Moto3 e la carica degli italiani

Pubblicato il autore: Gianluca_Rizzo Segui

Se il buon giorno si vede dal mattino il campionato di Moto3 si appresta ad essere ricco di soddisfazioni per il foltissimo gruppo di italiani impegnati nella categoria cadetta.

bulega-fenati-moto3-qatar-03

In Qatar abbiamo visto ben 5 italiani tra i primi 6 piloti, il che fa ben sperare in un mondiale tutto ad appannaggio dei porta bandiera.

La moto3 è sempre stato un territorio florido per gli italiani, ma forse come mai in questo momento, ci sono almeno 7 piloti italiani che possono benissimo vincere almeno una gara e sicuramente almeno 5 in grado di contendersi il titolo.

Al di là del tifo va riconosciuto l’enorme successo della VR46 Accademy, probabilmente questo folto gruppo di campioncini non sarebbe riuscito ad arrivare a contendersi il titolo senza l’aiuto della struttura messa su da Valentino Rossi e soci; certo c’è il Team Italia, ma dopo l’anno scorso con l’esclusione di Matteo Ferrari a metà campionato un po’ di fiducia è svanita nei confronti della squadra che dovrebbe aiutare i piloti tricolore a debuttare nel mondiale.

A Losail però qualcosa è scricchiolato, almeno nel rapporto tra compagni di squadra; a fine gara abbiamo visto un Romano Fenati molto arrabbiato nei confronti del suo “nuovo” e velocissimo compagno di squadra Nicolo Bulega, colpevole, secondo il pilota di Ascoli, di averlo rallentato dopo averlo aiutato durante tutto l’inverno, e non è mancata la risposta immediata dell’accusato, che senza nessun timore referenziale, ha risposto per le rime al più anziano ed esperto compagno di squadra. Questo per Romano Fenati sarà l’ultimo anno in Moto3 prima del passaggio in Moto2 con il debutto nella categoria intermedia della struttura SKY VR46, quindi questa sarà l’ultima occasione per il ventenne di conquistare il titolo mondiale. Speriamo che la rivalità, sia con il compagno di squadra che con i connazionali, sproni  Romano nella lotta per il titolo, dopo un deludente 2015.

Ovviamente tutta questa diatriba non deve oscurare il successo di Niccolò Antonelli, che ha strappato per soli 7 millesimi il gradino più alto del podio al Sud Africano Brad Binder. Il pilotino di Cattolica, dopo un inizio di carriera molto difficile, costellato da numerose cadute, sembra aver trovato il bandolo della matassa dopo la prima vittoria in carriera dello scorso anno sul circuito di Brno, e da quel momento l’appuntamento con il podio è diventato una tappa quasi fissa.  Speriamo che possa continuare a dire la sua durante tutto l’arco della stagione.

Altro grande protagonista è sicuramente Francesco Bagnaia, che in Qatar ha chiuso al terzo posto; forse l’unica cosa che può fermare il pilotino di Torino è la poca competitività della sua Mahindra che lamenta un gap da Honda e KTM di almeno una decina di cavalli. Se la squadra indiana riuscirà a recuperare un po’ di gap dalla concorrenza, bisognerà tenere d’occhio questo ragazzo.

Forse un inizio di stagione un po’ sotto le aspettative per quello che dovrebbe essere il grande protagonista di questa categoria: Enea Bastianini. Il pilota di Rimini, dopo l’ottimo terzo posto in classifica stagionale l’anno scorso, che sarebbe potuto essere un secondo se non fosse stato per le ultime gare, è sicuramente il favorito alla conquista del titolo mondiale.

Andrea Migno, al suo secondo anno nel team VR46, forse ha deluso un po’ nella prima gara inaugurale; certo avere un esordiente compagna di squadra che alla prima gara lotta per il podio non deve essere facile per lui, ma speriamo che anche nel suo caso la rivalità lo sproni a fare meglio, soprattutto in qualifica, nota dolente fin dall’anno scorso.

Da tenere d’occhio anche Andrea Locatelli, che con l’ingresso nel team Leopard può fare molto bene quest’anno, e si parla di lui per un passaggio in Moto2 già dal prossimo anno.

Gli esordienti o quasi: Fabio Di Giannantonio, Stefano Valtulini, Lorenzo Petrarca e Fabio Spiranelli sono chiamati al passaggio del testimone. Nonostante la giovanissima età dei connazionali, saranno loro la prossima generazione di piloti che dovrà difendere il tricolore quando i “magnifici 7” passeranno di categoria. Per Di Giannantonio  avere alle spalle una struttura come il Team Gresini e la VR46 può essere di grande aiuto, mentre per gli altri la strada sarà molto in salita.

 

  •   
  •  
  •  
  •