8 ottobre 2000: La Ferrari ritorna sul tetto del mondo

Pubblicato il autore: Antonio Paradiso Segui

 

schumacher

8 ottobre 2000-8 ottobre 2015, esattamente 15 anni fa Michael Schumacher vinceva il suo terzo titolo piloti, riportandolo a Maranello dopo un’assenza di 21 anni dall’ultima titolo piloti, vinto nel 1979 dal sudafricano Jody Schekter. Quel giorno è forse il giorno più bello della recente storia Ferrari che dopo tante batoste patite negli anni precedenti, vedi Suzuka 1998 e 1999 e Jerez 1997, finalmente poteva ritornare a sorridere. In realtà, la gioia era arrivata anche l’anno prima, grazie al titolo costruttori, ma si sa che nella Formula 1 ciò che conta di più è il titolo piloti, l’unico modo per potersi fregiare del numero 1 sulla vettura dell’anno successivo, e quel numero 1 mancava a Maranello da tanti troppi anni. Il titolo arrivò grazie a Schumacher, definito da tutti l’uomo della provvidenza, arrivato in Ferrari con il chiaro compito di riportare il titolo a Maranello. L’esperienza in Ferrari, almeno fino a quel fatidico 8 ottobre, per il tedesco di Kerpen fu abbastanza travagliata. Il primo anno, era il 1996, il tedesco della Ferrari vinse tre gare, ma non fu mai in lotta per il mondiale a causa dello strapotere della Williams-Renault; il secondo anno (1997), invece, grazie ad una Ferrari competitiva fu in lizza per il titolo fino all’ultima gara di Jerez, che però finì come tutti sappiamo. Nel 1998, invece, Schumacher provò a tener testa alla McLaren di Hakkinen, peccato però che proprio all’ultima gara una falsa partenza e una gomma forata gli impedirono di lottare. Nel 1999 Schumi fu costretto ai box a causa dell’infortunio rimediato a Silverstone. Arriviamo quindi alla fatidica stagione 2000. Quell’anno la Ferrari dà al tedesco una vittoria da subito competitiva, tanto che Schumacher vince le prime tre gara e sfruttando i problemi di affidabilità delle due McLaren dopo 3 gare è in testa con 30 punti, con un vantaggio di 21 lunghezze su Barrichello. A questo punto, tutti si aspettano un dominio Ferrari. Tuttavia, le cose cambiano con il sopraggiungere dell’estate, perché il tedesco di Kerpen entra in crisi: a Montecarlo si ritira, vince in Canada e poi inizia la crisi: 3 ritiri consecutivi in Francia, Austria e Germania, mentre Hakkinen piano piano inizia a recuperare punti, tanto che si arriva al Gran premio d’Ungheria in questa situazione di classifica: Schumacher 56, Hakkinen 54, Coulthard 54. Nella trasferta magiara alla Ferrari va tutto storto: Schumacher parte in pole, ma alla partenza si fa beffare da Hakkinen che vince la gara e si porta quindi in testa alla classifica con 64 punti, due in più di Schumi. Nel weekend successivo in Belgio Hakkinen vince ancora, mentre il tedesco arriva secondo, questa gara passerà poi alla storia per il famoso sorpasso di Hakkinen a Schumacher, con Zonta nel mezzo. A questo punto si arriva a Monza, con Hakkinen avanti di 6 punti. La gara però questa volta va bene, Schumacher vince e rosicchia quattro punti al finlandese, giunto secondo. A fine gara il tedesco scoppierà in un pianto liberatori, soprattutto a causa della tensione accumulata in questi mesi di “crisi”. Ad Indinapolis poi c’è il weekend perfetto: vittoria e ritiro di Hakkinen, quindi Schumacher riesce ad arrivare alla penultima gara dell’anno in quel di Suzuka, con un vantaggio di 8 punti. Tutti sanno che con una vittoria, indipendentemente dalla posizione di Hakkinen, Schumacher diventerebbe campione del mondo. La gara parte male, con Hakkinen che in partenza supera il”kaiser” partito dalla pole position. Il finlandese si difende bene e Schumi sa che se vuole vincere deve inventarsi qualcosa. A questo punto la svolta avviene al giro 37: Hakkinen va ai box, mentre Schumacher decide di restare fuori ancora per tre giri; in quei tre giri il tedesco preme sull’acceleratore come un forsennato e dopo aver effettuato la sosta, rientra in prima posizione davanti ad Hakkinen, riuscendo poi a concludere la gara al primo posto. In Ferrari è un tripudio, finalmente dopo una lunga attesa, dopo tante umiliazioni, la Ferrari può tornare grande. Quella vittoria, molto probabilmente, ha aperto le porte poi ai successivi successi del binomio Schumacher-Ferrari, il binomio più vincente della Formula 1, soprattutto grazie a quel 8 ottobre 2000.

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