Raikkonen e Ioverno ci descrivono il tracciato del Gp del Bahrain

Pubblicato il autore: Gianluca_Rizzo Segui

A pochi giorni dalla seconda tappa del mondiale Formula 1, il Gp del Bahrain, Diego Ioverno, responsabile delle operazioni in pista della Scuderia Ferrari, e Kimi Raikkonen spiegano sul sito ufficiale della rossa le caratteristiche del tracciato del Bahrain. Uno come ingegnere l’altro come pilota.

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Lo scorso anno a vincere il Gp del Bahrain fu Lewis Hamilton, ma Kimi Raikkonen chiuse con un ottimo secondo posto, seguito da Rosberg e Sebastian Vettel.

Per Kimi, il Gp del  Bahrain dello scorso anno è un bel ricordo: “Mi piace Sakhir, la pista è bella, non ci sono curve molto difficili ma completare un buon giro su questo circuito è comunque difficile. Le condizioni possono variare moltissimo a causa del vento, fa caldo a mezzogiorno e di sera fa abbastanza freddo, ma è comunque un bel posto”. Il risultato dell’anno scorso – secondo e in piena rimonta su Hamilton – non lascia a Kimi l’amaro in bocca: “Forse avrei potuto vincere, con uno o due giri in più, ma è inutile fare supposizioni. Siamo arrivati secondi e questo è tutto. Non è andata male, ma sarebbe potuta andare meglio”. Su una pista caratterizzata da grandi staccate i piloti “lavorano” parecchio con il sistema brake-by-wire, collegato al recupero di energia: “In un mondo ideale in cui tutto funziona va bene, ma nella realtà a volte possono esserci problemi, però abbiamo un buon sistema. Girare su questo circuito è abbastanza impegnativo e alcune vetture possono avere problemi con i freni, ma se subentrano problemi dipende da come ne gestisci il raffreddamento”.

Descrizione del tracciato dal punto di vista ingegneristico: “Il circuito del Bahrain ospita la Formula 1 dal 2004. E’ un tracciato di nuova generazione, disegnato appositamente per mettere sotto stress tutte le componenti della vettura. Comprende 15 curve e 3 lunghi rettilinei, con un’alternanza di tornanti e repentini cambi di direzione, includendo solo 3 vere curve a media alta velocità”.

L’assetto della vettura per il Gp del Bahrain : In Bahrain si opta solitamente per configurazioni aerodinamiche a medio-basso carico. E’ importante ottimizzare la prestazione della vettura sui rettilinei, ma non bisogna tralasciare altri aspetti molto significativi, come il raffreddamento dei freni nelle importanti frenate e staccate che caratterizzano questo circuito, e conta molto anche dare il giusto risalto alla parte meccanica dell’assetto nella percorrenza dei cordoli”.
“Dal punto di vista ambientale, il Bahrain è un circuito molto interessante. Prima di tutto si trova in mezzo ad un deserto e spesso, negli anni passati, i team hanno dovuto affrontare i problemi indotti dalla sabbia”.

Ma la pista di Sakhir ha altre peculiarità: il fatto di sorgere in pieno deserto e l’asfalto illuminato artificialmente. “Ci sono stati anni in cui le tempeste di sabbia hanno avuto pesanti effetti sullo svolgimento del weekend. Ultimamente si è posticipato l’inizio della gara, la partenza è in notturna, mentre le prove libere e le qualifiche avvengono quando ancora la luce del giorno illumina il circuito. Questa variazione di illuminazione ha un impatto non trascurabile sul raffreddamento e sul comportamento delle vetture e delle gomme”.

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