Storie di Gp: Gp di Abu Dhabi 2010: il trappolone della Red Bull e la prima volta di Vettel

Pubblicato il autore: Antonio Paradiso Segui

vettel abu
Domenica si correrà la diciannovesima ed ultima tappa del mondiale di Formula 1 del 2015 e ad ospitare l’evento sarà il circuito di Yas Marina per la settima edizione del Gp di Abu Dhabi. Il circuito dell’emirato è nuovo, dato che è stato costruito nel 2009 e come tutti sappiamo è  l’unico gran premio che inizia con la luce solare per chiudersi con la luce artificiale, sicuramente un’innovazione nel mondo della Formula 1. L’edizione forse più emozionante è stata quella del 2010, in cui si assegnò il titolo mondiale, che venne vinto da Sebastian Vettel, all’epoca alla guida dela Red Bull, che beffò Fernando Alonso, al primo anno in Ferrari, proprio all’ultima gara.

Quell’anno si arrivo all’ultima gara con ben 4 piloti in lotta per il titolo: Alonso, che era primo con 246 punti, Webber, secondo a quota 238, Vettel, terzo a 231 punti e Hamilton, quarto a quota 222. Quello messo male era Hamilton, che aveva un distacco di 24 punti di Alonso e che era tenuto in gioco solo dall’aritmetica. Non se la passava meglio Vettel che accusava un distacco di 15 punti da Alonso. Tutti pensavano quindi che lotta per il mondiale sarebbe stato un affare a due tra Webber e Alonso, con i due staccati di 8 punti.  Quel mondiale vide le Ferrari partire benissimo, tanto che nella prima gara in Bahrein fu subito doppietta. Tuttavia, le restanti gare videro una netta supremazia di Red Bull e McLaren tanto che la vittoria del campionato sembrava un affare tra queste due squadre. In estate però Fernando Alonso iniziò una rimonta importante, tanto che vinse in Germania, a Singapore e in Corea, gara in cui approfittando dei ritiri di Webber e Vettel prese la leadership del mondiale che mantenne fino al Gp di Abu Dhabi. Vettel, bisogna dirlo, quell’anno fu abbastanza sfortunato, dato che in Bahrein ebbe un problema che lo fece retrocedere dalla prima alla quarta posizione; in Australia era autorevolmente al comando quando la sua gara si interruppe per un problema ai freni e anche in Corea il motore lo abbandonò quando era primo in gara. Una stagione non proprio fortunata, senza dimenticare inoltre il contatto con Webber in Turchia che gettò il tedesco fuori dalla contesa. Webber, invece, era stato costante, soprattutto nella parte iniziale e centrale della stagione, solo che sul finire della stessa accusò qualche intoppo di troppo. Hamilton, invece, sembrava l’unico in grado di tener botta, solo che ebbe un periodo di crisi tra luglio e settembre, dato che nei 4 gran premi disputati in quell’arco di tempo (Ungheria, Belgio, Italia e Singapore) ottenne una vittoria a Spa e ben 3 ritiri che di fatto lo buttarono fuori dalla contesa.

Durante le qualifiche Vettel ottiene la pole position, davanti ad Hamilton ed Alonso, mentre Webber chiude quinto. Una situazione che avvantaggia Fernando Alonso, che per vincere il mondiale deve finire davanti all’australiano e qualora Vettel dovesse vincere la gara arrivare come minimo quarto, mentre con il quinto posto sarebbe secondo. Come detto dopo le qualifiche in casa Ferrari serpeggia grande ottimismo, anche perché tutti si preoccupano di Webber, mentre Vettel non sembra essere minimamente preso in considerazione.

Arriviamo quindi al giorno della gara, che si disputa il 14 novembre del 2010. Parte bene Vettel che mantiene la prima posizione, Hamilton resta secondo, mentre Button sopravanza Alonso, che quindi e quarto, ma comunque davanti a Webber che è quinto. Al primo giro entra la Safety Car per un contatto tra Schumacher e Liuzzi. Alcuni piloti pensano bene di andare ai box per effettuare il cambio gomme. Ricordiamo che quell’anno le gomme, fornite dalla Bridgestone, era abbastanza resistenti, infatti le gare si finivano tranquillamente con un solo pit stop e le coperture duravano praticamente per tutta la gara, ragion per cui era prevedibile che tutti i piloti che erano rientrati al primo giro, tra cui Petrov e Rosberg non si sarebbero più fermati. La gara riparte e all’undicesimo giro c’è la svolta: Webber tocca leggermente il muro mentre effettua una curva; onde evitare problemi, decide di rientrare ai box. A questo punto la Ferrari decide di marcare Webber, prima facendo rientrare Massa, che esce davanti all’australiano, poi Alonso che si ferma qualche giro più tardi, rientrando davanti a Webber. In Ferrari esultano tutti, ma in realtà non sa di essere caduta nel “trappolone” ,se così vogliamo chiamarlo, della Red Bull. Infatti, Alonso rientra ditero a Petrov e Rosberg, che hanno già effettuato la sosta, in ottava posizione. Solo in quel momento in Ferrari capiscono che Vettel, al comando della gara, ha reali possibilità di vittoria del mondiale. E infatti Alonso fatica a superare Petrov, anche perché quell’anno non c’era ancora il DRS quindi il pilota non aveva aiutini per effettuare il sorpasso. Inoltre, la Renault era una delle vetture più veloci in rettilineo, in quanto dotata di uno dei migliori sistemi di “F-duct” il condotto aerodinamico che permetteva di ridurre il flusso d’aria e quindi aumentare la velocità di punta. Alonso prova in tutti i modi a superar Petrov ma non ci riesce. Nel frattempo i tre davanti (Vettel, Hamilton e Button) hanno accumulato un ottimo vantaggio su tutto il resto del gruppo, tanto che dopo la loro sosta rientrano nelle prime tre posizioni. Alonso non riesce invece a superare Petrov. A questo punto le uniche speranze sono due: Hamilton che passa Vettel o problemi allo stesso tedesco della Red Bull. Purtroppo per la Ferrari, questa volta la fortuna non gira le spalle a Vettel, che quindi va a vincere il Gp di Abu Dhabi e complice l’ottavo posto di Alonso, conquista il primo titolo piloti della sua carriera, diventando il campione del mondo più giovane della storia all’età di 23 anni, 4 messi e 11 giorni. Inoltre, il tedesco della Red Bull non era mai stato in testa al mondiale, ma ci va proprio nel momento che conta di più. Per la Ferrari ed Alonso un’incredibile occasione persa, un’occasione che per tutto il periodo di Alonso in Ferrari non ritornerà più. Dopo quella gara tutti si chiederanno se la scelta di far andare Webber ai box fosse stata fatta per creare una trappola alla Ferrari, anche perché si sa che in Red Bull l’unico che contava era Vettel e nessun’altro. Noi questo non lo possiamo sapere, l’unica cosa che possiamo dire è che l’errore l’ha fatto la Ferrari.

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