GP Valencia, comunicato Nakamoto (Honda): “Il calcio di Rossi ha fatto cadere Marquez”

Pubblicato il autore: Edoardo Evangelista Segui

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Il comunicato emesso dalla Honda, nella persona del vice presidente esecutivo HRC Shuhei Nakamoto, getta benzina sul fuoco già vivissimo della polemica scaturita dal duello tra Marquez e Rossi in Malesia. Secondo il parere dei vertici della casa motoristica giapponese ci sono dei fatti oggettivamente inconfutabili e a quelli deve attenersi la Honda nel formulare qualsiasi tipo di commento sulla vicenda che rischia di aver deciso il Mondiale anzitempo. “Prima di tutto – si legge nella nota ufficiale di Honda HRC-, è importante parlare sui fatti, non su ipotesi. Un fatto è un fatto e vi è una sola interpretazione, mentre le ipotesi possono essere tradotte in diversi modi, a seconda di quale parte stai”.

Di seguito i tre fatti fondamentali che secondo Honda sintetizzano quanto accaduto tra il GP d’Australia a Phillips Island, la Conferenza stampa dei piloti, il giovedì antecedente il GP di Malesia ed infine quanto aaccaduto a Sepang, ovvero il fulcro della questione: la presunta, volontaria azione di disturbo di Marquez nei confronti di Valentino, che ha originato la reazione di Rossi che, sempre secondo Honda, avrebbe volontariamente causato l’uscita di pista del rivale spagnolo, allargando la gamba dalla pedana e sferrando quello che secondo Marquez e non solo sarebbe stato un vero e proprio calcio. “1) Marc Marquez ha vinto il GP d’Australia, superando Lorenzo all’ultimo giro, e togliendogli 5 punti in campionato. 2) Giovedì prima del GP della Malesia nella conferenza stampa pre-evento, Valentino Rossi ha accusato Marc di correre contro di lui a Phillip Island per aiutare Jorge Lorenzo. 3) Nel GP della Malesia, Rossi intenzionalmente spinto Marc fuori dalla traiettoria causandogli una collisione. La Direzione Gara lo ha sanzionato per questa azione, con la conferma dalla FIM“.

In ordine a tale fatti, la Honda si mostra disposta ad enucleare la propria posizione in merito, precisando l’intenzione di astenersi da ulteriori commenti che abbiano ad oggetto circostanze non coincidenti con gli avvenimenti sopra esposti. “Questi sopra sono i fatti, gli unici che possiamo commentare, qualsiasi altra discussione sarebbe basata su ipotesi e parlare di ipotesi non farebbe che aumentare il clima negativo che stiamo affrontando in questo momento, ma non cambierà la realtà di quello che è successo“.
Il comunicato della Honda Racing Corporation si sviluppa successivamente lungo i binari di un botta e risposta attraverso il quale il vice presidente della Honda Nakamoto cerca di fare chiarezza su quanto accaduto in pista e fuori.

Da più parti si sono levate voci di commento che hanno fatto rilevare alcune anomalie nei tempi al giro fatti registrare da Marquez nelle circostanze di gara che lo hanno visto in posizione ravvicinata a quella di Rossi, rispetto al potenziale mostrato in altre situazioni di gara più “libere”. Nakamoto respinge seccamente la lettura che ha interpretato l’azione di Marquez come un effettivo e deliberato rallentamento nei confronti di Valentino e delle sua ambizioni mondiali: “I tempi sul giro che facevano erano abbastanza veloci, mostrando chiaramente che non vi era alcuna intenzione di Marc per rallentare Valentino. Dopo il botto di Marc, Valentino aveva la pista libera di fronte a sé e i suoi tempi sul giro non erano più veloci di quelli durante la battaglia con Marc. Crediamo che entrambi stessero spingendo al massimo per ottenere il terzo posto, ma naturalmente questa battaglia ha aperto un gap con i primi due, Pedrosa e Lorenzo. Queste sono le corse e quando si hanno due talenti come Marc e Valentino si può vedere una splendida battaglia, come abbiamo visto”.

Difficile non pensare che le parole al veleno pronunciate da Rossi nella Conferenza del giovedì a Sepang, non abbiano ulteriormente irrigidito Marquez portandolo a guardare più a Rossi che alla propria gara quando si è visto superato da Lorenzo per un grossolano errore in uscita di curva. Nakamoto ovviamente non è dello stesso parere:      “Onestamente non credo che questo sia il caso. Sappiamo tutti che Marc corre sempre al 100% per ottenere il miglior risultato possibile. Ha avuto tante battaglie in carriera con molti piloti, e nessuno si è lamentato di questo. In Malesia, Marc stava faticando a inizio gara a serbatoi pieni, ha fatto un errore gara e questo ha permesso a Jorge di passare. Poi Valentino è arrivato e hanno iniziato a lottare per il terzo posto. I sorpassi erano estremi, ma sicuri, da entrambi i piloti. Due dei più grandi campioni che abbiamo visto combattere insieme in pista“, il commento distensivo sul valore dei due e della lotta cui hanno dato vita negli ultimi due GP.

Meno distensivo il giudizio sul corpo a corpo che ha causato l’uscita di Marquez. Nakamoto non esita a parlare di vero e proprio calcio sferrato da Rossi, individuando nel gesto del pesarese la ragione dell’impossibilità di rialzare la moto per Marquez, costretto ai limiti della pista dalla traiettoria dello yamahista: “È chiaro che Valentino ha intenzionalmente spinto Marc verso l’esterno della pista – il duro attacco del dirigente HRC -, cosa fuori dalle regole, quindi Marc non ha avuto altra scelta se non andare largo. I dati della moto di Marc dimostrano che anche se lui stava rialzando la moto cercando di evitare il contatto con Valentino, la sua leva del freno anteriore ha improvvisamente ricevuto un colpo che ha bloccato l’anteriore, che è il motivo della sua caduta. Noi crediamo che questa pressione sia il risultato di calcio di Rossi. L’acquisizione dei dati della moto di Marc è disponibile se qualcuno dalla Dorna, FIM o i media vogliono controllare“, afferma ostentando la massima sicurezza in merito.

Poi la difesa di Marq e della sua condotta di gara, assolutamente non passibile di essere considerata antisportiva in quanto volta esclusivamente ad ostacolare Rossi: “Conosco bene Marc, è un bravo ragazzo, con valori forti e onesti. Marc stava solo cercando di difendere la sua posizione, come qualsiasi pilota avrebbe fatto, e noi gli crediamo al 100%“, dice chiudendo la questione.
Jorge Lorenzo si è lamentato in modo acceso della morbidezza con cui a suo parere la Direzione Gara ha giudicato la condotta di Valentino nell’episodio incriminato. Sul podio, pizzicato dalle telecamere della regia internazionale, ha fatto il gesto del pollice in basso nel momento in cui è stato annunciato il nome di Rossi per sollevare il trofeo del terzo posto. Successivamente ha fatto irruzione in Direzione Gara inveendo contro quella che ha immediatamente ritenuto essere una sanzione eccessivamente conservativa, di cui nessun altro pilota al di fuori di Rossi avrebbe goduto in occasione di un simile episodio, alludendo all’importanza mediatica e puramente monetaria di Rossi per il movimento legato alla Moto GP. Questo il pensiero di Nakamoto: “Rispettiamo la decisione della Direzione Gara e non vogliamo giudicare se la pena inflitta sia giusta o sbagliata. Tuttavia, crediamo ci fossero prove sufficienti per prendere una decisione durante la gara, non era necessario attendere fino alla fine“, il commento sull’esitazione che ha condotto alla decisione di rimandare tutto a Valencia, dove Valentino scatterà dall’ultima casella in griglia.

Dopo aver parzialmente glissato sulla decisione disperata di ricorrere al TAS da parte di Rossi (“E’ nei suoi diritti, rispetteremo la decisione“, ha detto), ha affrontato e chiuso duramente la questione della presunta antisportività che secondo molti avrebbe caratterizzato l’azione di osteggiamento di Marquez nei confronti del rivale su Yamaha, nonostante non si stesse giocando in prima persona il titolo iridato. Nakamoto ha anche ricordato i duelli Rossi-Pedrosa e Rossi-Iannone nelle gare che hanno preceduto Sepang, nei quali Rossi ha avuto la peggio ma dai quali non sono scaturite le medesime polemiche: “Queste sono le corse! Non ci sono stati commenti dopo che Dani ha combattuto con Valentino ad Aragon e lo ha battuto, e anche a Phillip Island nessuno ha accusato Iannone di cercare di aiutare un concorrente o un altro. A Sepang Marc semplicemente voleva prendere il miglior risultato possibile per sé e la sua squadra, non è nella sua natura accontentare del quarto posto quando c’è la possibilità di lottare per il terzo. Dovremmo anche guardare indietro a Motegi 2010, quando Valentino era fuori corsa per il titolo, ma ebbe una grande battaglia con il compagno di squadra Jorge. Dopo la gara, quando Jorge si lamentò perché Valentino era stato troppo aggressivo non essendo in lotta per il campionato, Valentino commentò: ‘Ho detto a Yamaha, cosa ti aspetti da me, che arrivi alle spalle? Se è così tornerò a casa…“.

Il giudizio di Nakamoto e della HRC su Valentino Rossi pilota resta comunque immutato. La vicenda, in tutte le sue sfaccettature dentro e fuori dalla pista, non toglie nulla a quanto fatto da Rossi quest’anno alla veneranda età di 36 anni, ma Nakamoto auspica un passo indietro del Dottore rispetto a quanto accaduto: “Valentino è il più grande campione che ci sia mai stato nel nostro sport – ammette candidamente –. Ha fatto un ottimo lavoro e se vince il Campionato lo merita veramente, per come è stato costante e molto veloce per tutto l’anno. Il fatto che abbia 36 anni aumenta il rispetto per un grande campione. Detto questo, non capiamo l’accusa relativa alla gara di Phillip Island e la sua manovraa Sepang. Speriamo che Valentino ci pensi sopra e capisca il suo errore“.
A conclusione del comunicato ufficiale, Nakamoto si proietta verso Valencia, dove tra sei giorni andrà in scena l’ultimo atto di quello che comunque andrà può già essere definito a ragione il più emozionante ed avvincente titolo degli ultimi venti anni. Solo qualche caduta di troppo da parte di Marquez ha tolto agli appassionati il piacere di vivere un finale connotato da una volata a tre Marquez-Rossi-Lorenzo che avrebbe avuto dell’incredibile: “Come sempre, il nostro obiettivo è di vincere! La speranza è che Marc e Dani lottino per la vittoria. Se riescono a finire primo e secondo – non importa in quale ordine – allora saremo molto felici. Prima di tutto, perché vogliamo finire la stagione con il 4° successo di fila, secondo perché se entrambi sono davanti a Jorge e Valentino, il loro risultato avrà alcuna influenza nella lotta per il titolo e – infine – speriamo che tutti capiscano che i piloti Honda corrono per la vittoria e la competizione pura, non altro“, la precisazione di Nakamoto che accende le speranze dei tifosi di Valentino Rossi.

Il problema è che in pista, nel GP della Comunidad Valenciana così come in Australia e in Malesia, non scenderà Nakamoto in sella alla HRC. Ci sarà Marc Marquez, che nella settimana che si è appena chiusa è stato bersagliato da tutta una serie di critiche, talvolta pretestuose, che senza dubbio ne avranno ulteriormente minato la tranquillità. Esattamente come quelle parole comprensibili ma in un certo senso improvvide pronunciate da Rossi nella Conferenza piloti pre-Sepang.

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