Atletica leggera: live dal Weltklasse di Zurigo, finale Iaaf Diamond League

Pubblicato il autore: rizzoli giorgio Segui

Mancano poche ore al Weltklasse di Zurigo, forse il più importante fra i meeting di atletica mondiali. L’edizione 2017 coincide con la prima parte delle finali della IAAF Diamond League, come previsto dal nuovo regolamento in vigore da quest’anno.
Saranno presenti al meeting i più forti atleti mondiali, quasi tutti reduci dai fantastici Campionati Mondiali di Londra.
Questo il programma del meeting, che ieri ha avuto un’anticipazione con la disputa della gara di asta femminile che si è disputata nella stazione centrale di Zurigo e che ha visto il successo della campionessa olimpica e mondiale Ekaterini Stefanidi.
Ore 18.25 salto triplo femminile
Ore 18.35 salto in alto maschile
Ore 19.10 salto con l’asta maschile
Ore 19.25 lancio del giavellotto femminile
Ore 19.35 lancio del peso femminile
Ore 20.05 400 hs femminili
Ore 20.13 metri 1500 maschili
Ore 20.24 metri 200 femminili
Ore 20.31 3000 siepi femminili
Ore 20.45 Salto in lungo maschile
Ore 20.49 400 hs maschili
Ore 20.55 lancio del giavellotto maschile
Ore 20.58 metri 800 femminili
Ore 21.08 metri 100 maschili
Ore 21.14 metri 5000 maschili
Ore 21.35 100 hs femminili
Ore 21.43 metri 400 maschiliprima
Ore 21.54 4×100 femminili
Seguiremo in diretta l’evolversi delle gare, con particolare interesse per le gare valide per la finale della IAAF Diamond League e per la caccia ai prestigiosi primati del Weltklasse, dove spesso in questi anni sono stati realizzati primati mondiali.
Cronaca delle gare in diretta.
Metri 200 femminili: a sorpresa, ma non troppo, vince con il tempo di 21.88, primato nazionale, la bahamense Shaunae Miller Uibo, medaglia di bronzo a Londra e protagonista dei 400 metri dove crollò letteralmente negli ultimi metri, senza quindi arrivare sul podio. Al 2° posto si piazza la giamaicana Elaine Thompson con 22.00, seguita dalla ivoriana Maria Josèe Ta Lou con 22.09. Solo quarta la campionessa mondiale Dafne Schippers con 22.36, che cede vistosamente nella seconda parte della gara.
3000 siepi femminili: le atlete africane partono decise con l’intenzione di prendersi la rivincita nei confronti della vincitrice dei Campionati Mondiali, la statunitense Emma Coburn. Il ritmo è da primato del mondo, con passaggi da sotto i 3 minuti nei 1000 e sotto i 6 ai 2000, con l’ex keniana Ruth Jebet, che ora è atleta del Bahrain ed è primatista mondiale con 8.52.78, insieme alla keniana Beatrice Chepkoech, mentre la Coburn fin da subito non appare in grado di tenere questi ritmi. Alla fine prevale la Jebet con un gran tempo, il migliore del 2017, nonchè primato del meeting, 8.55.29. Anche la Chepkoech scende sotto i 9 minuti con 8.59.84. La Coburn guadagna posizioni nel finale e chiude al 4° posto con il tempo di 9.14.81.
400 hs maschili: è un’altra grande gara in cui prevale Kyron McMaster (Isole Vergini Britanniche) con 48.07, davanti al campione mondiale di Londra, il norvegese Karsten Warholm che con 48.22 sigla il primato nazionale, meglio del 48.35 di Londra.
800 metri femminili: vince senza grandi problemi la sudafricana Caster Semenya con 1.55.84, che questa volta prende l’iniziativa prima del solito, a oltre 200 metri dalla fine della gara. La sua progressione è nettamente superiore alle possibilità delle altre atlete; al 2° posto si piazza la burundiana Francine Niyonsaba con 1.56.71 e al 3° la keniana Margaret Nyairera Wanbui con 1.56.87, che migliora di qualche centesimo il primato personale.
100 metri maschili: vince il britannico Chijindu Ujah con 9.97 (vento 0,0), stesso tempo per l’ivoriano Ben Youssef Meite. Il campione mondiale di Londra, lo statunitense Justin Gatlin, è 4° con 10.04.
5000 metri maschili: massima attesa per questa gara, possibile rivincita fra il britannico Mo Farah, battuto a Londra dall’etiope Muktar Edris. Partenza veloce con un primo giro, condotto dalle “lepri”, sotto al minuto. 1000 metri in 2.35.30 per l’atleta che guida il gruppo, incaricato di tenere un ritmo veloce nella prima parte della gara. Il ritmo è da circa 13 minuti, con Farah a centro gruppo. Passaggio ai 3000 in 7.51.27, con un parziale di 2’38”. Edris e Farah transitano in terza e quarta posizione. A 3 giri dalla fine, con il ritmo che è un po’ calato, guida il canadese Mohammed Ahmed. Passaggio ai 4000 in 10.37.87 ai 4000 metri, ultimo 1000 in 2’46”.E’ un bellissimo ultimo giro che viene corso in 52.61, con 6-7 atleti che si presentano quasi compatti nel rettilineo finale e la spunta Mo Farah in 13.06.05, davanti al keniano Paul Chelimo 13.06.09, stesso tempo al centesimo di Muktar Edris, poi l’altro etiope Yomif Kejelcha 13.06.18, ovvero 4 atleti racchiusi in 13 centesimi. Qualche dubbio sulla correttezza di Chelimo, che chiuso negli ultimi metri, cerca di passare tra Farah e Edris, ma visibilmente spinge Edris che cade sul traguardo. Per Farah era l’ultima gara su pista della carriera (salvo ripensamenti).
100 hs femminili: vince l’australiana Sally Pearson con 12.55 (-0,3) e al 2° posto, con il medesimo 12.55, la statunitense Sharika Nelvis. 3° posto con 12.67 per l’altra statunitense Christina Manning.
400 metri maschili: in questa gara non c’è rivincita mondiale vista l’assenza del campione mondiale Van Niekerk. La gara è vinta dal botswano Isaac Makwala con 43.95, che domina la gara e ancora una volta può rammaricarsi per non avere disputato la semifinale dei 400 metri a Londra, per le nota vicenda dei problemi intestinali. Il bahamense Steven Gardiner, 2° a Londra e favorito di questa gara, cade in partenza all’uscita dai blocchi. Il 2° posto nella gara di oggi è dello statunitense Gil Roberts con 44.54, l’unico altro atleta sceso oggi sotto i 45 secondi.
4×100 femminile: c’è anche la nazionale italiana, senza però Irene Siragusa e Anna Bongiorni, impegnate in questi giorni alle Universiadi. Vince la Giamaica con 41.85, con un’eccezionale frazione finale di Elyane Thompson, 1/100 meglio della Gran Bretagna. 6° posto per l’Italia con 44.61, con Libania Grenot, Gloria Hooper, Jessica Paoletta e Audrey Alloh.

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