Sebastian Vettel: ” I piloti non sono qui per scrivere i regolamenti”

Pubblicato il autore: Gianluca_Rizzo Segui

Intervistato da Roberto Chinchero per Motorsport.com, Sebastian Vettel ha risposto a numerose domande, dal format delle qualifiche alle aspettative della nuova Ferrari.

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Sebastian Vettel si è dichiarato molto deluso delle decisioni prese in merito al format delle qualifiche, ricordiamo che lui insieme ad altri piloti aveva firmato una lettera rivolta a chi gestisce al Formula 1 chiedendo di cambiare le cose, ma cosi non è stato. Si appella ad una metafora molto convincente per spiegare il suo pensiero:

“Se un gelataio che vende gelato alla vaniglia vede che tutti i clienti chiedono il gusto al cioccolato, il giorno dopo si attrezza per soddisfare la domanda. Di certo non riapre il suo negozio proponendo ancora il gelato alla vaniglia. Di solito si fa quello che i clienti chiedono, e non il contrario. Quello che è stato deciso non è qualcosa di cui essere fieri”.

Viene chiesto anche a Seb se pensa che i piloti debbano essere coinvolti nelle decisioni regolamentari:
“I piloti non sono qui per scrivere i regolamenti. In nessun sport ci sono i praticanti che scrivono le regole, e questo aspetto deve essere chiaro. Noi siamo qui per guidare la nostra monoposto, ed è questo che amiamo fare. Stiamo solo chiedendo di poter dare dei suggerimenti alle persone che si occupano dei regolamenti. E abbiamo pensato che fosse il momento giusto per farsi sentire. L’intenzione di inviare una lettera come GPDA c’era già prima della gara in Australia, e dopo quanto accaduto in qualifica abbiamo colto l’occasione per farci sentire”.

Poi finalmente si arriva anche a parlare della Ferrari; prima dell’imminente Gran Premio Del Bahrain e poi su quello dell’Australia:

“L’anno scorso abbiamo visto che quella di Melbourne non era la nostra pista ideale, ma quest’anno in Australia siamo stati più competitivi, confermando un bel passo avanti. Nel 2015 in Bahrain siamo comunque andati bene, quindi si potrebbe ipotizzare che qui ad Al Sakhir possiamo puntare a qualcosa di importante”.

“Ma bisogna tener conto che rispetto a dodici mesi da abbiamo gomme e vetture diverse, così come probabilmente lo saranno le condizioni del tracciato. È difficile ora fare una previsione, ma credo che dovremmo essere più competitivi. I favoriti purtroppo non siamo noi, ma la Mercedes. In Australia con il senno di poi avremmo potuto provare qualcosa di diverso, ma abbiamo fatto quello che nel momento della scelta credevamo fosse l’opzione migliore, decidendo di attaccare pur essendo davanti”.

“Ovviamente se da essere al comando ci si ritrova a concludere la corsa in terza posizione, non possiamo parlare di una strategia riuscita, abbiamo preso un rischio e non ha funzionato”.

L’intervista completa la troverete sul sito Motorsport.com

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