Storie di Gp: Singapore 2010 si tinge di “rosso”- VIDEO

Pubblicato il autore: Antonio Paradiso Segui

Alonso_singapore

Proseguiamo il nostro avvicinamento al Gran Premio di Singapore, con il racconto di quelli passati. Dopo aver parlato di quello “famigerato” del 2008, giungiamo a quello del 2010, un gran premio che per i tifosi della Ferrari ha un sapore speciale.
Fernando Alonso, all’epoca al primo anno in Ferrari, si appresta ad affrontare il gran premio numero 15 della stagione 2010 con il morale alle stelle, dato che la settimana prima ha vinto il gran premio di Monza davanti al proprio pubblico, dopo aver conquistato la pole position il sabato. Per la Ferrari in generale è un momento positivo, dato che dopo un inizio tribolato, eccezion fatta per la vittoria all’esordio in Bahrein, la scuderia italiana è in un momento positivo,confermato anche dal podio ottenuto da Massa nell’ultimo gran premio, terzo alle spalle di Button. In classifica piloti, dopo i 25 punti conquistati a Monza, lo spagnolo della Ferrari si trova terzo a quota 166, staccato di 16 punti da Hamilton, secondo, e 21 punti dal leader della classifica mondiale Mark Webber. Già alla vigilia la Ferrari è ottimista, anche perché Alonso ama particolarmente questo circuito in quanto ha vinto nel 2008, tralasciamo almeno per ora il “Crashgate” e perché l’anno prima alla guida di una Renault, lontana parente di quella del 2005 e del 2006, era riuscito ad ottenere un brillante terzo posto.

Il venerdì vede un totale dominio di Vettel, pilota Red Bull, che ottiene il miglior tempo nella seconda sessione, confermandosi poi nelle libere del sabato. Il pilota tedesco sembra l’indiziato numero 1 alla pole position. In qualifica però le cose vanno diversamente e in Q1 Alonso ottiene il miglior tempo della sessione, rifilando oltre quattro decimi al pilota della Red Bull. A questo punto arriviamo alla Q2, in cui succede di tutto. Durante il suo primo tentativo, Alonso avverte dei problemi di natura elettronica alla vettura, invece di rientrare, decide di continuare comunque il suo giro, però il tempo che fa segnare è basso, dato che non gli permetterebbe nemmeno di raggiungere la Q3. A questo punto, in fretta e furia, ritorna ai box. I tecnici della Ferrari resettano il tutto e lo rimandano in pista. Risultato: passa alla Q3, non ottenendo però il miglior tempo, ma questo poco importa. Finalmente si arriva all’ultima fase della qualifica, quella che conta di più e lo spagnolo di Oviedo mette dietro tutti, facendo segnare la pole position, seconda stagionale e seconda consecutiva, fermando il cronometro sull’1″45 390, battendo Vettel per poco più di un decimo.

A questo punto c’è la gara: Partono bene Alonso e Vettel che mantengono le loro rispettive posizioni. Da qui in poi sarà un continuo duello, con i due che fanno la gara a che fa più giri veloci,diventa un continuo ping pong, mentre tutti gli altri, nonostante non siamo nemmeno a metà gara iniziano ad avvertire pesanti distacchi. Tuttavia Alonso, favorito anche dall’angusto tracciato di Marina Bay che non favorisce sorpassi, mantiene la freddezza e soprattutto riesce a tenere dietro Vettel, anche quando i due vanno al cambio gomme, in contemporanea. Il lavoro dei meccanici della Ferrari è straordinario e quindi la classifica non muta. Il colpo di scena però arriva al giro 30, quando entra la Safety Car, a causa di un incidente occorso A Kobayashi. Alla ripartenza, i due che precedono in classifica piloti lo spagnolo, vale a dire Webber e Hamilton, sono in lotta tra di loro per la terza posizione, solo che l’inglese, uno che non si tira mai indietro, cerca il sorpasso in un punto difficile, ci riesce, ma il “muso” della macchina del pilota Red Bull tocca la posteriore sinistra del britannico, tanto di quel basta per forarla. Hamilton è fuori! e Alonso, sa che vincendo la gara, scalcherebbe il pilota McLaren, portandosi addirittura a +9 sul terzo posto e solo 11 punti dal primo. Questa occasione Fernando non la perde e per i successivi 26 giri resiste agli attacchi di Vettel, portandosi a casa la quarta vittoria stagionale e facendo diventare per la prima volta nella storia della Formula 1 la sua Ferrari “Bella di notte”.

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