La Ferrari è davvero così in crisi ?

Pubblicato il autore: Antonio Paradiso Segui

vettel saluta la red bull

 

Cosa succede alla Ferrari ? è una domanda che si pongono in molti, in particolar modo dopo le prestazioni poco convincenti degli ultimi gran premi. Infatti, è dal gran premio del Canada che la scuderia di Maranello non riesce più a imitare i buoni risultati di inizio stagione. Dopo il secondo posto conquistato da Vettel a Montecarlo, le Ferrari si sono perse: fuori dal podio in Canada e in Austria, terzo posto acciuffato per i capelli a Silverstone, solo grazie alla pioggia e all’errore strategico delle Williams che, in condizioni di pista asciutta, avevano rifilato alle Ferrari un distacco che si aggirava sui 30 secondi. Anche il weekend in Ungheria non è certo iniziato bene: Vettel ha chiuso il secondo turno di libere al settimo posto con un distacco di un secondo e sette decimi da Hamilton, mentre Raikkonen ha chiuso al quarto posto con un distacco di poco superiore al secondo, inoltre tra le Ferrari e le Mercedes si sono inserite le Red Bull di Ricciardo e Kyvat che si candidano come possibile sorpresa del weekend.  

In realtà la Ferrari non è in crisi, è solo che il buon inizio di stagione ci aveva abituato bene, soprattutto dopo la vittoria di Vettel in Malesia. Bisogna dire però come il distacco dalle Marcedes già all’epoca era abbastanza notevole, tuttavia le “rosse”, sfruttando soprattutto un inizio di stagione difficile delle Williams, si erano candidate, senza troppo problemi, a ruolo di seconda forza del campionato. Quando le Williams però hanno deciso di uscire dalla “trincea” e passare al contrattacco per le Ferrari sono iniziati i guai e soprattutto sono venute meno quelle certezze. Certezze che in Ferrari non hanno più dal 2008, ultimo anno in cui gli ingegneri del cavallino hanno costruto una vettura in grado di poter vincere il mondiale. Da quel momento in poi la strada è stata sempre in salita, fortunatamente per 5 anni in aiuto è venuto dalla Spagna, un tale Fernando Alonso, capace con la sua classe di oscurare i limiti, in alcuni casi evidenti, di una monoposto che negli ultimi anni è stata surclassata dagli avversari.

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