Tanti auguri Valentino Rossi

Pubblicato il autore: Gianluca_Rizzo Segui

Ripercorriamo insieme per il giorno del suo compleanno la straordinaria carriera di Valentino Rossi, il Dottore, tra aneddoti e curiosità.213634632-799b2681-a4e9-4091-a58e-f4ac3d759cbe

Il 16 febbraio 1979 nasceva a Urbino Valentino Rossi, un campione destinato alla leggenda; ma vediamo come tutto questo è cominciato. Valentino sale sulla sua prima moto da cross alla tenera età di 2 anni e mezzo: con l’aiuto del padre Graziano Rossi, ex pilota del Motomondiale, prova anche a guidare i kart ma, purtroppo o per fortuna , il mondo delle 4 ruote è troppo costoso per la sua famiglia, così il Natale del 1989 gli porta la sua prima minimoto. Debutta nella categoria Sport Production nel 1993 in sella ad una Cagiva Mito 125 e dopo un primo anno molto difficile, in cui raccoglie più cadute che vittorie, nella stagione succesiva riesce vincere il Titolo. Nello stesso anno Valentino adotta il soprannome di “RossiFumi” in onore del pilota giapponese Norifumi Abe: scelse questo nome d’arte dopo la gara di Suzuka del 1994, durante la quale vide il nipponico correre come wild card e competere per il podio fino a tre giri dal termine contro Kevin Schwantz e Mick Doohan.

Il debutto in 125

Con il sopporto di Carlo Pernat, nel 1996 Valentino inizia la sua avventura nel Motomondiale a bordo di un’Aprilia del team AGV: nel giorno del debutto, Rossi deve scegliere un numero ufficiale e così decide di utilizzare lo stesso che utilizzava il padre quando correva, il 46, senza sapere quanto quelle cifre avrebbero segnato e contraddistinto la sua lunghissima carriera. Anche in questo caso il debutto per Valentino è stato molto difficile, collezionando ben 23 cadute durante tutto l’arco della stagione; il 4 agosto 1996 nonostante le difficoltà,  ottiene il suo primo podio in Austria e nel gran premio successivo, a Brno, conquista pole e vittoria.

Visti gli ottimi risultati per un debuttante, Carlo Pernat gli propone una moto ufficiale per il campionato in 250, ma il Pesarese declina l’offerta per dedicarsi al suo obbiettivo finale, la vittoria del suo primo titolo mondiale. L’anno successivo, raggiunta la maturità e presa ancor più confidenza con la categoria, domina la classe 125 con 11 vittorie nel arco della stagione si aggiudica il Campionato del Mondo Piloti.

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L’avventura in 250

Il salto di categoria era solo rimandato, infatti nel 1998 approda alla 250: moto più potenti e difficili da guidare mettono alla prova il talento di Valentino, ma nella seconda metà della stagione, ad Imola il 6 settembre del 1998 ottiene la sua prima vittoria di classe ed arriva secondo in campionato, dietro a Loris Capirossi. L’iter seguito nell’ottavo di litro, si ripete anche nel quarto, quando al suo secondo anno, ne 1999 Rossi conquista 9 vittorie e porta a casa il secondo Titolo Mondiale. 

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Il salto in 500

Il 2000 è l’anno del suo debutto nella classe regina: decidendo di assumere al suo fianco Jeremy Burgess come capo tecnico, Valentino firma con la Honda. Le moto della classe 500 sono molto diverse dalle 250 a cui era abituato e lui stesso le definì “paurose e brutali”, sia per le velocità che raggiungevano che per la loro mostruosa potenza. Ciò nonostante, impiega solo qualche mese ad adattarsi al nuovo mezzo e sulla pista inglese di Donington, durante un fine settimana bagnato, Valentino ottiene il suo primo successo al termine di una gara in rimonta e ricca di sorpassi. Nella sua stagione d’esordio in 500 otterrà 10 podi, arrivando così secondo nel campionato mondiale, dietro a Kenny Roberts Junior.

La stagione 2001 è passata alla storia per la rivalità con Max Biaggi, scoppiata dopo un gomitata del pilota romano nelle prime fasi del gran premio di Sud Africa, che costringe Valentino ad un uscita sull’erba; il pesarese riesce a rimanere in sella e con una rimonta esaltante vince la gara. La battaglia dura tutta la stagione ed il 14 ottobre si laurea Campione del Mondo in classe 500 con 11 vittorie, costringendo alla resa il “Corsaro”. Nell’anno del debutto della MotoGP, che sostituisce la classe 500 con un nuova tipologia di motorizzazione, Valentino fa suo anche il Mondiale 2002 vincendo ben 11 gare – con il record di 7 consecutive -, vincendo così il suo quarto titolo. La stagione successiva si sviluppa sulla falsariga delle predente, con il dominio di Rossi intaccato solo dalle critiche ricevute, secondo le quali i sui successi erano per solo merito di una Honda nettamente più performante delle concorrenti: a fine anno, con l’ennesima affermazione in tasca, il campione di Tavullia compie una scelta non facile, lasciando la corazzata con cui aveva vinto a mani basse nelle passate stagioni, per abbracciare il rinnovato progetto Yamaha, lasciando la sua Honda in mano ai rivali di sempre, Biaggi e Gibernau.

La scelta di cambiare squadra poteva rivelarsi fatale per Valentino, vista la scarsa competitività e affidabilità della Yamaha, ma si dovette ricredere dopo la prima gara della stagione 2004 in Sud Africa, dove dopo uno spettacolare duello con Biaggi ottenne un’inaspettata vittoria all’esordio con la Casa dei tre diapason. Memorabile poi la scena di un Valentino che al termine della corsa, appoggia la moto su un muretto e gli si siede a fianco, andando poi a baciare il cupolino della sua Yamaha, assaporando la grande soddisfazioni ei aver vinto la sfida che il cambio di casacca rappresentava e di aver dimostrato a tutti che le critiche della stagione passata erano infondate.

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La prima affermazione è poi la cartina tornasole di quel che sarebbe stata la stagione, durante la quale riuscì a ripetere gli straordinari risultati che ottenne in Honda, vincendo il titolo al suo debutto in Yamaha e riconfermandosi poi l’anno successivo. Durante la stagione 2006, nonostante cadute e guai meccanici, Valentino giuda il campionato fino all’appuntamento finale di Valencia: durante una gara combattuta, Rossi cade ed è costretto al ritiro, cedendo il passo nel Mondiale a Nicky Hayden ed interrompe a cinque i Campionati del Mondo vinti consecutivamente.

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Il 2007 è l’anno magico della Ducati a di Casey Stoner, che formano un’accoppiata imbattibile per Valentino, che, complice anche una Yamaha non al top, a fine campionato si ritrova solamente terzo dietro anche a Dani Pedrosa. Ci riprova l’anno successivo con i soliti avversari, ai quali si aggiunge il deb Jorge Lorenzo: il quartetto monopolizza il podio nei primi appuntamenti: la svolta avviene nella gara di Laguna Seca, passata alla storia per il sorpasso al “cavatappi” su Stoner, che da il via alla serie di 5 vittorie consecutive, grazie alle quali Valentino si aggiudica il mondiale con 3 gare di anticipo. Per festeggiare l’ottavo titolo, Valentino sfoggia una maglietta con la scritta “scusate il ritardo”: un modo ironico per criticare chi lo dava già per finito.

Il 2009 è l’anno della sua centesima vittoria, in occasione della quale festeggiata srotolando uno striscione di 25 metri, che riporta le foto di tutte le sue affermazioni in carriera, che precedono il nono iride in carriera che arriverà a fine stagione. L’anno successivo il campionato si apre nel migliore dei modi, ma durante le prove libere al Mugello Valentino è vittima di  high side, che gli procura una frattura scomposta ed esposta: Rossi è un campione anche nei tempi di recupero e con una guarigione lampo, riesce a saltare soltanto tre gare, rientrando in tempo per acciuffare in extremis la terza posizione in campionato e per annunciare il suo passaggio in Ducati per la stagione a venire, fornendo un binomio tutto italiano che fa sognare i tifosi.
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Purtroppo, l’avventura a Borgo Panigale non è come sperato: due anni complicati su una moto lontana dalle prestazioni monstre di quella di Stoner ed alla quale Valentino non si adatta mai: il magro bottino di soli tre podi, segna la fine anticipata del rapporto, per tornare alla casa del Diapason. L’inizio della seconda esperienza in Yamaha, è lontano parente dei fasti mondiali della prima: Rossi salva la sua stagione con quella che sarà l’unica affermazione dell’anno sul circuito amico di Assen e grazie ad altri 5 podi conclude l’annata con il quarto posto in classifica generale. Un anno dopo torna al successo nella gara di Misano, considerato da Valentino il Gran Premio di casa vista la vicinanza alla nativa Tavullia, risultato che poi bisserà sul circuito di Phillip Island, nove anni dopo l’ultima vittoria su terra australiana. Terminerà poi il campionato in seconda posizione alle spalle dell’esordiente Marc Marquez autore di un’inarrestabile cavalcata verso un successo storico.

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Il 2015 e la lotta per il mondiale

In un’intervista prima dell’inizio della stagione 2015, Alessio “Uccio” Salucci, storico amico di infanzia di Rossi, dichiara che quello che avremmo visto quest’anno sarebbe stato il più forte Valentino di sempre: e per non smentire l’amico, il campionato di Valentino si è aperto con ben 2 vittorie e un terzo posto, mostrando al mondo che, a 36 anni, ha la stessa voglia e cattiveria agonistica di quando cominciò a correre.

Persino il rivale di sempre Max Biaggi si congratulò con lui, attraverso twitter, dopo il gara del Qatar: “Congratulazioni, a 36 anni va davvero gran forte! Bravi Andrea Dovizioso e Andrea Iannone. Podio tutto made in Italy“, ha cinguettato il Corsaro. Il campionato continua tra alti e bassi, che gli  consentono però di arrivare alla terzultima gara a Philip Island, con un discreto vantaggio sul compagno di squadra rivale diretto, Jorge Lorenzo. Ma qualcosa va storto; nella conferenza stampa del Gran Premio successivo, in Malesia, il campione di Tavullia fa una dichiarazione che lascia tutti schioccati: “Marquez non ha giocato con noi: ha giocato solo con me! È importante che lui sappia che io so! Adesso vediamo cosa succede, però sono abbastanza preoccupato perché giocarsela alla pari con Lorenzo è un conto, se invece bisogna battere anche Marquez”.

In gara poi, a conferma delle preoccupazioni di Valentino, scoppia una violenta bagarre tra i due, che porterà poi alla caduta di Marquez. Rossi ritenuto responsabile viene punito con tre punti sul patentino, sanzione che lo farà partire ultimo all’ultima gara della stagione: Valencia. In terra spagnola, il dottore, con un’impresa che rimarrà nella storia riesce a rimontare fino alla 4° posizione in pochi giri. Jorge Lorenzo però taglia la linea del traguardo per primo, vincendo il titolo mondiale.
A 37 anni Valentino Rossi ha ancora la stessa voglia di vincere che aveva da giovanissimo, e ha dichiarato recentemente che valuterà il ritiro dopo le prime gare del 2016, in caso è pronto per un rinnovo di 2 anni. Il 10° titolo è ancora alla sua portata, chissà se riuscirà nell’impresa.

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