Mick Schumacher in Ferrari? Nella Formula 1 solo una dinastia è stata vincente

Pubblicato il autore: Antonio Paradiso

Outside of UK subscription deals Mandatory Credit: Photo by Action Press/REX (4116164a) Mick Schumacher Karting World Championship, Aunay les Bois, France - 21 Sep 2014 Mick Schumacher driving for the Tony Kart team at the Kart World Championship, he came in runner-up in the KF-Junior-class
La notizia della settimana è la visita di Mick Schumacher, figlio di Michael, a Maranello, quartier generale della Ferrari, dove ha incontrato Luca Baldisseri, ingegnere di pista di Schumacher Sr. ai tempi della Ferrari e attuale responsabile della “Ferrari driver Academy”. Il giovane tedesco, che quest’anno ha gareggiato in Formula 4, ha svolto un test e pare che la Ferrari abbia intenzione di farlo entrare nella propria cerchia. Tuttavia, il giovane tedesco deve pensarci bene, anche perché nella Formula 1, spesso padri e figli hanno ottenuto risultati inversamente proporzionali. Infatti solo una dinastia è riuscita a vincere il mondiale sia con il padre che con il figlio: si tratta della famiglia Hill, con Graham campione del mondo nel mondo nel 1962 e nel 1968 e il figlio Damon nel 1996. Ovviamente di dinastie in Formula 1 ce ne sono e ce ne sono state tante, tuttavia, in questa sede ci vogliamo occupare solo delle famiglie che hanno vinto almeno un mondiale e fare un rapido confronto.

DINASTIA ROSBERG: iniziamo dalla famiglia Rosberg con papà Keke che ha corso in Formula 1 dal 1978 al 1986 vincendo il titolo mondiale, alla guida della Williams, nel 1982. Nico, invece, è in Formula 1 dal 2006 e in quasi dieci stagioni non è ancora riuscito ad eguagliare il padre.

DINASTIA VILLENEUVE: questa è la dinastia sicuramente più strana nella storia della Formula 1. Molto probabilmente se qualcuno parla di Villeneuve, in mente ci viene Gilles, pilota che univa in una sola persona tecnica, aggressività, saggezza, insomma sembrava un robot progettato per vincere. Purtroppo però la sua vita si è interrotta prima del previsto, causa un orribile incidente in Belgio che gli costò la vita. Di conseguenza Gilles se ne andò senza vincere allori mondiali. All’epoca della sua scomparsa, il figlio Jacques aveva appena 11 anni. Da quel momento iniziò ad appassionarsi alla Formula 1 e dopo aver corso nelle formule minori, finalmente nel 1996 arrivò a debuttare in Formula 1 alla guida della Williams. L’anno dopo riuscì nell’impresa di conquistare quel titolo mondiale che purtroppo era mancato al padre, diventando il più titolato di casa Villeneuve.

DINASTIA PIQUET: qui abbiamo Nelson Piquet Sr e Nelson Piquet Jr. Servono poche parole: il primo viene ricordato per i tre titoli mondiali vinti (1981, 1983, 1987) il secondo per il “crashgate” di Singapore. Non serve aggiungere altro.

DINASTIA ANDRETTI: qui abbiamo papà Mario, di chiare origini italiane, che riuscì a vincere il mondiale piloti nel 1978 alla guida della Lotus. Il figlio Micheal, invece, in Formula 1 ha corso solo un anno, precisamente nel 1993 alla guida della McLaren, fu una stagione negativa con appena 7 punti conquistati.

DINASTIA BRABHAM: qui addirittura il confronto è triplo. Da una parte c’è Jack che ha vinto tre allori mondiali, precisamente nel 1959, 1960 e nel 1966; dall’altra parte ci sono i suoi due figli, vale a dire Gary e David. Il primo non riuscì nemmeno a percorrere 1 km di gara nel 1990, dato che alla guida della “Life” non riuscì a qualificarsi per i primi due gran premi di quell’anno, abbandonando dopo solo due gare la squadra; il secondo qualche km in più è riuscito a percorrerlo, senza però portare a casa nemmeno un punto.

Come detto in precedenza l’unica dinastia che può vantarsi di aver conquistato un titolo mondiale con padre e figlio è quella Hill. Ovviamente abbiamo volutamente estromesso da paragoni coppie di genitore e figlio che non hanno vinto nessun titolo mondiale. Ci vengono in mente le famiglie Magnussen (Jan e Kevin), Verstappen (Jos e Max), Fittipaldi (Wilson e Christian, rispettivamente fratello e nipote dell’iridato Emerson), senza dimenticare la famiglia Nakajima (Kazuki e Satoru).

Per la legge dei grandi numeri per Mick potrebbero prospettarsi tempi duri, ma si sa che le statistiche nel mondo dello sport e nella Formula 1 sono fatte per essere prontamente sovvertite.

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