Parola alla Mercedes, Lauda: “Ora Nico meglio di Lewis”, Wolff: “Vogliamo cani da guardia, non cuccioli”

Pubblicato il autore: Edoardo Evangelista Segui

Parola alla Mercedes, Lauda Ora Nico meglio di Lewis, Wolff Vogliamo cani da guardia, non cuccioli
Parola alla Mercedes, Lauda: “Ora Nico meglio di Lewis”, Wolff: “Vogliamo cani da guardia, non cuccioli”.
E’ un finale di stagione alquanto curioso quello che sta vivendo Nico Rosberg, finalmente capace di mettere il muso della sua Mercedes davanti a quella del compagno di squadra Lewis Hamilton. Peccato, però, che il titolo se ne sia andato da un pezzo nella direzione di Hamilton, e per il secondo anno consecutivo. Andamento opposto nelle ultime due stagioni, con Rosberg in testa fino a sei gare dal termine nel 2014 prima di arrendersi alla perentoria rimonta del britannico, mentre quest’anno Lewis ha messo subito in chiaro le cose con 10 pole position nei primi 11 GP ed una serie di vittorie che lo hanno lanciato verso il suo 3° titolo mondiale in carriera. Dal momento in cui ha conseguito il titolo, però, Lewis sembra essersi seduto sugli allori e Rosberg ne sta approfittando alla grande, denotando uno stato di forma ed una condizione mentale che purtroppo per lui gli erano mancati nel resto della stagione, soprattutto nelle fasi più calde e decisive. Come sostiene il mai tenero Lauda, ora Nico sembra addirittura meglio di Lewis.

Proprio di questo ha voluto parlare Niki Lauda, presidente del team Mercedes ed ex campione F1 in Ferrari. Secondo Lauda gli ultimi risultati favorevoli a Rosberg nella sfida in famiglia non sarebbero da attribuire alla distrazione di Hamilton, protagonista di un episodio curioso a Montecarlo, quando leggermente alterato dal punto di vista alcolico (sebbene il test sia risultato negativo) ha tamponato alcune macchine parcheggiate nel Principato rovinando la sua Pagani Zonda nera fiammante. Improvvisamente il cervello (di Rosberg) si è acceso e funzionaha puntualizzato il dirigente del team di Brackley a Motorsport.com – Sono cose che succedono ai piloti. A volte lotti con te stesso, ma improvvisamente ti senti libero nella tua testa e il gioco è fatto. Perché adesso lui è veloce come Lewis. Tutto funziona nel migliore dei modi per lui e quindi può vincere. Ciò nonostante Hamilton è ancora in lotta e lo si può vedere ad ogni giro. Ma al momento Nico è meglio”, la sorprendente dichiarazione di Lauda su Nico meglio di Lewis.

Parola alla Mercedes, Lauda: “Ora Nico meglio di Lewis”, Wolff: “Vogliamo cani da guardia, non cuccioli”.
Non c’è dubbio che alleggerito dalla pressione del duello di classifica con Hamilton, Rosberg abbia ritrovato la tranquillità mentale che sovente nel corso della stagione gli era mancata, portandolo a soffrire terribilmente e se possibile ancor di più dell’anno passato il confronto costante col più smaliziato compagno di scuderia. Ciò che stupisce, piuttosto, è l’impressionante velocità che il pilota tedesco ha ritrovato da un mese e mezzo a questa parte, a partire dalle sessioni di Qualifica, nelle quali all’inizio dell’anno è stato quasi ridicolizzato dal compagno, fino ad arrivare al momento della gara, dove appare quasi sempre in grande controllo nella capacità di gestire i tentativi di attacco del rivale. Non a caso Hamilton ieri ha sfogato tutta la propria frustrazione via radio, facendo presente al team che stando molto vicino a Rosberg avrebbe rovinato eccessivamente i pneumatici Pirelli, che per caratteristiche vanno in sofferenza per via dell’aria calda generata dagli scarichi delle vetture. Un inconveniente che lo stesso Rosberg ha più volte sperimentato sulla sua pelle quest’anno, nelle rare volte in cui era riuscito a far registrare tempi in gara migliori di Hamilton, salvo poi dover desistere dal portare attacchi veri e propri a causa della concreta impossibilità di reggere per diversi giri consecutivi il contatto ravvicinato tra le vetture.

Su questo punto si è soffermato Toto Wolff, il team principal della Mercedes, nel suo consueto intervento di fine gara. Apparso visibilmente soddisfatto per l’ennesima doppietta raggiunta dai suoi piloti grazie al puntuale lavoro della squadra, il direttore Motorsport di Mercedes-Benz è tornato sulla questione legata all’usura dei pneumatici e alla gestione in Mercedes delle situazioni in cui i due piloti, che definisce cani da guardia, non cuccioli, lottano con un distacco attorno o sotto al secondo: “Abbiamo sempre avuto i nostri principi fin dal 2013 e le cose hanno funzionato bene per quanto ci riguardaQuando ti trovi in macchina non hai mai il quadro completo in un particolare momento, come ad esempio quando le sue gomme hanno smesso di funzionare e bisognava decidere di passare alla tattica a tre soste. Senza questa strategia si sarebbero potuti perdere 10 secondi e quindi la seconda posizione sarebbe stata a rischio a favore di Sebastian. Il pilota all’interno della vettura è in uno stato emozionale ed è comprensibile. Abbiamo dei cani da guardia e non vogliamo avere dei cuccioli. E quindi pretendiamo che siano tali. A volte magari c’è un po’ più di intensità, ma va bene così”, e ci mancherebbe altro, dato il dominio palesato ancora una volta in stagione sul circuito di Interlagos, dove le frecce d’argento hanno doppiato tutti tranne le rosse di Maranello.

Wolff ha negato chiaramente la possibilità di rivedere la gestione strategica delle situazioni in cui il pilota Mercedes che insegue si sente rallentato o danneggiato dal non poter attaccare il compagno che presume essere più lento, a causa del ricordato problema di graining alle gomme: “No – ha affermato Wolff chiudendo la porta ad un cambio di rotta strategico –, perché per questo abbiamo degli strateghi e se il pilota in macchina sta per perdere la gara ciò potrebbe accadere perché non viene presa una decisione non istintiva. A volte l’istinto ti può portare a compiere le giuste scelte, ma se non si dispone di una serie completa di dati la maggior parte delle gare potrebbe andare male e quindi ecco il motivo per cui seguiamo questa strada”, ha chiuso forte dei risultati che finora danno ampiamente ragione al modus operandi Mercedes. Quest’anno, infatti, è stata consolidata la scelta del team di favorire il pilota che si trova in testa, che viene privilegiato sia a livello strategico che di piano gara legato al momento di rientrare ai box per effettuare il cambio dei pneumatici.

Nonostante la nettezza con cui è maturato il successo di ieri, con le frecce d’argento arrivate in parata sul traguardo del GP del Brasile, le discussioni andate in scena tra box e muretto Mercedes sono state particolarmente intense, per via della lotta tra i due cani da guardia, non cuccioli. La pressione esercitata da Vettel, sebbene in maniera indiretta a causa di un distacco comunque consistente, ha suggerito parecchia cautela ai vertici del team tedesco, preoccupati dalla possibilità che le Ferrari gestissero in maniera migliore l’usura dei pneumatici. Ieri, però, le temperature dell’asfalto non erano paragonabili a quelle fatte registrare ad esempio in Bahrein, pertanto quando la rossa ha shiftato sulla strategia delle tre soste cercando di sparigliare le carte, ha in realtà finito per agevolare la Mercedes, che rischiava di andare in crisi soprattutto con Hamilton: “In realtà non è stato affatto facile. La situazione tra loro due stava diventando intensaha precisato il dirigente austriaco, riferendosi anche alle continue comunicazioni via radio tra pilota e team, che hanno mostrato un Rosberg insolitamente agitato, in stile Hamilton per così dire –e quindi questa intensità si è poi trasferita all’interno della squadra che ha dovuto scegliere la strategia giusta e decidere fra le due o le tre soste. Quando Lewis è rimasto bloccato dietro Nico era chiaro che le sue gomme non sarebbero durate e in quella fase la sua gara è stata compromessa. L’intera situazione è poi cambiata in nostro favore quando la Ferrari ha deciso di passare da due a tre soste. Così siamo potuti passare anche noi ad una tattica a tre soste, e a  partire da quel momento la strategia si è poi rivelata più chiara per il team”, ha concluso Wolff.

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