Gp Singapore 2008: il “crashgate” e quel “maledetto” bocchettone (VIDEO)

Pubblicato il autore: Antonio Paradiso Segui

 

 

 

 

alonso singapore

Domenica 20 settembre si correrà l’ottava edizione del Gran Premio di Singapore, sul circuito cittadini di Marina Bay. Questo gran premio ha rappresentato un unicum nella Formula 1, dato che nel 2008 proprio a Singapore, si sono “accese le luci” sulla Formula 1, perché per la prima volta nella storia di questo sport si è corso in notturna.

Il gran premio del 2008 fu abbastanza controverso, perché si verificarono diversi episodi che, molto probabilmente, costarono il titolo piloti al povero Felipe Massa.

Iniziamo il nostro racconto dalla seconda sessione di libere del venerdì proseguendo con la sessione di libere del sabato mattina.  I risultati delle prove libere nella Formula 1  sono utili a capire come potrebbe andare il weekend e fornire dati utili per il sabato e la domenica, ma nel complesso contano relativamente, perché l’importanza principale è rivolta al sabato e alla domenica. Eppure, quelle due sessioni di libere, in maniera del tutto casuale, hanno cambiato la storia del Gran Premio di Singapore. Vediamo perché. Al Venerdì sorprende la Renault, fino a quel momento oggetto misterioso di quella stagione della Formula 1, di Fernando Alonso che, con un tempo di 1’45”654 si pone davanti a tutti. Il giorno dopo è sabato e prima delle qualifiche, si svolge la terza sessione di libere, quella del sabato mattina. Lo spagnolo della Reanult riesce a fare addirittura meglio del giorno precedente, fermando il proprio cronometro sull’ 1’44”506, rifilando più di mezzo secondo a Lewis Hamilton, futuro campione del mondo, arrivato secondo.

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A questo punto Briatore, all’epoca team principal della Renault, inizia a sfregiarsi le mani, perché le libere parlano chiaro, la Renault può ottenere la pole position e vincere il gran premio di Singapore. Iniziano le qualifiche e nel Q1, anche senza eccellere, Alonso senza problemi raggiunge la Q2. Qui però avviene il fattaccio: durante il giro di lancio, la macchina dello spagnolo si pianta, non rispondendo più ai comandi e di conseguenza per il povero Fernando le qualifiche finiscono qui e il giorno dopo sarà costretto a partire dalla 15esima posizione, mentre dalla pole partirà Massa.  C’è tanto sconforto alla Renault perché ormai i desideri di vittoria sembrano frantumarsi. Il giorno dopo c’è la gara ed accade l’incredibile: al giro 15, mentre Massa è saldamente in testa, Hamilton e Raikkonen sono in aperta competizione tra di loro per la seconda posizione, la Renault di Piquet, compagno di squadra di Alonso, va a sbattere contro il muro. La direzione di gara opta per l’entrata della Safety Car. Che fortuna avrà pensato Alonso, dato che due giri primi era andato a rifornire e che quindi ora potrebbe sfruttare la presenza della vettura di sicurezza per poter guadagnare qualche posizione. Effettivamente le cose vanno così: infatti in quegli anni, durante la presenza della Safety, la direzione di gara era solita chiudere la corsia dei box, di conseguenza per i piloti era assolutamente impossibile rifornire. Kubica e Rosberg però hanno ormai la benzina ai minimi termini e pur sapendo di incorrere in penalità sono costretti ad entrare ai box, tenete a mente questo avvenimento perché poi sarà importante per il prosieguo della gara. Dopo pochi giri finalmente la pit lane si apre e nella confusione generale a farne le spese è Felipe Massa. Infatti, durante la sosta il brasiliano parte, a causa di una indecisione con i meccanici, portandosi con se il bocchettone della benzina, in quel momento ancora attaccato al serbatoio. Il brasiliano e il compagno Raikkonen, nel frattempo dietro di lui in attesa del rifornimento, perdono tantissimo tempo e quando rientrano in pista si trovano entrambi nelle retrovie. Nel frattempo Alonso, sfruttando il fatto di essersi già fermato si trova secondo alle spalle di Rosberg. al 25esimo giro però il tedesco, per aver rifornito in situazione di pit lane chiusa, si becca 10 secondi di penalità, da scontare in uno stop and go. Lascia quindi la testa della classifica all’asturiano della Renault che, in maniera incredula, la mantiene fino alla fine della gara, vincendo la sua prima gara stagionale. Sul podio, oltre Alonso ci salgono Rosberg e Hamilton. Festa pazza in casa Renault con Briatore ed Alonso che non credono ai propri occhi. Sconforto totale in Ferrari, invece, per una gara che sembrava vinta.

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Quasi un anno dopo, prima del gran premio d’Ungheria, Nelson Piquet Jr, figlio del più celebre Piquet Sr, a causa dei tanti risultati negativi viene licenziato dalla Renault. Il piccolo Nelson evidentemente è uno che non si tiene tutto dentro e decide di raccontare tutto alla FIA, di quella famosa notte di Singapore, in cui il suo incidente ha totalmente cambiato la gara. Stando a quanto raccontato dal pilota, apprendiamo che il brasiliano, già in odore di licenziamento la scorsa stagione, aveva ricevuto una proposta da Briatore: “Durante il gran premio di Singapore, tu ti schianti in un punto in cui non c’è la gru. In tal modo entra la Safety Car e forse abbiamo la speranza di vincere il gran premio con Alonso”. D’altronde, non era un’ipotesi irrealizzabile anche perché lo spagnolo, come detto in precedenza, aveva dimostrato nel corso delle libere di avere una vettura competitiva. Il povero Nelson, evidentemente turbato dalla possibilità di perdere il posto, decise di accettare questa proposta ed è qui che nasce il famoso scandalo, passato alla storia come “Crashgate“. Praticamente si scopre che la vittoria di Alonso non era frutto del caso, bensì di un disegno ben preciso, architettato ad arte in modo da poter vincere il Gran premio. La cosa più sorprendente è che lo stesso Alonso, sempre a detta di Piquet, non sapeva assolutamente nulla di ciò. Ovviamente la Renault, dopo l’accaduto, entra nell’occhio del ciclone perché perde le sponsorizzazioni, mentre Briatore e Pat Symonds, definiti responsabili dell’accaduto, vengono puniti rispettivamente con la radiazione e cinque anno di squalifica, sentenza poi annullata dal tribunale di Parigi per irregolarità nel procedimento giudiziario, ma ancora valevole per la FIA .

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La Formula 1 è bella anche per questo perché ti fa passare dall’esaltazione allo sconforto, proprio come accaduto in questa tristissima storia.

 

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