Volvo Ocean Race per Charlie Hebdo

Pubblicato il autore: Barbara Crimaudo Segui

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Il tam tam social delle ultime ore filtra sempre lo stesso messaggio, come un disco incantato Sono Charlie. L’attacco terroristico ha colpito prima la redazione francese di Charlie Hebdo a Parigi, seguendo poi l’effetto domino provocato dagli spostamenti dei terroristi. Il mondo dei motori ha fatto sentire la sua solidarietà e affetto. Charles Caudrelier, lo skipper della Dongfeng Race Team concentrata nella terza tappa della Volvo Ocean Race (regata intorno al mondo) pubblica: “Mi chiamo Charles, qualche volta mi chiamano Charlot ma oggi sono Charlie. E’ la seconda volta che mi trovo in mare durante un importante attacco terroristico, la prima è stato l’11 settembre 2001. In mare siamo lontani dal mondo, senza accesso a internet, alla tv o alla radio e viviamo a migliaia di miglia da questi fatti drammatici. Da ieri, non so che pensare a proposito di queste azioni folli. Da sempre si è ucciso in nome di Dio, o degli Dei. Non posso scrivere tanto, non è il mio mestiere scrivere, e di certo non mi sento all’altezza di parlare di questo argomento. Noi stiamo navigando intorno al mondo, per tutti gli oceani e toccando tutti i continenti, per nove mesi. Se Dio esiste e ha creato il nostro pianeta può essere orgoglioso del suo lavoro, un’opera straordinaria, ma deve anche provare imbarazzo per noi umani, che non siamo capaci di vivere in pace su questo pianeta”.

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