Buon compleanno, Zanardi

Pubblicato il autore: Livio Addabbo Segui

epa03441403 Handbiker and former racing driver Alex Zanardi drives on the Hockenheimring racetrack before the last race of the season of the Deutsche Tourenwagen Meisterschaft (DTM) in Hockenheim, Germany, 21 October 2012. EPA/Uwe Anspach

Buon compleanno ad Alex Zanardi. Il coraggioso ex pilota di F1 e di Formula Cart, ora asso dell’handbike, compie oggi 59 anni. Due le vite vissute dal pilota bolognese: prima e dopo il grave incidente sul circuito del Lausitzring, in Austria, in seguito al quale ha perso le gambe. Ma non la voglia di lottare e di correre.

La grinta di Zanardi in pista viene premiata con un volante in F1 nel ’91: Alex ha 25 ma è pronto al salto di categoria, d opo aver dato prova di tutta la sua grinta con i kart e nelle formule minori pur essendo alla guida di mezzi non all’altezza delle sue capacità. Tre ottime gare con la Jordan gli valgono il posto di collaudatore alla Benetton di Flavio Briatore. Nel ’93 approda alla Lotus, dove corre per tre stagioni senza ottenere grandi risultati.

Decide, così, di provare la Formula Cart, le gare americane che si disputano sugli ovali. Zanardi firma un triennale con la scuderia di Chip Ganassi e, dopo un primo anno di ambientamento, si laurea campione per due stagioni consecutive.

Il successo spinge il pilota bolognese a ritentare l’avventura in F1, ma dopo una sola deludente stagione alla Williams, conclusa con zero punti anche a causa dei problemi di affidabilità della monoposto inglese, torna negli Stati Uniti in Formula Cart, dove corre con la Reynard. Durante l’appuntamento europeo in Austria, il grave incidente: a tredici giri dal termine della gara, Zanardi a causa dell’asfalto scivoloso perde il controllo della sua vettura, che esce di pista per poi fermarsi in piena traiettoria, proprio mentre sopraggiunge in piena velocità Alex Tagliani. Un terribile impatto, con Zanardi trasportato in elicottero all’ospedale di Berlino. Il coma farmacologico, l’amputazione delle gambe, la lenta riabilitazione poi il graduale ritorno in pista. Con una tappa simbolica al Lausitzring, nel 2003, per completare i tredici giri che lo separavano dalla vittoria.

La passione per la velocità spinge Alex a superare qualsiasi ostacolo: rientra nel mondo delle corse prima conquistando il Campionato italiano turismo e alcune manche del Campionato europeo. Poi la svolta, con l’approdo all’handbike, il paraciclismo, con la sua consueta carica agonistica. Tra il 2011 e il 2012 è argento nella rassegna mondiale di categoria che si tiene in Danimarca e ottiene vittoria  e record del circuito nelle maratone di New York e Roma. Nel 2013 vince la Coppa del Mondo in Canada, inaugurando una serie di imprese. L’ultima alla Maratona di Berlino il 27 settembre scorso: a 9 km dal traguardo la catena della sua handbike cede, ma lui spinge con la sola forza delle braccia fino al traguardo. Un gesto simbolo della determinazione e della grinta del campione bolognese.

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