Accadeva un anno fa: l’incidente a Grenoble

Pubblicato il autore: Enrico Muntoni Segui

Michael Schumacher è sempre stato considerato ‘Lo Sportivo’ per eccellenza. Durante tutta la sua carriera non è passato giorno che non si allenasse per ore in palestra. Doveva rendere il fisico forte per sostenere le estenuanti prove di Formula 1. Lo sci era il suo secondo amore. Durante la pausa invernale dal mondiale volava sulle piste. Come un anno fa, quando aveva scelto Meribel in Alta Savoia per trascorrere le vacanze con la famiglia. 29 dicembre, una pista dietro l’altra con il figlio e un gruppo di amici, fino all’incidente che non ti aspetti. Banale, ma terribile.
Sono trascorsi 365 giorni da quella caduta in un fuori pista, quando non bastò il casco a proteggergli la testa. L’ex campione del mondo sbatte sulla roccia, entra in coma. Da allora continua la battaglia per tornare a una vita il più possibile normale. Jean Todt, suo storico direttore di scuderia, si dice ottimista: “È giovane, ha tempo per recuperare”. Mentre Jean-Francois Payen, uno degli specialisti che ha seguito Schumacher per sei mesi all’ospedale di Grenoble dice: “Sta meglio ma la sua convalescenza potrebbe durare anche tre anni.”

Dal coma è uscito a inizio giugno, è stato portato dall’ospedale di Grenoble a quello di Losanna, il 17 giugno, prima del trasferimento nella sua casa di Gland, in Svizzera. Assistito dai cari, e da un’equipe di 15 persone (medici, infermieri, terapeuti), Schumacher prosegue la convalescenza in una stanza equipaggiata di attrezzature mediche appositamente concepita per lui.

Le tappe di un anno difficile

29 dicembre: L’ex campione di Formula 1 cade e batte la testa su una roccia. Riporta un grave trauma cranico. Ricoverato in ospedale in coma, viene operato più volte.

30 dicembre: Schumacher “è in condizioni stabili, ma gravi”, spiega Marc Penaud, direttore dell’ospedale di Grenoble. Viene aperto un fascicolo sull’incidente. Il procuratore fa sapere che Schumacher ha “scelto deliberatamente di andare nella zona” dove è avvenuto l’incidente e che – contrariamente ad alcune testimonianze – non stava soccorrendo qualcuno.

17 gennaio: Le condizioni restano “stabili”, scrive la manager del pluricampione di F1, Sabine Kehm, aggiungendo che “la famiglia di Michael ha piena fiducia nell’équipe medica ed è molto soddisfatta del suo lavoro”.

30 gennaio: ancora la Kehm fa sapere che “i sedativi somministrati a Michael sono da pochi giorni in diminuzione al fine di iniziare un processo di risveglio che potrebbe durare a lungo”. Secondo il giornale l’Equipe “non è più in pericolo di vita” e Michael “ha cominciato a battere le palpebre”.

6 febbraio: “Michael Schumacher non è morto”: l’ospedale di Grenoble smentisce le voci incontrollate circolate nelle ultime ore su twitter sul decesso dell’ex pilota tedesco.

12 febbraio: “Nuova preoccupazione per Schumi: infezione polmonare, in coma”, titola il tabloid tedesco Bild.

17 febbraio: la magistratura chiude l’inchiesta: “Non è stata rilevata alcuna infrazione a carico di chicchessia. L’incidente è avvenuto fuori pista”.

12 marzo: la Kehm parla di “piccoli segnali incoraggianti. Siamo e restiamo fiduciosi che Michael si risveglierà”.

26 marzo: le conseguenze dell’incidente sono state aggravate da “una serie di disattenzioni” durante le operazioni di soccorso”, sostiene Gary Hartstein, capo medico della F1 dal 2005 al 2012, al tabloid britannico Sun, riferendo di confidenze che gli sono giunte da “fonti solitamente impeccabili”. Per Hartstein “bisogna prepararsi al peggio”.

29 marzo: ancora il Sun scrive che Schumacher potrebbe lasciare l’ospedale di Grenoble per tornare a casa, dove sua moglie sta facendo installare una unità di terapia intensiva dal costo di 12 milioni di euro.

3 aprile: Sabine Kehm alla Bil: “sensibili miglioramenti”.

4 aprile: Schumacher “ha momenti di coscienza e di veglia”, dice oggi la sua portavoce.

13 aprile: si parla ancora di “piccoli progressi”

3 giugno: Gary Hartstein, anestesista statunitense ed ex delegato medico per la F1 della Fia, gela le speranze: “Temo, e ne sono quasi certo, che non avremo mai più buone notizie sullo stato di salute di Michael” scrive sul proprio blog.

14 giugno: il settimanale tedesco Bunde scrive che Schumacher è stato trasferito dal reparto intensivo di neurochirurgia a quello riabilitativo dell’ospedale di Grenoble per prepararlo ad un successivo trasferimento in una clinica specializzata nella riabilitazione a Losanna

17 giugno: Schumacher è uscito dal coma, viene trasferito nella clinica di Losanna

9 settembre: la manager annuncia che l’ex pilota è tornato a casa ma la riabilitazione sarà lunga e difficile.

23 ottobre: Il medico francese Jean-Francois Payen comunica che Schumacher sta meglio ma la convalescenza potrebbe durare 3 anni.

29 dicembre: ad un anno esatto dall’incidente, Schumacher piange quando sente i parenti più stretti e il suo cane. Segno che il 7 volte campione del mondo stà migliorando.

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