Ferrari quotata in Borsa a Milano, Renzi e Marchionne entusiasti

Pubblicato il autore: Edoardo Evangelista Segui

Ferrari quotata in Borsa a Milano
Ferrari quotata in Borsa a Milano, cerimonia in grande stile come il 21 ottobre a Wall Street.
E’ un debutto in pompa magna quello della Ferrari a Piazza Affari. Alla presenza del premier Matteo Renzi, in un Palazzo Mezzanotte adornato in rosso con bandiera e stemma del Cavallino rampante per l’occasione, John Elkann e Sergio Marchionne hanno parlato alla cerimonia di debutto del titolo azionario Ferrari alla Borsa di Milano. Esattamente come a Wall Street il 21 ottobre, dieci splendidi modelli della collezione di Maranello vengono esposti a margine dell’avvio delle contrattazioni finanziarie, previsto per le ore 09.00 di stamattina. Si tratta di un passo fondamentale per il futuro della rossa, dopo la separazione dal gruppo Fiat Chrysler Automobiles (FCA) dopo una vita passata assieme, una cinquantina d’anni ad esser precisi.
Ad evidenziare la bontà ed il significato profondo della scelta operata dal gruppo Ferrari ci ha pensato l’amministratore delegato della Borsa italiana, il 54enne milanese Raffaele Jerusalmi, che ha sottolineato come con la “quotazione si apra per Ferrari un nuovo mondo per poter rappresentare l’eccellenza anche in ambito finanziario”.
Alla cerimonia hanno partecipato altre figure di spicco dell’ambiente ferrarista, da Piero Ferrari a Maurizio Arrivabene, fino all’amministratore delegato Amedeo Felisa.

Ferrari quotata in Borsa a Milano, Renzi: “Straordinari risultati 2015 e la mossa Ferrari un’occasione da seguire per gli investitori“.
Nel proprio intervento Renzi non ha nascosto il solito entusiasmo, non solo rispetto alla Ferrari ma per l’evoluzione generale del Paese. Tanti i riferimenti effettuati dal premier, dall’anno borsistico che si è appena chiuso fino ad alcune esigenze del Paese che il leader del PD ritiene di aver affrontato con serietà ed impegno, nel rispetto della pianificazione strategica concepita nei mesi precedenti. “I risultati della Borsa sono stati eccezionali – ha detto il premier riferendosi al + 13,2 % fatto registrare complessivamente da Piazza Affari nell’anno 2015 -. Si tratta di una straordinaria occasione per gli investitori, per chi crede che la bellezza si coniughi all’innovazione e all’ingegneria“, ha affermato con toni enfatici. “Forse Marchionne lo avrebbe fatto comunque – ha detto non senza nascondere la propria, decisiva azione di impulso – ma in un viaggio a Melfi con lui e John Elkann avevamo chiesto tre cose: sfruttare appieno il jobs act e con le assunzioni a Chieti è stato fatto, non dimenticare l’Ilva e su questo ci sono segnali importanti, e quotare anche a Milano“, ha ricordato il leader politico toscano tornando ai giorni in cui aveva dettato le linee guida per stimolare l’occupazione e rilanciare le sorti del gruppo FCA.
Poi Renzi si è speso sull’impatto in primo luogo simbolico della mossa operata dai vertici della rossa, potenzialmente in grado di attirare altri investitori al mercato azionario legato alla piazza milanese. “Si tratta di un gesto importante che credo debba essere seguito da altre realtà quotate fuori – l’auspicio piuttosto convinto del primo ministro -. Il 2016 vorrei che fosse l’anno in cui smettiamo di recuperare i ritardi e cominciamo a correre più forte degli altri. In bocca al lupo”, ha chiuso proiettando il suo sguardo verso il futuro del Paese.

Ferrari quotata in Borsa a Milano, Marchionne: “Qualche giorno perché il titolo si assesti. Investimenti e di conseguenza dividendi non mancheranno mai“.
Con la quotazione si è aperto un nuovo capitolo. E’ un nuovo traguardo, una nuova partenza“, ha esordito Marchionne, sulla medesima falsariga di Renzi. “Competere sul listino di Milano per la Ferrari è come tornare alle origini”, ha aggiunto il presidente della Ferrari. Il titolo azionario ha aperto a quota 43 euro prima di essere sospeso per esser sceso a 41,75, trascinato giù dai dati tutt’altro che incoraggianti sulla trainante industria cinese e sulle tristi e controverse evoluzioni geopolitiche ed economiche nella regione mediorientale. Il leader della Ferrari ha evitato di drammatizzare: “I risultati di oggi non significano niente. Bisogna ancora aspettare qualche giorno perché il titolo si assesti“, ha spiegato serenamente.
Successivamente ha inteso rassicurare gli investitori coinvolti o interessati ad entrare nel progetto azionario in rosso, mettendo in chiaro sin dal principio il perdurare della volontà di stimolare con iniezioni di liquidità l’evoluzione tecnica della scuderia di Maranello. Ciò al fine di garantire attraverso i risultati sportivi e finanziari un ritorno adeguato a chiunque detenga quote del pacchetto azionario del Cavallino. “Non faremo mai mancare investimenti a Ferrari per garantire ritorni significativi agli azionisti, guardando con attenzione a quello che succede negli altri mercati”, ha affermato Marchionne, prima di aggiungere che “ci saranno dividendi abbastanza elevati considerato che i livelli di liquidità sono molto alti ed il consumo di capitale abbastanza limitato”.

Ferrari quotata in Borsa a Milano. Marchionne su FCA: “Separazione Ferrari non cambia obiettivi 2018. Proposte fusioni ma i partner non erano ideali”. 
Se le aspettative legate al futuro di un titolo di lusso come quello che fa riferimento a Ferarri sono ragionevolmente alte, con la previsione di un tasso di crescita che dovrebbe presto assestarsi su valori molto alti, più di un dubbio permane attorno alle sorti del gruppo Fiat-Chrysler, da anni alle prese con una crisi che va ben al di là delle difficoltà affrontate dal settore delle automotive e che rinviene le proprie origini nella miopia che purtroppo ha ispirato le politiche dirigenziali dell’eccellenza automobilistica italiana negli ultimi decenni. Marchionne, ovviamente, con lo stile da politicante che sovente lo contraddistingue, nonostante le smentite che puntualmente sono promanate dalla sua persona anche oggi, ha minimizzato l’impatto che la separazione di Ferrari può avere sul gruppo FCA. “Gli obiettivi 2018 di Fca sono confermati nonostante la perdita di Ferrari. Sono piuttosto soddisfatto del 2015 e non ho nessuna ragione di pensare che 2016 sarà diverso – ha chiarito il CEO di Fiat, che è poi passato a delineare le strategie future del gruppo di cui è amministratore delegato -. Il gruppo non è alla ricerca di un partner ma quello del consolidamento del settore auto è un problema su cui confrontarsi, che non si chiuderà quest’anno“, ha spiegato spostando il tiro del discorso sulle condizioni generali del settore di riferimento.
Peraltro Marchionne ha fatto trapelare la notizia che il gruppo FCA sarebbe stato oggetto di contatti che miravano a paventare la possibilità di un’ulteriore fusione, questo tipo di aggregazioni essendo sempre più all’ordine del giorno nel settore automotive e nell’ambiente industrial-finanziario tout court: “La necessità di un consolidamento è stata vista come un segno di debolezza da parte nostra ma queste sono cavolate. Noi abbiamo anche ricevuto approcci per una possibile aggregazione da chi però non consideravamo un partner ideale. Ora ci concentriamo sul piano al 2018, raggiungere gli obiettivi significa creare valore per gli azionisti, allora la valutazione del gruppo cambierà totalmente e darà a Fca la possibilità di avere discussioni in maniera diversa“.

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