Sì alla fornitura del motore Ferrari alla Red Bull. Ecco perché.

Pubblicato il autore: Antonio Paradiso Segui

 

sergio marchionne ferrari

Da un po’ di settimane l’argomento più dibattuto all’interno del paddock riguarda la possibile fornitura dei motori Ferrari alla Red Bull, dopo che il team austriaco ha deciso di abbandonare definitivamente il propulsore Renault, dopo un connubio durato quasi un decennio. In realtà una sorta di accordo ci sarebbe, nel senso che la Ferrari sarebbe disposta a concedere i propri motori a Red Bull, ma ci sono dei problemi legati alla consistenza della PU, nel senso che in Red Bull vorrebbero il motore 2016, mentre in Ferrari sarebbero disposti a concedere l’unita del 2015, anche se con tutti i dovuti aggiornamenti. Diciamo che adesso la situazione per Helmut Marko e soci è abbastanza complicata, nel senso che i “bibitari” sono con le spalle al muro e rischiano seriamente di non trovare un motore per la prossima stagione, il che vorrebbe poter dire abbandonare il circus della Formula 1. Ovviamente, in Ferrari sanno che dare la PU del 2016 potrebbe essere deleterio per lo stesso team di Maranello, in quanto si andrebbe a rafforzare una diretta concorrente per il titolo, anche perché sappiamo che la Red Bull dal punto di vista aerodinamico è una super potenza, di conseguenza con un motore efficiente come quello Ferrari, potrebbe ritornare ai fasti di un tempo. Se la mettiamo da questo punto di vista, potremmo dare ragione alla casa italiana, ma se facessimo un ragionamento puramente sportivo, le cose cambierebbero, in quanto una Red Bull competitiva sarebbe un’ottima cosa tanto per la Ferrari che per l’intera Formula 1 e adesso vi spieghiamo il perché.

Le ultime stagioni di Formula 1, eccezion fatta per il 2010 e il 2012, sono state abbastanza noiose, nel senso che c’è stato un team, prima Red Bull(2011-2013), poi Mercedes (2014-2015) che ha dominato la scena. Questo è dovuto ovviamente allo strapotere del team, ma anche e soprattutto alla mancanza di avversari di rilievo. Qualcuno si ricorda, invece, le stagioni 2010 e 2012? In entrambe le occasioni Fernando Alonso, all’epoca pilota Ferrari, è andato vicino alla conquista del titolo e in tutta sincerità, aveva una vettura che non era minimamente paragonabile alla Ferrari di adesso. Inoltre, nel 2010 Alonso vinse 5 gare e addirittura in 3 occasioni non riuscì a marcare punti e pure arrivò all’ultima gara davanti a tutti. Nel 2012 addirittura di gare ne vinse appena 3, le stesse che ha vinto Vettel quest’anno, eppure al tedesco della Ferrari a cinque gare dal termine servirebbe un miracolo per poter vincere il mondiale, mentre lo spagnolo della Ferrari nel 2012, sempre a cinque gare dal termine, aveva un vantaggio di quattro punti su Vettel, nonostante due ritiri e diversi piazzamenti non a podio. Il motivo è semplice: tanto nel 2010, quanto nel 2012, il mondiale non era un affare a due, ma coinvolgeva diversi team, come ad esempio la McLaren, infatti il team di Woking nel 2010 con i due piloti, Button e Hamilton, vinse 5 gare, 2 con Button e tre con Hamilton, gare che se pur non servirono ai due piloti per vincere il mondiale, servirono tanto anche ad Alonso, perché in grado di togliere punti alla Red Bull. Nel 2012 il discorso è lo stesso, lì addirittura il team di Woking di gare ne vinse 7, privando Vettel di punti e permettendo anche in quel caso ad Alonso di giocarsi tutto all’ultima gara. Questo per dirvi che se la Red Bull iniziasse a vincere qualche gara il prossimo, togliendo punti alla Mercedes, molto probabilmente la situazione gioverebbe anche alla Ferrari che, con una serie di piazzamenti di un certo rilievo, potrebbe in qualche maniera inserirsi nella lotta al titolo e restare in corsa magari fino all’ultima gara, anche perché, ripetiamo, le Ferrari del 2010 e del 2012 erano tutt’altro che vetture competitive, anzi spesso Alonso era costretto a fare miracoli per poter ottenere qualche risultato di rilievo. A questo punto non resta che attendere gli sviluppi di questa trattativa, noi restiamo comunque dell’idea che la Ferrari ci guadagnerebbe a fornire i motori alla Red Bull, poi se la Red Bull dovesse rimettere le ali, in quel caso sarebbe un altro discorso, ma al momento resta comunque l’ipotesi più efficace.

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