Ferrari, grande esordio a Wall Street

Pubblicato il autore: Gennaro Esposito Segui

Ferrari
La Ferrari ha da poco fatto il suo ingresso nel mondo azionario ed il Cavallino è subito in “pole position” nel suo giorno d’esordio a Wall Street. Il Prancing Horse infatti, come lo chiamano negli States, ha esordito scalciando alla grande e rivoluzionando l’economia mondiale. La Ferrari ha esordito da vera vincente, facendo schizzare il suo titolo subito a 60 dollari (per poi stabilizzarsi a 57) contro un prezzo di collocamento per azione fissato inizialmente a 52. Un paradosso se consideriamo che il titolo Fiat Chrysler ha perso invece il 4% a Piazza Affari lasciando sorpresi gli operatori milanesi. Un analista ha commentato a caldo: “Non so che tipo di arbitraggi possano essere scattati in concomitanza al debutto a Wall Street di Ferrari”. Queste le parole di un altro gestore: “Numeri alla mano la reazione non è comprensibile né giustificata: se Ferrari viene collocata a 52 dollari e apre a 60, allora anche FCA dovrebbe aumentare di valore. Non si capisce, questo mercato è incomprensibile“.
Per l’occasione a suonare la proverbiale campanella che dà storicamente l’avvio alla seduta della Borsa erano presenti i vertici del gruppo Fiat Chrysler, il presidente John Elkann e l’amministratore delegato Sergio Marchionne, che ricopre tra l’altro anche la carica di presidente della Ferrari. Il manager italo-canadese ha commentato così l’esordio del Cavallino a Wall Street: “Il mondo è grande e per Ferrari ci sono enormi opportunità. Dobbiamo crescere sul fronte della domanda, la concorrenza non è all’altezza di Ferrari“.
Sulle domande a chi gli chiede chiarimenti sulle voci che circolano di un sostanziale aumento di produzione, Marchionne tende a precisare: “Al cuore del brand c’è lo stretto rapporto tra la società e la sua clientela. Perciò sarebbe quasi un suicidio cercare di espandere i nostri volumi fino a danneggiare questi rapporti“.
La Formula 1 è ora più che mai un peso economico per una scuderia che ha fatto delle vittorie nei gran premi gran parte del proprio successo: “Dobbiamo continuare a fare quello che facciamo, farlo bene e vincere in Formula 1, che è una cosa importantissima“. L’ipo rende ora visibile il marchio, che prima “faceva parte di un conglomerato dell’auto che la oscurava. Ora iniziamo a capire il suo vero potenziale, con l’espansione in campi che sono correlati all’auto e che possono farla crescere, sempre in Italia e sempre con italiani“.
Il presidente risponde scherzosamente a chi gli chiede cosa cambierà per FCA dopo la quotazione del Cavallino: “Continuiamo a fare le vetture senza avere la possibilità di appoggiarci, perlomeno come immagine, su un marchio del calibro di Ferrari. Torniamo a essere gli sfigati dell’auto“.
Intanto non arrivano buone notizie dalla scuderia Ferrari di Formula 1, impegnata questo weekend nel Gran Premio degli Usa, ad Austin: le rosse di Vettel e Raikkonen useranno infatti il quinto motore ed a causa di questa decisione i due piloti saranno penalizzati con una retrocessione di dieci posizioni in griglia di partenza. A rivelarlo è il finlandese Kimi Raikkonen: “Ero a conoscenza che avremmo dovuto utilizzare un quinto motore, anche se ancora non so quando verrà effettivamente montato la squadra ha pianificato la stagione prevedendo l’uso di cinque power unit. Non è affatto una sorpresa, visto che la tempistica è stata programmata a inizio campionato“.

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