La Mclaren chiede la testa di Arai

Pubblicato il autore: Antonio Paradiso Segui

McLaren Alonso Button

“C’eravo tanti amati per un anno e forse più, c’eravamo poi lasciati non ricordi fu” cantava Massimo Ranieri, in uno dei celebri successi dal titolo “Come pioveva”. Adesso invece piove sul bagnato sul responsabile della Honda, Arai, poiché la McLaren in crisi di identità e di risultati ha chiesto la testa del nipponico. Infatti, dopo la debacle sui circuiti di Spa e Monza, in cui il motore conta tantissimo, il team di Woking è stanco di continuare a fare figuracce e per ritornare a vincere ha chiesto una svolta in capo alla Honda, chiedendo appunto la sostituzione del capo del progetto, nonché l’ingresso di ingegneri esperti e non necessariamente del Sol Levante. Lo stesso Arai, in maniera del tutto fuori luogo, aveva dato colpa al telaio della Mclaren che, non sarà certamente il miglior della Formula 1, ma non è assolutamente l’unico responsabile. Infatti, nella Formula 1 di oggi, il telaio ha un valore importante ma non fondamentale, ciò che conta è il motore. Chiedete alla Redbull che, dopo aver dominato dal 2010 al 2013, grazie ad un telaio efficiente, col passaggio ai motori turbo è stata costretta a lasciare il passo alla Mercedes, con tanto di critiche, ingenerose, al motore Reanult, artefice di tanti successi in Formula 1.

Ritornando al caso Mclaren-Arai, tra i motivi che vogliono un suo allentamento, ci sarebbero quelli riguardanti l’eccessivo nazionalismo dello stesso. Infatti, la Honda, nonostante mancasse in Formula 1 dal 2008, non ha voluto intorno a se gente non nipponica per la progettazione del motore. Situazione che non è che sia andata giù a Dennis e soci, in quanto volevano una comune collaborazione Anglo-giapponese, in modo tale da garantire maggiore esperienza, cosa che i motoristi giapponesi forse non hanno, anche perché, rispetto al 1988, la tecnologia è avanzata e di conseguenza è necessario adeguarsi, accettando anche alcuni limiti e la maggior esperienza di chi in Formaula 1 ci è stata per tanto tempo. A questo punto non ci resta che aspettare e vedere come evolverà la situazione.

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