Formula 1- Il Gran Premio di Monza è quasi salvo

Pubblicato il autore: Gianluca_Rizzo

Sono anni ormai che si discute del futuro della Formula 1 a Monza, ma adesso sembra che il governo italiano stia per salvare il Gran Premio D’Italia.
autodromo_monza

Nel 2016 il contratto che lega il circuito brianzolo e la Formula 1 si concluderà. Ormai da mesi Berni Ecclestone e i capi del GP d’Italia sono ai ferri corti, nel vano tentativo di cercare un accordo che soddisfi entrambe le parti che permetta a Monza di rimanere nel calendario.

Già durante il weekend di Monaco c’erano stati incontri tra Mr. E. e i rappresentanti del Motor sport italiano, oltre che un incontro con il presidente del consiglio Matteo Renzi, durante l’ultimo GP d’Italia. Tutto questo non sembrava aver dato nessuna svolta alle trattative.

Tuttavia la svolta sembra stia arrivando dall’interno dei palazzi del potere, con una proposta di modifica di un articolo del patto di stabilità.

Negli ultimi anni, era stato impedito a l’automobil club Italia di finanziare il GP a causa delle limitazioni stabilite dal governo. Tali ostacoli erano causati dall’impossibilità dell’ACI i utilizzare alcune sue risorse provenivano dalle attività di concessione delle licenze su strada, e non era chiaro quanta parte del bilancio provenisse dal settore sportivo.

Le cose cambieranno con il nuovo patto di stabilità; il comitato di bilancio della Camera, con l’articolo 183, contenuto nella manovra economica, toglierà questa limitazione e permetterà all’ACI di finanziare il Gp anche con risorse non provenienti dalle sole attività sportive. Il cambiamento dovrebbe arrivare entro natale, e verrà promulgato dal Presidente Matterella entro la fine dell’anno, aprendo la strada ad un nuovo accordo che potrebbe arrivare fino al 2023.

Ricordiamo che Ecclestone chiede circa 25 milioni di euro a stagione, e il rinnovo del contratto verrà finanziato anche dalla AC Milano e dalla regione Lombardia, che ha già stanziato 70 milioni di euro per i prossimi 10 anni, che verranno utilizzati anche per ammodernare il circuito.

Il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, intervistato dalla Gazzetta dello sport ha dichiarato:“Quella norma ci avrebbe, nella pratica, impedito di intervenire. In un bilancio di un ente sarebbe stato assai complicato distinguere gli introiti dello sport da quello delle altre attività. Questo cambiamento è stato determinante, ora il più è fatto.Debbo dire che è stato importante avere Renzi al GP. Il presidente del Consiglio in quella occasione ci ha messo la faccia ed è stato di parola con Bernie: nell’incontro gli disse semplicemente che ci avrebbe pensato l’Aci a garantire un futuro al GP d’Italia e questa legge di stabilità ci fornisce i mezzi per attuare il suo annuncio”.
“Prima di firmare abbiamo ancora qualche dettaglio da discutere”.
Il più ormai sembra fatto, bisogna solo aspettare.
Rimane però il rammarico di aver rischiato di perdere uno dei più emozionanti circuito del calendario della formula uno, che sarebbe stato rimpiazzato magari da una delle tanti cattedrali nel deserto, disegnate da Tilke, piste sperdute, che non attirano appassionati, i luoghi dove la vera passione è praticamente assente; nati solo per compiacere qualche miliardario concedendogli la possibilità di godersi un gran premio direttamente nel giardino di casa.
Le piste storiche sono un patrimonio dell’umanità, e in quanto tali andrebbero tutelate.

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