L’analisi della gara di Valencia: Lorenzo vince il mondiale tra luci e ombre

Pubblicato il autore: Gianluca_Rizzo

motor-lorenzo-argentine-gp-2014Jorge Lorenzo è Campione del mondo ma molte cose non tornano, andiamo a scoprirle insieme

Complimenti a Jorge Lorenzo per il suo 5° titolo in carriera, che è arrivato al termine di una stagione fantastica, messa in ombra dagli avvenimenti delle ultime settimane. Non bisogna dimenticare le 7 vittorie, le 5 pole, i 2 giri veloci e i 274 giri in testa durante tutta lastagione. L’unica pecca per il maiorchino quest’anno è stata la scarsa capacità di adattarsi ai cambiamenti, le gare di Silverstone e Motegi ne sono un esempio lampante. Tutto questo rende meritatissimo il titolo di campione 2015, almeno dal punto di vista sportivo; se invece guardiamo dal punto di vista umano, qualcosa da ridire c’è. Gli avvenimenti delle ultime settimane hanno messo in risalto un lato del personaggio Lorenzo che non a tutti è andato giù, anche e soprattutto all’interno della Yamaha stessa. Non volgiamo credere all’ipotesi complotto organizzato a tavolino con Marc Marquez, forse il 99 si è solo avvantaggiato della situazione venutasi a creare tra il pilota di Cervèra e Valentino Rossi, sarebbe un duro colpo per il motomondiale se tutto questo non dovesse essere solo un’ipotesi.

Guardando alla gara di Valencia, Jorge è stato praticamente perfetto, dalle libere fino alla strepitosa pole del sabato. In gara ha mostrato un passo eccezionale, sul31 basso, che neanche lui pensava di poter tenere alla vigilia del gran Premio.

Passando invece ai temi scottanti della giornata, cominciamo analizzando la gara di Marc Marquez.

Il passo del 93 è incredibile, molto simile a quello di Jorge, troppo simile; e questo fa sorgere non pochi dubbi. Si sapeva fin dal venerdì che i due erano più forti sul passo, ma qualcosa non torna. Analizzando giro per giro, si vede che a ogni miglioramento di Jorge segue un miglioramento di Marc, e lo stesso vale anche quando l’attuale campione del mondo ha cominciato a rallentare a causa dell’usura delle gomme. In condizioni normali ci si aspetterebbe un attacco del pilota che segue in quel momento, e non l’aspettare l’ultimo giro. Dal 23° giro in poi i tempi di entrambi si stabilizzano sul 32 e mezzo 32 basso, di questo se ne avvantaggia Daniel Pedrosa, che invece rimane costante sul 31 alto, fino a raggiungere la coppia di testa. Al 25° giro avviene qualcosa di abbastanza curioso, Marquez informato dell’avvicinamento del compagno di squadra fa segnare un primo settore allucinate, di soli 70 millesimi più lento del miglior primo settore di Jorge fatto registrare al secondo giro. Tralasciando l’improvviso attacco di cattiveria agonistica appena ha visto Pedrosa che lo sfilava, all’ultimo giro, per togliersi dall’impiccio del compagno di squadra, stampa un 31 e 9 , mezzo secondo più veloce dei suoi ultimi due giri. Questo vuol dire solo una cosa, le sue gomme non erano finite e aveva passo per superare e allontanarsi da Jorge almeno da 10 giri.

Questo fa trapelare solo una cosa; Marquez ha confermato le parole di Valentino, le ultime gare del pilota spagnolo sono state condotte esclusivamente per danneggiare l’italiano e non per ottenere il miglior risultato possibile, venendo meno a una regola del Motor sport, una regola non scritta ma condivisa da chiunque, che impone a coloro che non si stanno giocando il Mondiale di non intromettersi tra coloro che invece il Titolo rischiano di vincerlo. Quest’anno Marc ha deciso chi doveva e non doveva vincere il titolo, una cosa molto triste in uno sport individuale.

Dani Pedrosa ha dimostrato ancora una volta di essere un pilota corretto che pensa solamente a se stesso, cercando di capitalizzare al meglio i risultati. Gara incredibile, e gestino perfetta, peccato che anche lui sia stato condizionato dalla condotta di Marquez che probabilmente gli ha tolto dalle mani una vittoria alla sua portata.

Valentino Rossi, l’eroe di giornata ma anche il deluso di giornata. La sua rimonta ha qualcosa di epico, certo molti piloti hanno preferito non interferire con la rimonta, vedi Petrucci, ma lui ha messo anima e cuore in questa gara, arrivando ad un soffio dall’impresa. Guardando alle scorse gare, e escludendo Sepang e Philp Island, il 5° posto di Misano ha avuto il suo peso, se avesse gestito meglio quella situazione sicuramente a quest’ora staremmo a parlare di altro.

A questo punto è inutile rimuginare sul passato, il mondiale è stato assegnato, e martedì si ricomincia in ottica 2016; sperando che il prossimo anno possa regalarci le stesse emozioni che ci ha regalato la prima metà di questo 2015.

  •   
  •  
  •  
  •