Spyker non è finita

Pubblicato il autore: Barbara Crimaudo Segui

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C’è chi sale, chi scende e al momento fallisce. La notizia è certa, al momento, Spyker è fallita e arriva direttamente dai Paesi Bassi, proprio dal tribunale della regione del Midden-Nederland che ha sentenziato la bancarotta. A dirla tutta questo doveva essere l’anno buono per Spyker e lanciare la nuova coupé compatta, realizzata sulle basi della B6 Venator Concept invece… Non tutto è perduto secondo le parole di Victor Muller, fondatore e CEO della Spyker, che ha in mente e vuole puntare al ritorno del marchio attraverso la realizzazione di auto elettriche ad alte prestazioni, tali da competere con la Tesla. Muller commenta così la notizia: “Quanto successo oggi è solo la fine dell’inizio e stiamo lavorando senza sosta per far risorgere la Spyker non appena possibile, fedeli al nostro motto: Nulla tenaci invia est via”. La tenacia aveva già premiato la casa olandese nel 1999, quando nella riorganizzazione nel giro di quattro anni aveva trasferito l’intero reparto di assemblaggio in Inghilterra a Coventry, precisamente alla CPP Manufacturing; questa partner di Aston Martin per la One-77 e Bentley. All’epoca la manovra era stata fatta per abbattere i costi di produzione, a seguito del bilancio negativo del primo semestre del 2009 con 8,7 milioni di euro in perdita. Senza dubbio un’altra complicazione è stata la decisione di rilevare quel che rimaneva della Saab, successivamente svenduta agli investitori cinesi. Come l’Araba Fenice con l’elettrico Spyker potrà di nuovo correre.

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