Sbk, Jonathan Rea: “Non bisogna mai smettere di sognare”

Pubblicato il autore: L@Je58 Segui

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Jonathan Rea deve ancora realizzare di aver vinto il suo primo titolo mondiale, ieri infatti durante la celebrazione è sembrato timido, cosa che non ti aspetti da un pilota che ha appena vinto un campionato del mondo. Ma questo ha fatto onore a Johnny, infatti, non appena terminata gara 1, prima ancora di festeggiare, i suoi pensieri erano già per gara 2 e per la moto che non era al 100%.
Entrambe le manche sono state davvero difficili per Rea, che ha dovuto guidare nonostante dei problemi causati dalle gomme.

E’ un momento fantastico della mia carriera, ho iniziato a fare il motocross quando avevo sei anni, sono cresciuto nell’ambiente delle moto e diventare campione del mondo era il mio sogno. Ora essere qui e avere realizzato quel sogno è incredibile. Ho lavorato tanto, io e la mia famiglia abbiamo fatto molti sacrifici. Senza la Kawasaki tutto questo non sarebbe stato possibile. Voglio ringraziare Guim Roda (team manager Kawasaki, ndr) e Steve Guttridge (manager di Kawasaki Europe Racing, ndr), per aver creduto in me e per avermi dato quest’opportunità. L’anno scorso ho firmato qui il mio contratto con Kawasaki, perciò aver vinto il titolo a Jerez è il massimo. Non riesco ancora a crederci. Quando i miei meccanici hanno messo sulla moto l’adesivo con il numero uno mi è sembrato strano. Sono contento e sono molto grato per questa occasione. Ho trascorso dei momenti difficili, e realizzare un sogno dopo tutte le sfide che ho dovuto affrontare con tutti gli infortuni, è ancora più speciale”.

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Jonathan Rea ha confessato che è stato ispirato a perseguire il sogno del mondiale dalla lotta tra Troy Bayliss e Colin Edwards ad Imola nel lontano 2002.
“Quando guardavo loro in quella gara, ho avuto tanta ispirazione. E’ diventato il mio sogno e ho pensato: “Devo farlo”. Anche nei momenti peggiori non ho mai dubitato delle mie abilità. Oggi siamo qui e spero che questo possa essere una motivazione per tutti i giovani talenti che corrono a non lasciare mai i loro sogni. Io non l’ho fatto. Adesso non sembra vero ma sono campione del mondo e ne sono molto orgoglioso”.

Durante il giro d’onore, Jonathan ha cambiato più volte il casco per omaggiare i due campioni del mondo irlandesi: Joey DunlopBrian Reid.
Sono molto orgoglioso di essere irlandese. Molti fans sono venuti a Jerez per supportarmi. Joey Dunlop e Brian Reid sono gli ultimi campioni del mondo irlandesi ad aver vinto nel 1986. Quando sono cresciuto, Joey mi ha sempre ispirato. Mio nonno ha fatto parte della sua carriera. Perciò nel momento più bello della mia carriera, volevo rendere omaggio a due campioni. Voglio ringraziare Brian Reid per avermi dato il suo casco e la famiglia di Dunlop in particolare Gary che ha speso molto tempo a cercare il casco originale del 1986. Per me indossare quei caschi è stato un vero onore“.

Ora è tempo di guardare al 2016 e Jonathan Rea si è detto carico a difendere il titolo, conscio del fatto che ad ottobre sarà presentata la nuova Kawasaki ZX10R. Un fattore che da una motivazione in più:

“Vincere un campionato del mondo è la cosa più difficile che abbia fatto finora. Ma riconfermarsi sarà ancora più difficile. Sono molto emozionato perchè l’8 ottobre presenteremo la nuova Kawasaki a Barcellona. E’ un’altra sfida eccitante per noi. Sono entusiasta di far parte del nuovo progetto e questa sarà una grande motivazione per l’inverno. Rendere la moto che abbiamo ancora più potente sarà molto dura. Credo che abbiamo vinto il titolo perchè siamo stati sempre forti in ogni weekend. Il peggior risultato della stagione l’abbiamo fatto qui. Due quarti posti. Credo che questo dimostra il mio livello professionale, quello della mia squadra e della moto. Credo che il prossimo anno la sfida sarà ancora più complicata ma molto eccitante. E’ da lì che prendo la motivazione”.

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