Il Drifting al sud, intervista ad Alessio Cascone

Pubblicato il autore: Mirko Valenti Segui

drifting intervista alessio cascone

Nel panorama motoristico italiano sta prendendo sempre più piede una disciplina nata in Giappone una cinquantina di anni fa e che adesso sta spopolando in tutto il mondo, si tratta del drifting. Le gare di drifting escono completamente dagli schemi classici delle competizioni motoristiche, si tratta infatti di gare dove il pilota deve tenere la vettura di traverso facendola sbandare e tenendola in continua perdita di aderenza.

Vista la particolarità non vince il più veloce bensì il più spettacolare, le performance dei piloti vengono giudicate da giudici che valutano la velocità, l’angolo di derapata, la vicinanza a dei punti chiamati “clipping point”.
Nel 2014 è stata organizzata una serie di esibizioni in Sicilia, il “Rude Drift Battle”, che hanno coinvolto piloti siciliani e non, addirittura hanno preso parte a queste “battle” anche piloti da Malta.

Tra i nomi più importanti sicuramente Giuseppe Pellegrino dalla Campania e Davide Bannò dal Piemonte, piloti che vantano presenze in Europa così come il palermitano Marco Stellino. Tra i piloti di casa Giuseppe Flamingo, che vanta la partecipazione al campionato italiano, Francesco Mastrolembo che si sta dimostrando pilota preciso e costante.

Il tutto è nato grazie all’organizzazione di un pilota che ha deciso di prendersi un anno di riposo dedicandosi al giudicare i suoi colleghi. Si tratta di Alessio Cascone, trentenne siciliano di Ragusa, che ha già preso parte al campionato italiano e fa parte della più grande comunità di drifter della Sicilia orientale.

Alessio, intanto cosa ti ha spinto a passare da pilota ad organizzatore?

La motivazione è semplice, in Italia non c’era alcun campionato di drift organizzato, e molti nostri amici non sapevano dove andare a correre, così ho deciso, grazie alla loro partecipazione, di metterci tutti assieme e di organizzare il Rude Drift Battle

Quanto è difficile giudicare gli altri piloti?

In realtà non lo è più di tanto. L’importante è essere obbiettivi e coerenti nelle linee di giudizio. Una volta impostate quelle è tutto automatico.

Se potessi scegliere di fare un solo scontro con uno dei piloti che hanno preso parte al Rude, contro chi lo vorresti fare?

Non posso risponderti a questa domanda, perchè il livello è cresciuto in un modo così incredibile che oggi vorrei confrontarmi con tutti loro. Penso che oggi in Sicilia il livello sia davvero molto vicino a quello dei top drivers europei, e chi ha partecipato al Rude Drift Battle se ne è reso conto alla grande.

La collaborazione con i maltesi è stata molto importante, pensi che si possa andare avanti creando un campionato ancora più grande?

Assolutamente si. Abbiamo la fortuna di contare un buon numero di piloti ad altissimo livello, penso sia un peccato non unire le forze per fare un qualcosa di davvero combattuto e spettacolare

Come giudichi complessivamente questa esperienza di organizzatore?

Ottima, grazie sopratutto all’estrema serietà e professionalità dei piloti. Sempre puntuali e precisi, corretti ma agguerriti in pista, per poi essere tutti fraterni amici la sera in un pub. Insomma, il vero spirito del drifting.

Cosa ci dovremmo aspettare per l’anno prossimo?

Di tutto e di più!

  •   
  •  
  •  
  •