia bianca non può non ritenersi comunque soddisfatta da questa seconda partecipazione al Tour.

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