MotoGP, il punto sul weekend di Phillip Island: un’occasione persa per Valentino?

Pubblicato il autore: Edoardo Evangelista Segui

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Il quarto posto ottenuto da Valentino Rossi a Phillip Island è un risultato che si presta ad una duplice lettura.

Da un lato, pensando alle difficoltà incontrate lungo tutto l’arco del weekend dal pesarese, il piazzamento non è da buttare via. Il Dottore, in ritardo di velocità fino alle qualifiche del sabato e con un gap da colmare anche sul passo gara rispetto a Marquez e Lorenzo, è riuscito a stare con le due lepri per tutta la gara di Phillip Island, arrivando ad un passo dal podio immediatamente alle spalle del compagno di squadra. Di mezzo ci si è messo l’ottimo Andrea Iannone, capace di sfruttare tutti i cavalli e la potenza della sua Desmosedici, in particolare sul rettilineo finale del tracciato di Phillip Island, e di ottenere un terzo posto che dà ossigeno alla casa di Borgo Panigale in MotoGP, finalmente tornata, almeno con Iannone, ai livelli cui ci aveva abituato nelle prime uscite stagionali, quando anche con Dovizioso il team italiano sembrava in grado di stare per tutta la gara con Honda e Yamaha.

Dall’altro lato, Valentino non può dirsi soddisfatto di un weekend in cui arrivando da favorito (8 successi a Phillip Island tra 500 cc e MotoGP, l’ultimo l’anno scorso proprio su Lorenzo), ha perso ben 7 dei 18 punti di vantaggio in classifica sul maiorchino, dovendo ringraziare Marquez per quel capolavoro con cui all’ultimo giro ha prima rosicchiato quasi un secondo a Jorge, per poi infilarlo con una staccata delle sue a un paio di curve dal traguardo, nell’ultimo punto del tracciato in cui era possibile sferrare un attacco con ragionevoli prospettive di successo. Un sorpasso senza il quale ora Vale avrebbe solo 6 punti di vantaggio sul compagno di squadra, quando mancano ancora due gare al termine del Mondiale di MotoGP.

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A ridosso della metà di gara, Valentino si era liberato di Iannone ed incollato agli scarichi di Marquez, mostrandosi più veloce in uscita di curva e rispetto al quale riusciva a disegnare traiettorie più strette in inserimento, facendo valere le proprie doti da maestro indiscusso in percorrenza. I due riuscivano quasi a chiudere il gap con Lorenzo, ma qualche esitazione di troppo del Dottore, che sembrava averne in generale di più del centauro Honda, permetteva a Iannone di rientrare e a Lorenzo di prendere aria e riallungare, impostando esattamente la gara che desiderava, al riparo dai duelli corpo a corpo e con strada libera davanti a sé. Questo, forse, il vero rammarico di Valentino, che alla fine ha dovuto soccombere di fronte all’enorme gap di velocità sul dritto rispetto alla Ducati e, seppur in misura minore, rispetto ad Honda. Ci ha provato infine a superare Marc, ma forse troppo tardi e senza fare i conti con lo stato di grazia di Iannone, capace di buttarsi dentro come un treno e con la giovane leggerezza di chi non si sta giocando un titolo iridato.

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Alla fine, da questa gara splendida a Phillip Island, ricca di duelli serrati e sorpassi al limite che ne hanno fatto forse l’appuntamento più spettacolare del 2015, è forse proprio Valentino ad uscirne col bicchiere mezzo vuoto, nonostante la beffa subita da Lorenzo proprio quando sembrava avere la gara, ed il -6 nel Mondiale di MotoGP, in pugno.

Nel warm-up di Phillip Island Vale era riuscito ad avvicinarsi sensibilmente al passo gara di Jorge e Marc, un 1’29” alto che era figlio dell’utilizzo di una gomma usata al posteriore, tradottosi poi per larghi tratti di gara in un 29.5″ che lo stesso Lorenzo non è stato capace di tenere per più di qualche giro. Stavolta Valentino non ha sfruttato a fondo la propria capacità di gestire al meglio la vita dei pneumatici, preferendo non rischiare dietro a Marquez nella fase centrale della gara, per poi trovarsi costretto nel concitato finale a prendersi  i rischi da cui si era guardato bene in precedenza, come in occasione della staccata ritardatissima (anche per gli standard di Marquez) che ha favorito l’inserimento interno di Iannone su entrambi i piloti che lo precedevano, rischiando di innescare una collisione che avrebbe avuto del clamoroso. Un quarto posto, in una volata persa con Iannone, che ricordano amaramente il duello vinto da Pedrosa ad Aragon, punti che in definitiva rischiano di costare cari a Valentino, costretto a vincere almeno una delle prossime due gare per essere certo di mantenere il distacco su Lorenzo, visibilmente sorridente e carico sul podio di Phillips Island, nonostante il guizzo di Marquez.

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Ora si va in Malesia, a Sepang, prima del gran finale in quel di Valencia, dove verosimilmente si deciderà il titolo di MotoGP di fronte ad una marea spagnola che naturalmente sarà tutta per Lorenzo e Marquez. Difficile lanciarsi in pronostici o anche solo indicare un favorito sulla carta, come dimostrato dalle ultime gare che spesso hanno sovvertito i favori della vigilia, da Silverstone regno di Lorenzo a Phillip Island santuario di Valentino. A far la differenza saranno le condizioni meteo, col bagnato che finora ha sempre favorito l’esperienza ed il controllo di Valentino, ma soprattutto l’inserimento tra i due Yamaha degli altri piloti, dalla coppia Marquez-Pedrosa fino al carichissimo Iannone, che potrebbero fare la differenza nell’economia del duello Rossi-Lorenzo, una pagina emozionante ancora tutta da scrivere. 

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