Stop agli incentivi auto 2015

Pubblicato il autore: Barbara Crimaudo Segui

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Correva l’anno 2012 l’epoca del Governo Monti, dei famosi tecnici che avevano il compito di ricucire il Bel Paese e dare nuovo corso all’economia: la storia sappiamo com’è andata. Facevano parte dei buoni propositi i famosi incentivi, che si sono rilevati un contropaccotto da far impallidire anche Nanni Loy. La storia continua fino al disegno di Legge di Stabilità 2015, dove gli incentivi per l’acquisto delle auto per un mondo migliore, sono stati bloccati. Letta in chiaro, la legge che prevedeva 45 milioni di euro erogati dallo Stato per il 2015, in forma di bonus per comprare: veicoli ibridi, elettrici, a gas proprio quelli che fanno bene al pianeta, con emissioni di anidride carbonica fino a 120 g/km. Un passo indietro per comprendere meglio. Gli incentivi auto frazionati in tre anni a partire dal 2013, erano di un totale di 120 milioni di euro, peccato che si sono sciolti come neve al sole. Tali comprendevano veicoli aziendali, taxi, car sharing, noleggio, servizi di linea. Il Decreto di Sviluppo di agosto 2012 aveva creato un fondo, per coloro intenzionati all’acquisto di vetture a basse emissioni mutevole nel tempo. In soldoni la cifra: del 2013 era 40 milioni di euro; per il 2014 di 35 milioni di euro e per l’anno che arriverà di 45 milioni di euro. Peccato, come accennato all’inizio che quest’ultima cifra è stata annulata dalla Legge di Stabilità, ecco come il Governo Renzi ci mette l’ultima pezza sul circuito partito da Monti. Dietro le quinte dei 35,5 milioni di euro tenuti dallo Stato, per essere investiti in vetture destinate all’uso strumentale d’impresa ci sono delle postille non di poco conto. Primo la necessità di rottamare un veicolo anziano di dieci anni, cosa difficile su una flotta aziendale; i fondi erano destinati ai veicoli con emissioni non oltre 95 g/km, acquistabili da tutte le catergorie inclusi i privati. La somma stanziata seguiva un tetto massimo delle emissioni come segue: 5.000 euro per vetture con emission CO2 non oltre a 50 gr/km; 4.000 euro per i veicoli con emissioni non superiori a 95 gr/km; 2.000 euro per i veicoli che non superano i 120 gr/km. La cifra era egualmente ripartita in uno sconto del venditore e il contributo statale.

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