Bollo salato per i motori storici

Pubblicato il autore: Barbara Crimaudo Segui

Alfa-Storiche

Novità storiche per tutte le vetture che con l’anzianità si sono guadagnate il grado, soprattutto che fatica a seguito delle ultime decise dalla Legge di Stabilità 2015, doverlo perdere o mantenere. A quanto pare una vettura o moto per essere storica deve aver compiuto il trentesimo anno di età, in caso contrario fiscalmente è ritenuta nuova di zecca: come se fosse appena uscita dal concessionario. Letta in chiaro la legge prevede che dal primo gennaio le motorizzazioni comprese tra i venti e ventinove anni ritorneranno a pagare il bollo regolarmente. Inutili i tentativi per cancellare la norma, nonostante le proposte alternative per trovare un giusto compromesso per coloro che fino a oggi erano esentati dal pagamento del bollo o versavano attraverso la certificazione storica una cifra forfettaria. I tempi non aiutano molti che con piacere erano fieri di possedere un’auto storica, da sfoggiare nei week-end o alle manifestazioni dedicate, con il taglio al bollo e alle assicurazioni agevolate penseranno a disfarsi delle quattro ruote pseudo nuove. Il timore aleggia, è confermato dal presidente dell’Asi, Loi, che molte di queste vetture si muoveranno verso l’estero acquistate da amatori disposti a tutto per averle. Infatti, dichiara: “ visto quanto previsto dalla Legge di Stabilità, il patrimonio motoristico ricompreso nella datazione da venti anni a trent’anni andrà distrutto, per demolizione, oppure venduto all’estero”. Il presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani ha una visione più rosea: “davanti a una probabile ripresa del mercato dell’auto confidiamo che superata questa fase impegnativa del Governo si possa fare quel salto di qualità che consiste nell’abolizione del superbollo, nell’abbattimento anche se parziale dell’iva per le auto aziendali, e nel poter ridiscutere proprio quanto previsto per le auto ventennali”. La realtà al momento resta ferma in attesa che qualcosa si metta in moto.

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