Nissan e Nasa: che alleanza

Pubblicato il autore: Barbara Crimaudo Segui

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Nelle ricette ricercate ci sono ingredienti semplici, cui unione è esplosione di gusto. Stesso parametro, il risultato tra la miscela Nissan e Nasa è Leaf. La casa giapponese ha deciso di mettersi nelle mani della Nasa, per portare a compimento il progetto di ricerca e sviluppo sulla guida automatizzata. Cinque anni di partnership con l’ente spaziale per eccellenza al mondo, soprattutto l’esperienza di Nissan con Google ha prodotto un sistema sofisticato, cui la ricerca spaziale semba esserne ghiotta per asplorare i pianeti tramite dei rover. Dal canto suo la Nasa può condividere il know how sull’interazione remota tra uomo e macchina, su terreni speciali come la Luna e Marte. Il fine ultimo del progetto Nissan Leaf è quello di essere in grado di generare una flotta di veicoli, in grado di spostarsi da soli su qualsiasi percorso con a bordo persone e merci. Mentre il team Nissan dalla Silicon Valley e della Nasa Research Center a Moffett Field collaborano su: soluzioni cloud, sistemi sofisticati software-hardware in grado di girare sia sulla terra che nello spazio e molto altro. Carlos Ghosn, presidente e Ceo di Nissan Motor Co, dichiara: “Il lavoro della Nasa e di Nissan, va in due direzioni diverse, sullo spazio e sulla terra, ma è accomunato dalle stesse sfide, la partnership accelererà per Nissan lo sviluppo di veicoli sicuri e totalmente autonomi che saranno inseriti sul mercato progressivamente a partire dal 2016 e fino al 2020”. In fondo è una manciata di anni con tanto lavoro, dedizione e collaborazione come afferma Pete Worden, direttore dell’Ames Research Center: “ Tutti i potenziali argomenti di ricerca che possiamo condividere con Nissan sono aree in cui Ames ha già contribuito notevolmente nei programmi Nasa. Ames ha sviluppato il software del rover utilizzato su Marte, i robot presenti sulla stazione spaziale internazionale e dei sistemi di gestione del traffico aereo. Applicheremo le conoscenze maturate con il lavoro di partnership agli sforzi futuri in ambito spaziale e dell’aeronautica”. Il primo veicolo autoguidato è all’orizzonte.

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